Musica, letteratura, arte, cinema e storia del Novecento in autografi, fotografie e lettere originali.
Protagonista è l’opera lirica: una fotografia firmata da Giacomo Puccini nello studio Magrini di Viareggio, un rigo musicale di Riccardo Zandonai tratto da Francesca da Rimini, i ritratti dedicati di Umberto Giordano e Alberto Franchetti. Sul palcoscenico, le grandi voci in abiti di scena: Beniamino Gigli, Renata Tebaldi, Ferruccio Tagliavini, Mirto Picchi alla Scala. Tra gli strumentisti, una cartolina del violinista August Wilhelmj firmata a Londra nel 1907.
Per la letteratura, due cartoncini di Gabriele d’Annunzio, tra cui una dedica del 1928 al ginnasta Vittorio Lucchetti, e lettere di Luigi Capuana e Antonio Fogazzaro. Dall’arte arriva una lettera di Giorgio de Chirico del 1934 sulla traduzione italiana di Hebdomeros, accanto a Primo Conti.
Spazio anche al cinema e allo spettacolo, con Frank Capra, Jean-Paul Belmondo, Tom Selleck e Mina, e alla storia: un decreto del 1945 firmato da Umberto di Savoia, una lettera di Emanuele Filiberto di Savoia con il biglietto di Armando Diaz e una cartolina del centenario garibaldino firmata da Ricciotti Garibaldi.
Apertura il 29 ottobre alle 12:00 e chiusura il 6 novembre dalle 20:00. Certificato COA-R per ogni lotto.
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Stima: 800 - 1.200€
Descrizione:
Autografo di Giacomo Puccini su fotografia originale monocroma, virata nei toni seppia, raffigurante il celebre compositore a mezzo busto, in età matura, apposta su cartoncino scuro (32,8 x 21,2 cm). Il compositore indossa un pesante cappotto con ampio collo di pelliccia e un cappello a tesa larga; la posa è frontale, con lo sguardo rivolto direttamente verso l’obiettivo. Nella parte superiore della fotografia è apposta a inchiostro la firma autografa per esteso «Giacomo Puccini». Il riferimento a Viareggio collega il ritratto all’ambiente versiliese frequentato a lungo da Puccini, stabilitosi dapprima a Torre del Lago e successivamente nella stessa Viareggio. Giacomo Puccini (1858–1924), compositore italiano, fu tra i principali protagonisti del teatro musicale tra Ottocento e Novecento. È autore di opere quali La bohème, Tosca, Madama Butterfly, La fanciulla del West e Turandot, rimasta incompiuta alla sua morte.
In basso a destra sul cartoncino compare impresso a secco il marchio dello studio fotografico «G. Magrini – Viareggio». L’esemplare non reca indicazioni di data.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
Termine asta:
06/11/2026 20:00
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Stima: 600 - 800€
Descrizione:
Citazione musicale interamente autografa e firmata di Riccardo Zandonai, compositore, vergata su cartoncino e datata Rovereto, giugno 1922. Nella parte superiore compare il titolo «Francesca da Rimini», seguito da un breve pentagramma tracciato a mano, con chiave di violino, notazione musicale e testo sottoposto. In basso è apposta l’ampia firma «R. Zandonai». Francesca da Rimini, tragedia in quattro atti su libretto di Tito II Ricordi tratto dall’omonimo dramma di Gabriele d’Annunzio, debuttò al Teatro Regio di Torino nel 1914. La datazione roveretana del 1922 collega inoltre il cartoncino al territorio d’origine di Zandonai, nato a Sacco di Rovereto. Riccardo Zandonai (1883–1944), compositore e direttore d’orchestra italiano, studiò al Liceo musicale di Pesaro sotto la guida di Pietro Mascagni. Fu tra i protagonisti del teatro musicale italiano del primo Novecento; tra le sue opere figurano Conchita, Francesca da Rimini, Giulietta e Romeo e I cavalieri di Ekebù.
Il frammento riprende le parole «È dolce cosa vivere obliando…», pronunciate da Francesca nel terzo atto dell’opera durante il dialogo con Paolo. Si tratta pertanto di una citazione musicale e testuale precisamente riconducibile alla partitura, scelta dal compositore come testimonianza autografa della propria opera.
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06/11/2026 20:01
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Umberto Giordano e dedica su ampio supporto in cartoncino con fotografia in bianco e nero (22,1x16,5 cm). Il compositore è ritratto a mezzo busto, in età matura, frontalmente, con abito scuro, panciotto, cravatta e fazzoletto nel taschino. Datato negli ultimi anni della vita del compositore, il ritratto proviene da uno studio particolarmente legato all’ambiente teatrale e musicale milanese: Badodi fu infatti autore di numerosi ritratti di attori, cantanti, musicisti e personalità dello spettacolo.
Umberto Giordano (1867–1948), compositore italiano ed esponente della Giovane Scuola, raggiunse fama internazionale con Andrea Chénier. Tra le sue principali opere figurano anche Fedora, Siberia e Madame Sans-Gêne. Visse a lungo a Milano, dove morì nel 1948.
La dedica, vergata direttamente sul cartoncino al di sotto dell’immagine reca le parole «con vecchia ed immutata amicizia», seguite dall’ampia firma «Umberto Giordano» e dall’indicazione «Milano, luglio 42». In basso a destra è impresso il marchio a secco dello studio fotografico di Attilio Badodi, con sede a Milano in via Brera 5.
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06/11/2026 20:02
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo del compositore Alberto Franchetti su cartoncino originale dello studio milanese Varischi, Artico & C., con indicazione «Succ. L. Ricci» e indirizzo in Corso Vittorio Emanuele 22, con applicato ritratto fotografico in bianco e nero. Sotto l’immagine compaiono l’ampia firma autografa «Alberto Franchetti» e la data «Novembre 1906», tracciate a inchiostro. Sulla fotografia è inoltre impresso a secco l’avvertimento «Riproduzione interdetta». Lo scatto presenta il compositore a mezzo busto, leggermente di tre quarti, con abito scuro e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo. L’impostazione sobria e accuratamente illuminata risponde ai caratteri del ritratto ufficiale da studio dei primi anni del Novecento. Alberto Franchetti (1860–1942), compositore italiano formatosi a Monaco e Dresda, unì la tradizione sinfonica tedesca al melodramma italiano. Fu autore soprattutto di opere teatrali, tra le quali Asrael, Cristoforo Colombo, Germania e La figlia di Iorio. Dal 1926 al 1928 diresse il Conservatorio di Firenze.
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06/11/2026 20:03
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo del tenore Beniamino Gigli su fotografia in abiti di scena in bianco e nero con firma e data autografe. L’artista è ritratto a figura intera nei panni di Don Alvaro, in abito monastico, nell’opera La forza del destino di Giuseppe Verdi. La posa si riferisce alla parte conclusiva del dramma, quando il personaggio vive nel convento con il nome di padre Raffaele. Beniamino Gigli (1890–1957), tenore italiano, esordì nel 1914 nella Gioconda e si affermò rapidamente nei maggiori teatri internazionali. Celebre per la bellezza del timbro, la morbidezza del fraseggio e l’intensità espressiva, fu tra i più importanti interpreti del repertorio lirico italiano della prima metà del Novecento.
Nella metà inferiore dell’immagine compaiono l’ampia firma «Beniamino Gigli» e la data «1950», entrambe tracciate in inchiostro blu. In basso sono presenti le indicazioni a stampa del Teatro alla Scala, del cantante, del personaggio e dell’opera rappresentata. Visibili lievi tracce del tempo lungo i margini.
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06/11/2026 20:04
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo della soprano Renata Tebaldi su fotocartolina in bianco e nero con dedica, firma e data autografe. L’artista è ritratta a figura intera negli abiti di scena di Elisabeth nel Tannhäuser di Richard Wagner, con lungo costume di foggia medievale, mantello ricamato e ornamenti. In basso a sinistra compare l’indicazione a stampa «Renata Tebaldi». Renata Tebaldi (1922–2004), soprano lirico-spinto italiano, debuttò nel 1944 e si affermò dopo il concerto per la riapertura della Scala diretto da Arturo Toscanini nel 1946. Celebre per la bellezza e l’omogeneità della voce, fu protagonista alla Scala, al San Carlo di Napoli e al Metropolitan di New York.
Nella parte inferiore dell’immagine è tracciata una dedica personale, seguita dall’ampia firma «Renata Tebaldi» e dalla data autografa «30-7-48». Al verso è presente il timbro dello studio fotografico Paolo De Angelis di Napoli, accompagnato dalla data 8 aprile 1943, presumibilmente riferibile alla preparazione, registrazione o distribuzione delle fotocartoline promozionali.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:05
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo del tenore Ferruccio Tagliavini su fotografia in bianco e nero, ritratto a mezzo busto in abiti di scena, con colletto e polsini in pizzo, catena e medaglione. L’immagine è riferita a L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, opera nella quale Tagliavini interpretò il ruolo di Nemorino. Sul margine bianco inferiore compaiono una breve formula di omaggio e l’ampia sottoscrizione autografa dell’artista. Ferruccio Tagliavini (1913–1995), tenore italiano, esordì nel 1939 a Firenze come Rodolfo nella Bohème. Apprezzato come tenore di grazia per la morbidezza del fraseggio e l’eleganza del canto, si affermò nei principali teatri europei e americani, distinguendosi soprattutto nel repertorio lirico e belcantistico.
La fotografia non reca una data coeva sul recto. Al verso è presente un’annotazione manoscritta, aggiunta presumibilmente in un momento successivo, con la data «1° luglio 1950».
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06/11/2026 20:06
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo della soprano Pia Tassinari su ritratto fotografico in bianco e nero, non datata. La soprano è raffigurata di profilo a mezzo busto, con lo sguardo rivolto lateralmente e i capelli raccolti. L’immagine, riprodotta con retino tipografico e racchiusa entro un margine bianco, reca nella parte inferiore l’ampia sottoscrizione autografa «Pia Tassinari», tracciata in inchiostro blu. Pia Tassinari (1903–1995), soprano e in seguito mezzosoprano italiano, esordì nel 1927 come Mimì nella Bohème. Cantò alla Scala, all’Opera di Roma e al Metropolitan di New York, distinguendosi nel repertorio italiano e francese. Fu a lungo compagna d’arte del tenore Ferruccio Tagliavini.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:07
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo della soprano Anna de Cavalieri su fotografia in bianco e nero con dedica, firma, luogo e data interamente autografi. L’artista è ritratta a mezzo busto negli abiti di scena di Aida di Giuseppe Verdi, con elaborata acconciatura, ornamenti e gioielli di gusto egizio. In basso a sinistra compare l’indicazione a stampa «Anna de Cavalieri in “Aida”».
Anna de Cavalieri, nome d’arte di Anne McKnight (1924–2012), soprano statunitense, svolse una parte significativa della propria carriera nei teatri italiani. Interprete di ruoli lirici e drammatici, cantò alla Scala, al San Carlo, all’Opera di Roma e all’Arena di Verona, distinguendosi in opere quali Aida, Tosca e Turandot.
Nella parte superiore è tracciata in inchiostro blu la dedica seguita dalla firma «Anna de Cavalieri».
Sul margine sinistro sono aggiunti, dalla stessa mano, il luogo e la data: «Modena, 27-12-1953». Al verso compare un’ulteriore annotazione manoscritta, apposta in un secondo momento, con la data «30 dicembre 1953».
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:08
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo del tenore Mirto Picchi su fotografia originale in bianco e nero, ritratto a figura intera negli abiti di scena di Radamès nell’Aida di Giuseppe Verdi al Teatro alla Scala di Milano. Il tenore è raffigurato frontalmente, con le braccia conserte, nel ricco costume del condottiero egizio, completo di copricapo piumato, corazza, mantello e spada. Radamès fu un ruolo centrale nella prima fase della carriera di Picchi: il tenore aveva esordito proprio in questa parte nel 1946 e l’aveva poi interpretata alla Scala. La data del 1948 colloca la fotografia negli anni immediatamente successivi al suo debutto scaligero. Mirto Picchi (1915–1980), tenore italiano, affrontò inizialmente il repertorio lirico e lirico-spinto, distinguendosi in Aida, Don Carlo e Andrea Chénier. In seguito si dedicò anche al teatro musicale novecentesco, interpretando opere di Stravinskij, Berg, Britten e Dallapiccola.
Sul recto sono apposte a inchiostro nero una dedica, la firma e l’indicazione «Milano 10/6/48». In basso a destra compare la dicitura a stampa «Mirto Picchi (Radames) in “Aida” – Teatro alla Scala»; a sinistra è indicato lo studio: «Fot. Camuzzi dello Stab. Fot. Crimella – Milano».
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06/11/2026 20:09
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Stima: 120 - 150€
Descrizione:
Autografo del tenore Nicola Filacuridi su fotografia promozionale in bianco e nero con dedica, firma, luogo e data autografi. L’artista è ritratto a mezzo busto, in abito elegante; nella parte centrale compare, in inchiostro bianco, la dedica seguita dall’ampia firma «Nicola Filacuridi» e dall’indicazione «Milano 1955». In basso a sinistra è stampata la dicitura «tenore Nicola Filacuridi – Teatro alla Scala, Milano»; a destra compare il marchio dello studio «Foto Velani». Nicola Filacuridi (1920–2009), tenore nato ad Alessandria d’Egitto da famiglia greca, debuttò al Cairo nel 1945. Attivo soprattutto in Italia negli anni Cinquanta, esordì alla Scala nel 1953 e partecipò a numerose produzioni liriche e prime rappresentazioni contemporanee, fra cui I dialoghi delle Carmelitane.
Al verso è presente un’annotazione manoscritta, aggiunta in un secondo momento, con la data «13 maggio 1955».
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:10
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Stima: 80 - 120€
Descrizione:
Autografo della soprano giapponese Toshiko Sekiya, su biglietto da visita color avorio con margini irregolari. Al centro compaiono il nome «Toshiko Sekiya» e la qualifica «Soprano»; in basso sono indicati l’indirizzo «Via Boccaccio, 11» e la città di Milano. Toshiko Sekiya (1904–1941), soprano e compositrice giapponese, si formò nel canto di tradizione occidentale e svolse attività artistica tra Giappone, Europa e Stati Uniti. Affiancò all’interpretazione lirica la composizione di opere e liriche ispirate anche al patrimonio musicale giapponese.
Sul lato sinistro è apposta verticalmente la firma autografa in caratteri giapponesi, corrispondente al nome Sekiya Toshiko.
L’indirizzo milanese collega il biglietto al periodo trascorso dalla cantante in Italia per la propria formazione e attività artistica.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:11
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di August Wilhelmj su fotocartolina in bianco e nero raffigurante il violinista tedesco di profilo in un ritratto a mezzo busto. Il musicista indossa un abito scuro e presenta il volto rivolto verso sinistra, con i lunghi capelli chiari raccolti sulla nuca. Nell’angolo superiore sinistro del recto compare la dicitura stampata «Aug. Wilhelmj». Nel 1907 Wilhelmj risiedeva a Londra e proseguiva l’attività didattica come professore di violino presso la Guildhall School of Music, incarico assunto nel 1894. La datazione colloca la sottoscrizione nell’ultimo periodo della sua vita, pochi mesi prima della morte, avvenuta nella capitale britannica il 22 gennaio 1908. August Wilhelmj (1845–1908), violinista e docente tedesco, svolse un’intensa attività concertistica internazionale. Amico di Richard Wagner, fu primo violino alla prima rappresentazione completa del Ring des Nibelungen a Bayreuth nel 1876; è ricordato anche per il celebre arrangiamento dell’Aria sulla quarta corda di Bach.
Al verso, predisposto secondo il modello internazionale per cartoline postali, è presente l’ampia firma autografa «August Wilhelmj», accompagnata dall’indicazione manoscritta «London 1907». Sul margine è riportato il nome dell’editore Breitkopf & Härtel, con indirizzo al numero 54 di Great Marlborough Street, Londra. La cartolina non risulta viaggiata e presenta ingiallimento del supporto, lievi abrasioni marginali e una piccola mancanza nell’angolo superiore sinistro.
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06/11/2026 20:12
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Arturo Cuccoli su fotocartolina raffigurante il violoncellista in posa con il proprio strumento. Al verso è presente un messaggio autografo indirizzato a una signorina e datato «10.10.931 – IX», corrispondente al 10 ottobre 1931, nono anno dell’era fascista. La cartolina, regolarmente viaggiata da Padova a Roma, conserva l’indirizzo manoscritto, un francobollo da 30 centesimi dedicato al VII centenario antoniano, 1231–1931, e i relativi timbri postali, tra i quali quello di Padova Centro. Il musicista è ritratto in piedi, frontalmente, con abito scuro, mentre sostiene il violoncello con la mano sinistra e tiene l’archetto nella destra. Nella parte inferiore del recto compare la firma riprodotta a stampa «Arturo Cuccoli». Nel 1931 Cuccoli era docente di violoncello presso l’Istituto musicale “Cesare Pollini” di Padova, dove insegnò per oltre trent’anni. Nel giugno dello stesso anno partecipò come organizzatore e membro della commissione giudicatrice al concorso nazionale di arte liutistica promosso nell’ambito della Fiera di Padova. Sempre nel 1931 un suo allievo, Lino Filippini, conseguì presso l’Istituto il diploma con lode e medaglia d’oro. Arturo Cuccoli (1869–1935), violoncellista e docente italiano, svolse attività concertistica in Italia e all’estero e fu considerato il fondatore della scuola violoncellistica padovana. Insegnò anche a Venezia, Verona e Vicenza e pubblicò numerosi metodi e studi didattici per violoncello.
Nel verso Cuccoli accenna di cambiamenti non possibili riguardanti la Società dei concerti di Padova e conclude esprimendo l’augurio di poter rivedere la destinataria in un’altra occasione. Seguono una formula di distinti ossequi e la firma autografa.
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06/11/2026 20:13
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Gilberto Crepax su fotografia in bianco e nero, non datata, in cui il violoncellista è ritratto durante l’esecuzione musicale. L’inquadratura ravvicinata mostra il musicista con il volto reclinato verso lo strumento. La stampa presenta margini dentellati e alcune lievi tracce di usura lungo i bordi. Gilberto Crepax (1890–1970), violoncellista e docente italiano, fu primo violoncello al Teatro La Fenice e successivamente nell’orchestra del Teatro alla Scala diretta da Arturo Toscanini. Insegnò al Conservatorio di Milano e fu padre del disegnatore Guido Crepax.
Nella parte a lato della fotografia è apposta a penna un’ampia dedica autografa, rivolta a una «gentile signorina», seguita dalla formula «cordialmente». Immediatamente sotto compare la firma per esteso «Gilberto Crepax», sottolineata da un lungo tratto.
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06/11/2026 20:14
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Mina su cartolina fotografica a colori con dedica, non datata. L’immagine presenta un intenso ritratto ravvicinato della cantante, raffigurata con lunghi capelli scuri, trucco marcato e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo, mentre appoggia il volto al braccio sollevato. Sulla superficie fotografica è apposta a penna blu una dedica mentre più in basso compare la caratteristica firma «Mina». Al verso è presente l’indicazione della Ri-Fi, etichetta discografica milanese con la quale la cantante collaborò durante gli anni Sessanta. La cartolina non reca una data visibile. Mina, pseudonimo di Anna Maria Mazzini (1940), è una cantante italiana tra le più rappresentative della musica leggera del secondo Novecento. Ritiratasi dalle esibizioni pubbliche nel 1978, ha continuato una lunga e intensa attività discografica.
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06/11/2026 20:15
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Stima: 800 - 1.200€
Descrizione:
Autografo di Gabriele d’Annunzio su cartoncino con fotografia in bianco e nero e dedica autografa a Vittorio Lucchetti, datato 21 luglio 1928. Al centro è applicato un ritratto fotografico del poeta di profilo, rivolto verso sinistra; sul margine superiore compare la data manoscritta, mentre sotto l’immagine si legge la dedica: «a Vittorio Lucchetti / il mio compagno ginnico», seguita dall’ampia firma «Gabriele d’Annunzio». La formula scelta da d’Annunzio si collega direttamente all’incontro avvenuto quel giorno a Gardone Riviera. Il 21 luglio 1928 il poeta visitò infatti i ginnasti della Nazionale italiana durante il ritiro di preparazione alle Olimpiadi di Amsterdam, rivolgendo loro parole di elogio e incoraggiamento. La dedica a Lucchetti costituisce quindi una testimonianza personale di quella visita. Vittorio Lucchetti fù ginnasta della Società Ginnastica Ligure Cristoforo Colombo, aveva già conquistato due medaglie d’oro olimpiche nel concorso a squadre, ad Anversa nel 1920 e a Parigi nel 1924. Ai Giochi di Amsterdam del 1928 si classificò quarto a pari merito nella prova alla sbarra, mancando di poco la medaglia di bronzo. Gabriele d’Annunzio (1863–1938), poeta, narratore, drammaturgo e uomo d’azione, fu una figura centrale della cultura italiana tra Otto e Novecento. Protagonista della Prima guerra mondiale e dell’impresa di Fiume, dal 1921 visse al Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera.
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06/11/2026 20:16
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Stima: 700 - 1.000€
Descrizione:
Biglietto in cartoncino recante una citazione interamente autografa e firmata di Gabriele d’Annunzio, non datato. Il supporto presenta leggere fioriture e tracce d’uso e margine inferiore irregolare. Il testo, tracciato a inchiostro nero con grafia ampia e decisa, recita: «Fortunato quell’omo che ci arriva». Segue, nella metà inferiore, la firma per esteso «Gabriele d’Annunzio», accompagnata dal caratteristico lungo tratto di sottolineatura. Gabriele d’Annunzio (1863–1938), poeta, scrittore e uomo d’azione italiano, fu una figura centrale del Decadentismo. Partecipò alla Prima guerra mondiale e guidò l’impresa di Fiume; dal 1921 trascorse gli ultimi anni al Vittoriale degli Italiani, dedicandosi a una scrittura sempre più memorialistica e frammentaria.
La frase ha la forma concisa di un motto o di un pensiero aforistico. L’impiego di «omo», variante arcaizzante di “uomo”, conferisce alla citazione un tono volutamente essenziale. Il significato rimane aperto: nel contesto delle riflessioni elaborate da d’Annunzio durante gli ultimi anni al Vittoriale, può plausibilmente alludere al raggiungimento della vecchiaia o al compimento dell’esistenza, senza che il solo biglietto consenta un’interpretazione definitiva.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:17
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Lettera interamente autografa e firmata di Luigi Capuana, datata Catania, 28 maggio 1906 e recante l’indirizzo dell’autore in via Pacini 50. La missiva è rivolta a un destinatario appellato «Egregio Professore», che aveva pubblicato un articolo dedicato al romanzo per ragazzi Scurpiddu. Nella missiva Capuana dichiara di essere «veramente grato» per quanto scritto intorno al libro e confessa di nutrire una particolare predilezione per quel «figliuolino del mio cuore», rallegrandosi ogni volta che incontra qualcuno disposto a volergli bene quasi quanto lui. Introduce quindi Gambalesta come un «fratellino» di Scurpiddu: un ragazzo proveniente dallo stesso ambiente e della medesima età, che assiste, secondo il punto di vista infantile, a diversi avvenimenti della rivoluzione siciliana del 1860. Capuana ricorda una precedente edizione di Gambalesta pubblicata dall’editore Belforte di Livorno, soffermandosi anche sulla differente fortuna editoriale dei due racconti. La recensione ricevuta gli offre così l’occasione per confrontare affettuosamente i protagonisti delle proprie opere per ragazzi. Capuana conclude osservando: «Il suo articolo mi ha spinto a chiacchierare, come tutti i babbi allorché sentono parlar bene dei loro figliuoli». Dopo essersi scusato per la digressione, rinnova i ringraziamenti, porge cordiali saluti e firma «Luigi Capuana». Luigi Capuana (1839–1915), scrittore, critico e teorico della letteratura, fu con Giovanni Verga tra i principali esponenti del Verismo italiano. Autore di Giacinta e Il marchese di Roccaverdina, dedicò una parte rilevante della propria produzione anche alle fiabe e alla narrativa per ragazzi.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
Termine asta:
06/11/2026 20:18
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Stima: 150 - 220€
Descrizione:
Cartolina postale interamente autografa e firmata da Antonio Fogazzaro, datata Montegalda, presso Vicenza, 11 ottobre 1902, e indirizzata a G. Marescotti, a Milano. Sul lato dell’indirizzo sono presenti l’impronta di affrancatura da 10 centesimi con l’effigie di Umberto I e i timbri postali di partenza e arrivo. Nella missiva Fogazzaro si scusa con il destinatario per il ritardo nella risposta, dovuto al suo continuo «vagabondare», e si mostra dispiaciuto che la cartolina ricevuta il 25 settembre sia rimasta senza riscontro. Esprime quindi la speranza di poterlo incontrare quanto prima e accenna ai numerosi impegni del periodo. Antonio Fogazzaro (1842–1911), scrittore e senatore del Regno, affrontò nei suoi romanzi temi sentimentali, religiosi e morali. Tra le sue opere principali figurano Malombra, Daniele Cortis, Piccolo mondo antico e Il Santo, quest’ultimo legato al dibattito sul modernismo cattolico.
Lo scrittore comunica inoltre che il giorno seguente dovrà recarsi a Schio per l’inaugurazione del monumento dedicato ad Alessandro Rossi, definito «compianto collega e amico mio». Il riferimento riguarda la statua realizzata da Giulio Monteverde e inaugurata il 12 ottobre 1902 in memoria dell’industriale e senatore vicentino. La cartolina si conclude con una formula amichevole e con la firma «A. Fogazzaro».
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06/11/2026 20:19
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo dello scrittore Salvatore Gotta su fotografia in bianco e nero (23,2x17,1 cm) applicata su cartoncino e datata 1952. L’autore è ritratto seduto, a mezza figura, con abito scuro, cravatta e occhiali, il capo reclinato mentre osserva un volume aperto davanti a sé. Sul margine inferiore del cartoncino sono apposte direttamente a penna la dedica autografa «Ai cari Fogala con affetto», la firma per esteso «Salvator Gotta» e la data «1952». In basso a destra compare l’indicazione dello studio fotografico «Foto G. Perucca, Ivrea». Nel 1952 Gotta si trovava nella fase matura della propria attività letteraria e proseguiva la produzione narrativa avviata nel dopoguerra. A quell’anno risale il romanzo Di là in giardino; nel 1953 sarebbe seguito La più bella novella del mondo e altre memorie e storie, con il quale tornò alla letteratura per ragazzi e alla scrittura di carattere memorialistico. Salvatore Gotta (1887–1980), scrittore italiano, fu autore di romanzi, racconti, opere teatrali e libri per ragazzi. Legò il proprio nome al vasto ciclo narrativo della famiglia Vela e al romanzo Il piccolo alpino, pubblicato nel 1926.
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06/11/2026 20:20
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Massima interamente autografa e firmata del commediografo Marco Praga, tracciata in inchiostro blu su cartoncino grigio e datata «Cortina d’Ampezzo, 1 agosto del ’24». Il testo recita: «Dirò la verità; tutta la verità, null’altro che la verità: due e due fanno quattro». Segue, in posizione centrale, l’ampia firma dell’autore. Il supporto presenta due piccoli fori lungo il margine sinistro e lievi tracce del tempo. Marco Praga (1862–1929), commediografo, narratore e critico teatrale italiano, fu figlio del poeta Emilio Praga. Autore legato al teatro borghese e naturalista, scrisse numerose commedie, tra cui La moglie ideale, e svolse un ruolo significativo nell’organizzazione e nella critica della scena teatrale italiana.
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di Fausto Maria Martini su insieme documentario autografo, datato 27 ottobre 1920 e relativo alla preparazione del primo volume degli «Annali del Teatro Italiano». Comprende una circolare dattiloscritta della Casa Editrice L’Eclettica di Milano, su carta intestata e con firma manoscritta dell’incaricato editoriale; una scheda prestampata compilata da Martini su due pagine; un foglio supplementare interamente autografo. Sulla circolare compare inoltre un timbro del «Corriere del Teatro», redazione di Roma. La casa editrice comunica che il primo volume degli «Annali», dedicato all’anno 1920 e previsto per i primi mesi del 1921, avrebbe compreso una rassegna degli autori lirici e drammatici italiani. Chiede pertanto a Martini informazioni biografiche e bibliografiche, con l’indicazione completa delle opere, delle prime rappresentazioni e delle pubblicazioni, invitandolo a restituire la scheda possibilmente accompagnata da una fotografia. Il documento offre una testimonianza diretta dell’attività bibliografica condotta per gli «Annali del Teatro Italiano» e conserva un’autodescrizione professionale di Martini, insieme a un elenco delle opere da lui stesso compilato e ordinato. Le correzioni, le integrazioni e il foglio esplicativo mostrano l’attenzione dell’autore nel fornire alla redazione dati sufficientemente chiari per la pubblicazione. Fausto Maria Martini (1886–1931), poeta, narratore, drammaturgo e critico teatrale italiano, fu vicino al cenacolo crepuscolare di Sergio Corazzini. Collaborò con «La Tribuna» e il «Giornale d’Italia» e affiancò alla poesia un’intensa produzione narrativa e teatrale. Combattente nella Prima guerra mondiale, rimase gravemente ferito.
Martini compila estesamente il questionario, qualificandosi come scrittore e collaboratore della «Tribuna», e registra opere teatrali, poetiche e narrative con notizie relative a rappresentazioni, compagnie, città, date ed editori. Fra i titoli figurano Il giglio nero, Il fanciullo che cadde, Aprile, Ridi, pagliaccio!, Le piccole morte, Panem nostrum, Poesie provinciali, La porta del paradiso, Verginità e Le prose d’Italia. Nel foglio aggiunto ripete in forma più chiara i titoli delle opere edite Le piccole morte, Panem nostrum, Poesie provinciali, La porta del paradiso e Verginità, precisando di temere che la propria «cattiva scrittura» possa renderli poco intelligibili.
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06/11/2026 20:22
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Lettera interamente autografa di Giorgio de Chirico, datata Parigi, 14 febbraio 1934, anno XII dell’era fascista. Indirizzata con la formula «Caro Signor Conti», reca in calce la firma «G. de Chirico» e l’indirizzo dell’artista: «2 Square Léon Guillot, Paris (15e)». Nella missiva De Chirico comunica l’invio di 33 pagine manoscritte della traduzione del proprio libro, precisando che il titolo Hebdomeros doveva essere conservato perché non sarebbe stato logico cambiarlo. Spiega di essere tornato a vivere a Parigi e attribuisce al trasferimento il ritardo nel completamento del lavoro. Chiede inoltre che gli vengano inviate, appena stampate, le bozze delle 33 pagine per poterle correggere, impegnandosi a spedire il resto della traduzione entro la fine del mese. La lettera documenta un progetto editoriale per la traduzione di Hebdomeros, romanzo pubblicato originariamente in francese a Parigi nel 1929. La versione italiana curata dallo stesso de Chirico sarebbe apparsa soltanto nel 1942 presso Bompiani, con il titolo Ebdòmero, diverso da quello che l’artista chiedeva espressamente di conservare nella presente comunicazione. Giorgio de Chirico (1888–1978), pittore e scrittore italiano nato a Volos, fu il principale esponente della pittura metafisica. Le sue piazze silenziose, le architetture enigmatiche e i manichini esercitarono una profonda influenza sulle avanguardie europee e sul surrealismo.
Nella seconda parte prega Conti di sollecitare l’editore al pagamento delle 500 lire ancora dovute. Specifica che la somma dovrà essergli trasmessa in moneta italiana mediante lettera assicurata oppure con un vaglia presso la Banque Française et Italienne pour l’Amérique du Sud di Parigi. Conclude con ringraziamenti e saluti, aggiungendo un saluto personale a Giuseppe Ungaretti.
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06/11/2026 20:23
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Stima: 350 - 450€
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Autografo del pittore Primo Conti su stampa fotografica in bianco e nero con dedica autografa, riproducente un particolare ravvicinato del dipinto Siao Tai Tai (La cinese), datata Viareggio 28 giugno 1928 - VI. L’immagine concentra l’inquadratura sul volto della figura femminile e sul prezioso copricapo ornato. In basso a sinistra sono apposte a inchiostro la dedica e la firma di Primo Conti; in basso a destra compaiono il luogo e la data «Viareggio, 28 giugno 1928 – VI», riferita al sesto anno dell’era fascista. La collocazione riportata al verso documenta una fase iniziale della storia della raccolta comunale romana d’arte moderna, ospitata dal 1925 a Palazzo Caffarelli come sezione del Museo Mussolini. Nel dopoguerra gli ambienti archeologici dell’antico Museo Mussolini assunsero il nome di Museo Nuovo e furono integrati nei Musei Capitolini, mentre la raccolta d’arte moderna seguì successive vicende espositive. Siao Tai Tai, nota anche come La cinese o Liao Tai Tai, appartiene oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Primo Conti (1900–1988), pittore, scrittore e compositore fiorentino, esordì giovanissimo nell’ambito futurista. Dopo le esperienze delle avanguardie si avvicinò al movimento Novecento, sviluppando una pittura figurativa fondata su contorni nitidi, equilibrio compositivo e solidità dei volumi.
Al verso è presente un’annotazione manoscritta che identifica l’autore, il titolo «Siao Tai Tai», l’anno 1924 e precisa che la fotografia riproduce un «particolare» del dipinto. Segue l’indicazione «R. Museo Mussolini – Roma», relativa alla sede nella quale l’opera era allora conservata, il Regio Museo Mussolini. Il verso presenta inoltre tracce e residui di precedenti applicazioni.
Il dipinto originale, eseguito a olio su tela nel 1924, raffigura Liung Juk, governante cinese della signora Harry Quien. Nello stesso anno ottenne a Firenze il Premio Ussi; fu quindi presentato alla III Biennale Romana del 1925 e acquistato in quell’occasione dal Governatorato di Roma per le collezioni civiche.
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06/11/2026 20:24
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Frank Capra su fotografia di grandi dimensioni in bianco e nero, raffigurante il regista durante una pausa sul set cinematografico. Capra è seduto su una sedia da regista, con le gambe accavallate e un braccio sollevato dietro la testa; indossa una camicia a quadri, pantaloni chiari e un cappello di paglia. Accanto a lui sono visibili una macchina da presa, carrelli, supporti tecnici e alcuni membri della troupe, elementi che restituiscono l’ambiente operativo della lavorazione cinematografica. Frank Capra (1897–1991), regista e produttore cinematografico italoamericano, fu tra i principali autori del cinema statunitense. Diresse film come Accadde una notte, È arrivata la felicità, L’eterna illusione e La vita è meravigliosa, ottenendo tre premi Oscar per la regia.
Nella parte inferiore dell’immagine è apposta la dedica autografa in inglese; la firma per esteso si trova in basso a destra.
Sul verso è presente un’annotazione successiva con data 9 maggio 1977, presumibilmente riferita al momento in cui Capra firmò la fotografia.
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06/11/2026 20:25
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Jean-Paul Belmondo su fotocartolina promozionale in bianco e nero in cui l’attore francese Jean-Paul Belmondo è raffigurato mentre parla al telefono con un sigaro tra le labbra. Indossa una vistosa vestaglia a righe e tiene la cornetta con la mano destra; l’inquadratura informale restituisce un’immagine disinvolta e caratteristica dell’attore. Sul margine bianco inferiore sono stampati la dicitura «Photo Unifrance/Ufa» e il nome «Jean-Paul Belmondo». Nello stesso spazio è apposta a penna blu l’ampia firma autografa «J. P. Belmondo», tracciata trasversalmente sopra le indicazioni tipografiche. Fotocartoline di questo genere erano diffuse come materiali di promozione cinematografica e destinate alla circolazione dell’immagine pubblica di attori e interpreti presso sale, distributori, stampa e pubblico. La presenza dei marchi Unifrance e UFA riconduce l’esemplare a tale ambito promozionale. Jean-Paul Belmondo (1933–2021), attore francese, fu uno dei volti più rappresentativi della Nouvelle Vague e del cinema europeo del secondo Novecento. Raggiunse la notorietà con Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard e alternò film d’autore, commedie e pellicole d’azione.
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06/11/2026 20:26
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Tom Selleck su fotografia a colori dell’attore statunitense con dedica e firma autografe. L’attore è ritratto frontalmente, a mezza figura, ed indossa una camicia azzurra con le maniche arrotolate, jeans e cintura; un paio di occhiali da sole è appeso al collo. Tom Selleck (1945–), attore e produttore statunitense, raggiunse vasta notorietà interpretando l’investigatore Thomas Magnum nella serie televisiva Magnum, P.I.. Ha lavorato anche nel cinema e in numerose produzioni televisive, tra cui Blue Bloods.
Nella parte inferiore dell’immagine è apposta a pennarello nero la dedica seguita dalla firma «Tom Selleck», tracciata trasversalmente sulla camicia. Non è presente alcuna data.
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06/11/2026 20:27
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Dorian Gray, pseudonimo dell’attrice Maria Luisa Mangini, su ritratto fotografico in bianco e nero con dedica e firma autografe. L’artista è raffigurata in primo piano, con copricapo e abito bordati di pelliccia, lo sguardo rivolto lateralmente e un’impostazione tipica della fotografia promozionale cinematografica degli anni Cinquanta. Dorian Gray, pseudonimo di Maria Luisa Mangini (1928–2011), attrice italiana, esordì nel teatro di rivista e si affermò nel cinema degli anni Cinquanta e Sessanta. Interpretò film diretti da Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Luigi Comencini, raggiungendo grande popolarità con Totò, Peppino e la… malafemmina.
Al centro dell’immagine compare, in inchiostro blu, la dedica «A Enzo», seguita dall’ampia firma autografa «Dorian Gray». Nell’angolo inferiore destro è presente la firma fotografica a stampa «Luxardo». Al verso si trovano il timbro «È vietata la riproduzione – Nelle pubblicazioni citare Foto Luxardo» e l’annotazione manoscritta «Ric. 14-2-1955», apposta in un secondo momento.
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06/11/2026 20:28
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Stima: 80 - 120€
Descrizione:
Firma autografa dell’attrice Emma Gramatica, tracciata in inchiostro nero su cartoncino grigio, senza data. La sottoscrizione, ampia e chiaramente leggibile, occupa la parte superiore del supporto ed è accompagnata da alcuni svolazzi e tratti di penna. Emma Gramatica (1874–1965), attrice italiana di teatro e cinema, esordì giovanissima nella compagnia di Eleonora Duse. Interprete di primo piano della scena italiana, svolse una lunga carriera dedicandosi soprattutto al repertorio drammatico, affiancando all’attività teatrale numerose apparizioni cinematografiche.
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06/11/2026 20:29
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Gino Bramieri su fotografia promozionale a colori con dedica e firma autografe di Gino Bramieri. Il comico e attore è ritratto sorridente, a mezzo busto, in giacca e cravatta su fondo scuro; nella parte inferiore compare la dedica «Con simpatia», seguita dall’ampia sottoscrizione autografa «Gino Bramieri». Gino Bramieri (1928–1996), attore comico, cantante e barzellettista milanese, fu uno dei protagonisti del teatro di rivista e del varietà italiano. Raggiunse grande popolarità attraverso la radio e la televisione, partecipando a programmi come L’amico del giaguaro e Batto quattro, oltre che a numerose commedie musicali.
Al verso è stampata la presentazione discografica «Gino Bramieri canta Milano», relativa al disco Capitan C-LP 80. Segue l’elenco dei brani interpretati dall’artista, comprendente canzoni milanesi quali Madonina, El Biscella, Porta Romana, Nostalgia de Milan ed El “Guggia”. In alto è presente l’annotazione manoscritta «Teatro Politeama, 20-1-67», aggiunta in un secondo momento e riferibile presumibilmente all’occasione nella quale fu raccolto l’autografo.
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06/11/2026 20:30
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Stima: 120 - 180€
Descrizione:
Autografo di Nives Poli su cartolina fotografica in bianco e nero con firma autografa di Nives Poli. La ballerina è ritratta a figura intera in un’elegante posa da studio, con lungo abito da sera scuro, guanti, gioielli e applicazioni floreali. L’ampia firma «Nives Poli» è apposta a inchiostro scuro nella parte inferiore destra dell’immagine, accompagnata da un lungo svolazzo. Sul margine inferiore compare l’indicazione a stampa «Fot. M. Camuzzi della S.A. Crimella – Milano», relativa al fotografo Mario Camuzzi e allo stabilimento fototecnico Crimella. L’impostazione accuratamente costruita, l’abbigliamento e il formato suggeriscono che la cartolina fosse verosimilmente destinata alla promozione professionale della ballerina e alla distribuzione presso teatri, ammiratori o organi di stampa. Priva di data, l’immagine è plausibilmente riconducibile agli anni Trenta. Nives Poli (1915–1999), ballerina, coreografa, regista e musicista italiana, si formò alla Scuola di ballo del Teatro alla Scala, dove divenne prima ballerina. Fu interprete e coreografa in importanti produzioni teatrali e cinematografiche, dedicandosi in seguito anche alla musica antica.
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06/11/2026 20:31
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Stima: 250 - 350€
Descrizione:
Decreto luogotenenziale firmato da Umberto di Savoia, principe di Piemonte e luogotenente generale del Regno, datato Roma, 28 giugno 1945. Il documento reca in alto lo stemma sabaudo e l’intestazione ufficiale a stampa, mentre il testo del provvedimento e i richiami normativi sono compilati a mano. In calce compaiono l’ampia firma autografa «Umberto di Savoia» e la controfirma di Stefano Jacini, ministro per la Guerra nel governo Parri. Il decreto riguarda Mario Mastropaolo, tenente colonnello di fanteria in servizio permanente effettivo. Richiamate le disposizioni relative agli stipendi, all’ordinamento, allo stato e all’avanzamento degli ufficiali del Regio Esercito, viene rettificato un precedente regio decreto del 18 febbraio 1943: la decorrenza degli assegni spettanti all’ufficiale è fissata al 1° gennaio 1942 anziché al 29 aprile dello stesso anno, in accordo con l’anzianità riconosciutagli nel grado. Emanato nelle settimane immediatamente successive alla conclusione della guerra in Europa e all’insediamento del governo Parri, il decreto documenta l’attività amministrativa della Luogotenenza generale del Regno e la revisione delle posizioni economiche e di anzianità degli ufficiali del Regio Esercito. Umberto di Savoia (1904–1983), figlio di Vittorio Emanuele III, fu principe di Piemonte e dal 5 giugno 1944 luogotenente generale del Regno, esercitando le prerogative sovrane. Salì al trono il 9 maggio 1946 come Umberto II, ultimo re d’Italia, e lasciò il Paese dopo il referendum istituzionale.
Sul recto sono presenti numerazioni manoscritte e timbri della Ragioneria del Ministero della Guerra, con registrazioni dell’agosto 1945. Al verso compare il timbro della Corte dei Conti, datato 2 agosto 1945, accompagnato dal numero di registrazione e dalla sottoscrizione del funzionario.
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06/11/2026 20:32
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta su lettera dattiloscritta, datata «Roma, 28 febbraio 1928 – Anno VI» e indirizzata al console medico professor A. Caterina, a Genova. Il foglio reca in alto a sinistra un grande emblema illustrato con il motto «Fiso alla meta», una stella raggiante, una fortificazione e una spada. In calce compare l’ampia firma autografa «Emanuele Filiberto di Savoia». Nella missiva il duca d’Aosta ringrazia il destinatario per l’invio di una commemorazione dedicata al defunto senatore Edoardo Bassini, ricevuta come «omaggio devoto» e particolarmente gradita. Elogia le pagine del professor Caterina, nelle quali rivive il ricordo dell’«illustre Maestro», definito fervente apostolo della scienza, la cui opera fu rivolta al sollievo dell’umanità sofferente. La lettera si conclude ricordando in Bassini non soltanto lo scienziato e chirurgo, ma anche «l’ardito garibaldino di Mentana». Emanuele Filiberto innalza quindi alla sua memoria un «commosso, memore saluto». Edoardo Bassini, celebre per i suoi studi e per il metodo chirurgico di cura dell’ernia inguinale, aveva infatti combattuto con i volontari garibaldini nel 1866 e nel 1867. Nella parte inferiore del foglio è applicato un biglietto da visita di Armando Diaz, con l’intestazione a stampa «Diaz Duca della Vittoria – Maresciallo d’Italia». Datato a mano "Natale 1927", reca un messaggio autografo con cui Diaz, grato del gentile pensiero ricevuto, ricambia cordialmente gli auguri e invia i propri saluti. Il biglietto precede di pochi mesi la morte del maresciallo, avvenuta a Roma il 29 febbraio 1928, il giorno successivo alla data della lettera principale. Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta (1869–1931), secondo duca d’Aosta e maresciallo d’Italia, comandò la Terza Armata durante la Prima guerra mondiale. Dopo Caporetto ne guidò il ripiegamento fino al Piave e mantenne il comando sino allo scioglimento dell’armata nel 1919. Armando Diaz (1861–1928), generale, duca della Vittoria e maresciallo d’Italia, assunse il comando supremo del Regio Esercito dopo Caporetto e guidò la riorganizzazione delle forze italiane sino alla vittoria del 1918. Fu ministro della Guerra dal 1922 al 1924.
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06/11/2026 20:33
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Stima: 400 - 600€
Descrizione:
Autografo di Vittoria Eugenia di Battenberg su cartoncino color avorio, recante in alto una corona impressa in oro, con fotografia in bianco e nero applicata, datata 1961. Il ritratto ufficiale raffigura la principessa in posa frontale, con diadema, orecchini, collane e stola di pelliccia. Sul margine superiore compare una dedica autografa in francese, rivolta a Giuseppe Bonatti; sotto la fotografia sono apposte la firma «Victoria Eugenia» e la data «1961». L’insieme presenta il carattere formale di un ritratto di rappresentanza destinato in omaggio personale. La corona dorata e la firma collocata sotto l’immagine sottolineano la qualità dinastica del soggetto, mentre la dedica identifica una destinazione privata. Nel 1961 Vittoria Eugenia viveva da molti anni in esilio, stabilmente residente a Losanna. Vittoria Eugenia di Battenberg (1887–1969), nipote della regina Vittoria del Regno Unito, sposò Alfonso XIII nel 1906 e fu regina consorte di Spagna fino alla proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931. Trascorse l’ultima parte della vita in esilio in Svizzera.
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06/11/2026 20:34
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe Garibaldi, su cartolina postale commemorativa viaggiata, dedicata al centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi (1807–1907). Sul recto compare il ritratto dell’Eroe dei due mondi entro una cornice decorativa, affiancato dal tricolore e da rami di quercia; in basso sono stampate le diciture «Ricordo» e «Centenario Nascita Giuseppe Garibaldi». Sull’immagine è tracciata a inchiostro l’ampia firma «Ricciotti Garibaldi». La cartolina unisce la celebrazione pubblica del centenario garibaldino alla testimonianza personale di Ricciotti, figlio di Giuseppe e Anita Garibaldi. Il collegamento con La Maddalena richiama direttamente Caprera, luogo nel quale Giuseppe Garibaldi trascorse una parte rilevante degli ultimi anni e morì nel 1882. Ricciotti Garibaldi (1847–1924), quarto figlio di Giuseppe e Anita Garibaldi, fu militare e volontario garibaldino. Combatté a Bezzecca e Mentana, nella guerra franco-prussiana e successivamente in Grecia, continuando a promuovere la tradizione politica e militare legata al nome paterno.
Il verso presenta la compilazione manoscritta diretta a un destinatario a Genova. Nell’angolo superiore destro è applicato un francobollo verde da 5 centesimi con effigie di Vittorio Emanuele III, regolarmente annullato da un timbro postale circolare, parzialmente leggibile e riferibile a La Maddalena. Sul margine sinistro compare inoltre l’indicazione editoriale con riferimento all’Isola della Maddalena.
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06/11/2026 20:35
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di Clelia Garibaldi, figlia di Giuseppe Garibaldi, su cartoncino commemorativo predisposto a Caprera nel 1932, cinquantesimo anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi. Il supporto, delimitato da una doppia cornice tipografica rossa, conserva applicato un ramoscello essiccato di pino marittimo, trattenuto da un nastro tricolore annodato e fissato mediante due sigilli in ceralacca rossa recanti impressioni figurate. In calce compare la firma autografa «Clelia Garibaldi», tracciata a inchiostro bruno. Il documento è corredato della relativa busta, sul cui lembo è stampato in blu lo stemma del Regno d’Italia con la dicitura «Consiglio di Stato». Il testo a stampa certifica direttamente la provenienza del ramoscello: «questo ramoscello di pino marittimo è stato tolto dalla pianta che sovrasta coi suoi rami la tomba di mio padre Giuseppe Garibaldi». Clelia precisa inoltre che l’albero era stato mandato al Generale da Nizza nel 1866 e da lui stesso ripiantato nel luogo precedentemente scelto. In basso, accanto alla firma, è riportata l’indicazione «Caprera nel 50. anno della morte», che consente di riferire il documento al 1932, essendo Garibaldi scomparso a Caprera il 2 giugno 1882. Il cartoncino fu concepito come attestazione commemorativa e, insieme, come reliquia garibaldina: la certificazione sottoscritta dalla figlia associa materialmente il ramoscello al luogo della sepoltura e alla memoria privata del Generale. Il nastro nei colori nazionali e i due sigilli in ceralacca completano la presentazione solenne del ricordo. Clelia Garibaldi (1867–1959), figlia di Giuseppe Garibaldi e Francesca Armosino, nacque e morì a Caprera. Scrittrice e custode della memoria paterna, visse a lungo nella Casa Bianca, conservando testimonianze familiari e accogliendo studiosi e visitatori del compendio garibaldino.
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06/11/2026 20:36
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Coppia di cartoncini grigi manoscritti e firmati da Luigi Luzzatti, economista, giurista e uomo politico italiano, già Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia. Entrambi i documenti sono datati ottobre 1923 e presentano brevi pensieri di carattere personale e morale. Il primo cartoncino, datato Roma 23 ottobre 1923, è dedicato alla figlia del professor Boschi. Luzzatti le rivolge un augurio affettuoso, auspicando per lei quella «tranquillità» che, scrive, le sue due figlie hanno saputo trovare nella «quiescenza letiziosa e nelle cure non infrequenti senili». Il pensiero assume quindi il tono di una benevola riflessione sulla serenità familiare e sulla maturità, con un riferimento alla bontà, alla cultura e alla «fiamma del cuore». Conclude con una formula latina e la firma autografa «Luigi Luzzatti». Il secondo cartoncino, datato 31 ottobre 1923, contiene invece un interessante aneddoto attribuito al principe Otto von Bismarck. Luzzatti ricorda che, nell’album di una principessa italiana e francese, Bismarck avrebbe scritto la frase: «Io perdono qualche volta, ma non dimentico mai». A questa massima Luzzatti contrappone una propria considerazione morale, sottolineata nel manoscritto: «Soltanto l’oblio consente la sincerità al perdono». Il cartoncino si conclude con la firma autografa «Luigi Luzzatti». I due documenti risultano particolarmente interessanti perché, oltre alla sottoscrizione, conservano pensieri interamente vergati da Luzzatti e restituiscono due aspetti differenti della sua personalità: nel primo il tono privato e affettuoso, nel secondo quello più sentenzioso e riflessivo, costruito attorno ai temi della memoria, dell’oblio e del perdono. Luigi Luzzatti (1841–1927) fu una delle figure più rilevanti della vita politica, economica e accademica italiana tra Otto e Novecento. Più volte ministro e parlamentare per oltre mezzo secolo, ricoprì la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1910 al 1911. Economista e giurista, fu inoltre tra i principali promotori in Italia del movimento cooperativo e delle banche popolari.
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06/11/2026 20:37
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Stima: 150 - 220€
Descrizione:
Autografo di Antonio Salandra su lettera dattiloscritta, redatta su carta intestata in blu «Il Presidente del Consiglio dei Ministri», datata «Sorrento, 20 novembre 1914 – Hotel Tramontano» ed indirizzata all’avvocato Carlo Villani dei baroni Marchesani, presso l’abitazione napoletana di Chiaia 197. Nella missiva Salandra ringrazia Villani e ricambia il suo cortese saluto, aggiungendo i ringraziamenti della moglie per il «gentile invio della sua pubblicazione». Conclude con la formula «Mi creda, cordialmente» e appone in calce l’ampia firma autografa. La lettera fu scritta mentre Salandra guidava il Governo italiano, nei primi mesi della Prima guerra mondiale e durante la fase di neutralità del Regno d’Italia. Il foglio presenta una piega trasversale, lievi fioriture, piccole sgualciture e normali tracce del tempo. Antonio Salandra (1853–1931), giurista e uomo politico liberale, fu presidente del Consiglio dei ministri dal 1914 al 1916. Il suo governo condusse l’Italia dalla neutralità all’ingresso nella Prima guerra mondiale nel maggio 1915. Fu inoltre docente universitario, deputato e senatore del Regno.
Il titolo della pubblicazione non è indicato ma presumibilmente si tratta di "Stelle femminili", dizionario bio-bibliografico dedicato alle donne italiane illustri, del quale era già apparsa un’edizione nel 1913 e che sarebbe stato ripubblicato in forma ampliata nel 1915.
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06/11/2026 20:38
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Stima: 150 - 200€
Descrizione:
Autografo di Paolo Spingardi su lettera dattiloscritta, redatta su carta intestata in blu «Il Ministro della Guerra» e datata Roma, 5 dicembre 1913. La comunicazione è indirizzata al commendatore dottor Goffredo Galeazzi, già direttore generale del Ministero della Guerra e collocato a riposo. Nella missiva Spingardi informa Galeazzi che, in conseguenza del suo pensionamento, con decreto del 4 dicembre ha dovuto provvedere alla sua sostituzione nella Commissione dei ricorsi. Gli rivolge quindi «vivi ringraziamenti» per l’opera prestata durante quasi quattro anni come membro della Commissione, sottolineando il contributo offerto nell’adempimento del delicato incarico attraverso la sua «intelligente operosità» e la sua «speciale competenza». Il documento testimonia un passaggio interno all’amministrazione militare e assume il carattere di un riconoscimento ufficiale per il servizio svolto da Galeazzi. Paolo Antonio Spingardi (1845–1918), generale e uomo politico italiano, fu comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e ministro della Guerra dal 1909 al 1914. Durante il suo mandato seguì il rafforzamento dell’esercito e le operazioni della guerra italo-turca per la conquista della Libia.
La lettera si conclude con una formale attestazione di distinta considerazione e con la firma autografa «Spingardi», apposta a inchiostro nero sotto l’indicazione dattiloscritta «Il Ministro».
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06/11/2026 20:39
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Stima: 180 - 250€
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Lettera dattiloscritta firmata di Ettore Sacchi, redatta a Roma l’8 marzo 1918 su carta intestata del «Guardasigilli, Ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti». La missiva è indirizzata all’avvocato Gaetano Melli, residente a Gonzaga, in provincia di Mantova. Sacchi lo ringrazia per il cortese invio del volume Marmi ed Inni, che definisce una raccolta epigrafica «veramente pregevole». Elogia la maestria raggiunta dall’autore in un genere letterario difficile e poco coltivato, sottolineando la rarità di simili produzioni nel panorama italiano. Il ministro prosegue osservando che Melli ha affrontato l’«arduo cimento» con successo, grazie all’elevatezza dei concetti, allo stile incisivo, indicato come elemento essenziale della letteratura epigrafica, e all’ispirazione patriottica dominante nei diversi soggetti. La lettera si chiude con la formula cordiale «Mi compiaccio con Lei e Le stringo cordialmente la mano», seguita dalla firma autografa. La data colloca il documento durante il secondo mandato di Sacchi come ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti, ricoperto nei governi Boselli e Orlando dal 1916 al gennaio 1919. Il richiamo all’ispirazione patriottica del volume assume particolare rilievo nel contesto del 1918, ultimo anno della Prima guerra mondiale. Ettore Sacchi (1851–1924), avvocato, giurista e uomo politico italiano, fu uno dei principali esponenti del Partito Radicale. Deputato per numerose legislature, ricoprì gli incarichi di ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti e di ministro dei Lavori pubblici.
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06/11/2026 20:40
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Stima: 600 - 800€
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Autografo di don Luigi Sturzo su lettera dattiloscritta, datata Roma, 10 novembre 1923 ed indirizzata a un destinatario appellato «Egregio Signore». La missiva, redatta su due pagine sotto l’intestazione «Circolo di Cultura Politica», è sottoscritta da Sturzo nella formula «Per i promotori». I fogli sono uniti nell’angolo superiore sinistro da un piccolo fermaglio con placchetta in bronzo. Sturzo comunica che un gruppo di amici ha deciso di promuovere a Roma un Circolo di Cultura Politica destinato allo studio e al dibattito dei problemi riguardanti il Paese e alla formazione di una classe politica ritenuta ancora insufficiente «per numero e per qualità». Precisa che il sodalizio avrebbe avuto natura esclusivamente culturale, estranea a qualsiasi azione politica diretta, e avrebbe riunito quanti fossero interessati ad approfondire le questioni politiche, giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche dello Stato e degli enti locali. Alla lettera sono allegati lo statuto del Circolo, datato 7 novembre 1923, e una scheda di adesione. Lo statuto disciplina le categorie dei soci attivi e corrispondenti, le quote annuali e l’ufficio di presidenza; prevede inoltre l’organizzazione di corsi, conferenze e dibattiti, la pubblicazione di studi sui problemi politici nazionali e internazionali e la possibile fondazione di una «Rivista di Cultura». Tra i promotori sono indicati, oltre a Sturzo, Mario Cingolani, Antonino Anile, Amanto Di Fausto, Giuseppe Petrocchi, Giuseppe Fuschini, Giorgio Spalazzi, Giulio De Rossi, Carlo Quaglia, Giampietro Dore e Giuseppe Donati. Il documento si colloca pochi mesi dopo le dimissioni di Sturzo dalla segreteria politica del Partito Popolare Italiano, presentate nel luglio 1923 in una fase di crescente pressione fascista sul partito e sulle organizzazioni cattoliche. La dichiarata autonomia del Circolo dall’azione politica diretta e l’accento posto sullo studio e sulla formazione documentano la prosecuzione dell’impegno culturale di Sturzo dopo l’abbandono della guida del PPI. Annessa al nucleo documentario è una fotografia in bianco e nero di Sturzo, raffigurato seduto in un ambiente domestico mentre consulta alcuni fogli. L’immagine lo mostra in abito ecclesiastico, con il volto di profilo e lo sguardo rivolto ai documenti che tiene sulle ginocchia. Luigi Sturzo (1871–1959), sacerdote e uomo politico italiano, fondò nel 1919 il Partito Popolare Italiano, sostenendo l’autonomia politica dei cattolici e opponendosi al fascismo. Costretto all’esilio nel 1924, rientrò in Italia nel 1946 e nel 1952 fu nominato senatore a vita.
La scheda consentiva l’iscrizione come socio attivo per l’anno 1924, con una quota ordinaria di 50 lire, ridotta a 25 lire per gli studenti universitari. La sede provvisoria era stabilita presso la Società Editrice Libraria Italiana, in piazza Mignanelli 22 a Roma; per coloro che avessero aderito era fissata una prima adunanza il 14 novembre 1923 alle ore 18.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:41
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Decreto ministeriale dattiloscritto firmato da Palmiro Togliatti in qualità di Guardasigilli e ministro segretario di Stato per la Grazia e Giustizia, datato Roma, 20 aprile 1946. Reca in alto lo stemma del Regno d’Italia e l’intestazione ufficiale del Ministero; in calce, sotto la dicitura «Il Ministro», compare la firma autografa «Togliatti». Sono presenti integrazioni manoscritte, numerazioni e numerosi timbri amministrativi di registrazione e controllo, con date comprese tra aprile e luglio 1946. Il provvedimento riguarda Sebastiano Giaquinto, nominato volontario di cancelleria il 1° dicembre 1940 e cancelliere con decorrenza dal 17 luglio 1941. Considerati i cinque anni di anzianità maturati nel grado XI e acquisito il parere favorevole della Commissione di vigilanza presso la Corte d’Appello di Napoli, il decreto lo promuove da cancelliere di seconda classe a cancelliere di prima classe, grado 10°, con riserva di anzianità e decorrenza dal 1° dicembre 1945. Redatto poche settimane prima del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, il decreto conserva ancora lo stemma e la struttura formale dell’amministrazione del Regno d’Italia. Costituisce una testimonianza dell’attività ordinaria del Ministero della Grazia e Giustizia durante la fase di transizione istituzionale del secondo dopoguerra. Palmiro Togliatti (1893–1964), politico e dirigente storico del Partito Comunista Italiano, fu vicepresidente del Consiglio tra il 1944 e il 1945 e ministro della Grazia e Giustizia nei governi Parri e De Gasperi dal 1945 al 1946. Fu membro dell’Assemblea Costituente e deputato della Repubblica.
Giaquinto viene confermato in servizio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A partire dalla medesima data gli è assegnato lo stipendio annuo di lire 62.500, oltre alle temporanee integrazioni allora vigenti.
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06/11/2026 20:42
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Stima: 80 - 120€
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Autografo di Ivanoe Bonomi, Presidente del Senato della Repubblica, su fotografia in bianco e nero con dedica. Ritratto in primo piano dello statista, raffigurato con il volto leggermente inclinato e rivolto verso l’obiettivo, in abito scuro, camicia con collo rigido e cravatta; indossa occhiali a pince-nez e porta baffi e barba. In basso è impressa a rilievo la dicitura dello studio fotografico «Alberto Bertolli, Mantova». Sul margine bianco inferiore è presente una dedica manoscritta a un destinatario il cui nome non risulta interamente leggibile, seguita dalla firma autografa «Ivanoe Bonomi». Esemplare con segni del tempo, lievi macchie superficiali e piccoli fori lungo i margini, particolarmente visibili in prossimità degli angoli. Ivanoe Bonomi (1873–1951), politico, giornalista e uomo di Stato italiano, fu più volte ministro e presidente del Consiglio tra il 1921 e il 1922 e, dopo la liberazione di Roma, tra il 1944 e il 1945. Nel 1948 fu eletto primo presidente del Senato della Repubblica, carica mantenuta fino alla morte.
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06/11/2026 20:43
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Stima: 600 - 800€
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Autografo di un giovanissimo Aldo Moro, allora presidente della FUCI, su lettera dattiloscritta datata «Genova, sabato santo 1941», corrispondente al 12 aprile 1941. Redatta in inchiostro blu su entrambe le facciate di un foglio intestato «Associazioni Universitarie di Azione Cattolica Italiana – Consiglio Superiore», con sede a Roma, è indirizzata confidenzialmente a un destinatario identificato soltanto come Giorgio. Presenti le originarie pieghe di spedizione e alcune annotazioni posteriori in matita blu. Nella missiva Moro si scusa per aver lasciato trascorrere un mese prima di rispondere e per non aver potuto salutare Giorgio durante il suo passaggio da Genova. Prevede di incontrarlo presto a Roma in occasione delle «giornate fucine» e di un’udienza con il pontefice, introducendo così una comunicazione di carattere personale ma strettamente legata all’ambiente della formazione universitaria cattolica. Una parte significativa della lettera è dedicata a Furore di John Steinbeck. Moro apprezza soprattutto le descrizioni dei fenomeni naturali e osserva come, già nel primo capitolo, il romanzo assuma un movimento epico. Sottolinea inoltre il modo in cui la natura partecipa alla grandezza degli avvenimenti narrati, mostrando un interesse non episodico per la struttura e il tono dell’opera. La sottoscrizione documenta una forma giovanile sensibilmente diversa dalla firma più rapida e abbreviata adottata dallo statista negli anni successivi. Nel 1941 Moro era presidente nazionale della FUCI e aveva da poco iniziato l’insegnamento universitario della filosofia del diritto a Bari. La lettera testimonia la sua attività di guida culturale nell’associazionismo cattolico e il precoce intreccio fra interessi letterari, formazione religiosa e attenzione agli studi giuridici. Aldo Moro (1916–1978), giurista e uomo politico italiano, fu tra i principali esponenti della Democrazia Cristiana e più volte presidente del Consiglio. Rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978, venne ucciso dopo cinquantacinque giorni di prigionia.
Segue un articolato programma di letture spirituali e formative. Moro consiglia, fra gli altri, l’Introduzione alla vita devota di san Francesco di Sales, la Vita cristiana di sant’Agostino, le Preghiere e meditazioni di sant’Anselmo, Cristo vita dell’anima e Cristo ideale del monaco di Columba Marmion, oltre a testi di Graef, Letourzey e Tillmann e ad alcuni capitoli della Regola di san Benedetto.
Nella parte conclusiva affronta gli studi del destinatario: gli suggerisce di sostenere gli esami di legge, sia per conoscere direttamente quel campo sia perché tale esperienza non sarebbe stata inutile a una formazione prevalentemente letteraria. Lo invita inoltre a non trascurare lo studio delle lingue, utile indipendentemente dalla futura attività. Chiude con vivi auguri pasquali e la formula autografa «Tuo aff.» seguito dalla firma.
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06/11/2026 20:44
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Giulio Andreotti, ministro della Difesa della Repubblica Italiana, su lettera dattiloscritta, datata 8 gennaio 1962. In alto a sinistra sono stampati l’emblema della Repubblica e la dicitura «Il Ministro della Difesa». La lettera è indirizzata al professor Carlo Barbieri, direttore de La Tribuna illustrata, presso la sede romana di via del Tritone 102. Nella missiva Andreotti ringrazia vivamente Barbieri per il cortese invio di un numero della rivista contenente un servizio dedicato a un «argomento di attualità», che non viene ulteriormente precisato nella comunicazione. La breve lettera si chiude con la formula «Con i migliori saluti mi creda», completata a penna dalla parola «suo» e seguita dalla firma autografa «G. Andreotti». Nel gennaio 1962 Andreotti ricopriva l’incarico di ministro della Difesa nel terzo governo Fanfani, nell’ambito del lungo periodo durante il quale resse il dicastero, dal 1959 al 1966. La lettera documenta un rapporto di cortesia istituzionale con il direttore di un periodico illustrato e la ricezione di materiale giornalistico presso il ministero. Giulio Andreotti (1919–2013), esponente della Democrazia Cristiana, fu tra i protagonisti della politica italiana del secondo Novecento. Più volte ministro, ricoprì sette volte la carica di presidente del Consiglio e nel 1991 fu nominato senatore a vita.
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06/11/2026 20:45
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Cartolina commemorativa del primo anniversario della morte di Alcide De Gasperi, recante le firme autografe di sei esponenti della Democrazia Cristiana. Sono identificabili le sottoscrizioni di Giulio Andreotti, Angelo Salizzoni, Emilio Colombo e Tommaso Morlino. Al recto è riprodotto, in tonalità seppia, un ritratto a mezzo busto di De Gasperi, in camicia e cravatta, con gli occhiali e lo sguardo rivolto lateralmente. Sotto l’immagine compare la riproduzione a stampa della sua firma. Al verso sono presenti la dicitura «1° anniversario morte di Alcide Degasperi», l’indicazione editoriale della Società Filatelica Trentina, l’indirizzo del destinatario e le sei firme autografe, disposte nello spazio riservato alla corrispondenza. Il documento testimonia la commemorazione di De Gasperi da parte di alcuni rappresentanti della nuova classe dirigente democristiana. Nel 1955 Andreotti e Colombo ricoprivano già incarichi di governo, mentre Salizzoni e Morlino erano attivi nelle strutture politiche e parlamentari della Democrazia Cristiana. La cartolina unisce così il carattere commemorativo e filatelico a quello propriamente autografico. Giulio Andreotti (1919–2013), Emilio Colombo (1920–2013), Angelo Salizzoni (1907–1992) e Tommaso Morlino (1925–1983) furono esponenti della Democrazia Cristiana e ricoprirono incarichi parlamentari e governativi nella Repubblica italiana. Andreotti e Colombo furono presidenti del Consiglio; Morlino presiedette il Senato, mentre Salizzoni fu senatore e più volte sottosegretario.
La cartolina conserva un francobollo italiano da 10 lire e due nitidi annulli commemorativi di Trento, datati 19 agosto 1955, con la legenda «1° ann. morte Alcide De Gasperi». La data coincide con il primo anniversario della scomparsa dello statista, avvenuta il 19 agosto 1954.
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06/11/2026 20:46
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Stima: 220 - 280€
Descrizione:
Autografo di Giorgio Almirante su lettera dattiloscritta, redatta su carta intestata del «Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale», con emblema del partito e indicazione «Il Segretario Nazionale». Datata Roma, 1º luglio 1987, e contrassegnata dal protocollo 1405/CD, è indirizzata all’onorevole avvocato Raffaele Valensise. Nella missiva Almirante riferisce che un comune conoscente, Ferrantini di Prato, gli ha chiesto di intervenire presso un dirigente calabrese in favore di Antonio Campania, proprietario di una nuova fabbrica aperta a Corigliano Calabro. Pur avendo già corrisposto quanto richiesto, Campania non sarebbe riuscito a ottenere dall’ENEL l’allacciamento dell’energia elettrica. La comunicazione documenta una richiesta di interessamento trasmessa attraverso i rapporti interni del MSI-DN. Valensise, deputato eletto nella circoscrizione di Catanzaro e particolarmente attivo sulle questioni meridionali, viene coinvolto quale referente politico per il territorio calabrese. Giorgio Almirante (1914–1988), politico e giornalista italiano, aderì alla Repubblica Sociale Italiana e nel dopoguerra partecipò alla fondazione del Movimento Sociale Italiano. Fu segretario nazionale del MSI dal 1947 al 1950 e nuovamente dal 1969 al 1987, oltre che deputato dal 1948 fino alla morte.
La lettera precisa che lo stabilimento si trova nella zona industriale di contrada Salici e indica come responsabile locale dell’ENEL Fedele Chiodo. Almirante ritiene che Valensise possa contribuire alla soluzione del problema e gli chiede di comunicargli l’esito dell’intervento. Il testo termina con la formula «Un cordiale saluto» e con la firma autografa, apposta a penna blu sopra il nome dattiloscritto.
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06/11/2026 20:47
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Manoscritto interamente autografo e firmato di Arturo Labriola, intitolato "Interpretazione di una formula". Il testo si sviluppa su sei fogli numerati, tutti su carta intestata del Senato della Repubblica e scritti su una sola facciata. Privo di data, presenta numerose cancellature, sostituzioni, aggiunte interlineari e ripensamenti, caratteristiche che ne indicano la natura di stesura di lavoro. L’ultimo foglio reca in basso la firma autografa «Arturo Labriola». Labriola prende le mosse dall’opinione, diffusa nel mondo occidentale, secondo la quale la causa fondamentale delle tensioni internazionali sarebbe il conflitto fra capitalismo e comunismo. Sostiene che i due sistemi, pur distinguendosi per la titolarità privata o statale dei mezzi di produzione, possono entrambi generare concentrazione del potere, gerarchie e subordinazione dei lavoratori. Il contrasto fondamentale sarebbe quindi quello fra le classi dirigenti, che esercitano il controllo economico e amministrativo, e le classi subordinate. Nella parte conclusiva applica questa riflessione al confronto fra Stati Uniti e Unione Sovietica, valutando la possibilità di una coesistenza fra i due sistemi e i persistenti rischi di guerra. La carta intestata e il contenuto permettono di ricondurre verosimilmente il manoscritto agli anni della prima legislatura repubblicana, fra il 1948 e il 1953, quando Labriola sedeva in Senato. Il documento conserva il processo di elaborazione del suo pensiero economico e politico, mostrando il tentativo di superare le formule rigide della contrapposizione fra i due blocchi. Arturo Labriola (1873–1959), economista, politico e teorico socialista italiano, fu tra i principali esponenti del sindacalismo rivoluzionario. Ministro del Lavoro nel 1920–1921, perseguitato dal fascismo e costretto all’esilio, partecipò all’Assemblea Costituente e fu senatore della Repubblica nella prima legislatura.
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06/11/2026 20:48
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Stima: 800 - 1.200€
Descrizione:
Autografo di Benito Mussolini su un ampio supporto in cartoncino con doppia cornice lineare impressa, con fotografia originale in bianco e nero, datata Roma, maggio 1927 - V anno dell'era fascista. Il ritratto, a mezzo busto, lo mostra in abiti civili, con le braccia conserte e lo sguardo rivolto lateralmente. Sotto l’immagine, direttamente sul cartoncino, sono apposte a inchiostro la firma «Benito Mussolini» e la data «Roma maggio 1927 – V». Il supporto presenta diffuse fioriture e tracce del tempo, particolarmente visibili lungo i margini e intorno alla fotografia. La sottoscrizione presenta una caratteristica peculiare: anziché essere limitata al solo cognome «Mussolini», forma frequentemente impiegata, è tracciata per esteso con il nome e il cognome. Tale elemento distingue il supporto nell’ambito delle fotografie firmate dal capo del fascismo. Nel maggio 1927 Mussolini ricopriva la carica di capo del Governo, primo ministro e segretario di Stato. Le cosiddette leggi fascistissime del 1925-1926 avevano ormai trasformato il fascismo in una dittatura a partito unico, sopprimendo le opposizioni, limitando le libertà di stampa e associazione e rafforzando il controllo dell’esecutivo. Benito Mussolini (1883–1945), politico e dittatore italiano, fondò il movimento fascista e guidò il governo dal 1922 al 1943, instaurando un regime autoritario. Dopo la sua destituzione fu posto a capo della Repubblica Sociale Italiana, attiva nell’Italia occupata dai tedeschi dal 1943 al 1945.
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06/11/2026 20:49
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Stima: 450 - 650
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Regio decreto firmato da Vittorio Emanuele III e da Benito Mussolini, datato San Rossore, 1 luglio 1937 – XV anno fascista. Reca l’intestazione tipografica «Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e per volontà della Nazione, Re d’Italia, Imperatore d’Etiopia» e testo manoscritto. Sulla parte superiore compaiono numeri di protocollo e timbri relativi alla registrazione presso la Corte dei conti. Il decreto accoglie la domanda presentata dalla signorina Elena Zupancich, nata a Pola il 4 aprile 1899, figlia di Giuseppe e Giuseppina, cittadini iugoslavi, e residente a Fiume. Dopo il richiamo alla normativa vigente e il parere del Consiglio di Stato, il sovrano, su proposta del capo del Governo e ministro dell’Interno Benito Mussolini, dispone la concessione della cittadinanza italiana alla richiedente. Vittorio Emanuele III di Savoia (1869–1947) fu re d’Italia dal 1900 al 1946 e assunse nel 1936 il titolo di imperatore d’Etiopia. Il suo lungo regno attraversò le due guerre mondiali, l’affermazione del regime fascista e la crisi istituzionale che precedette la nascita della Repubblica. Benito Mussolini (1883–1945), fondatore del fascismo, fu presidente del Consiglio e capo del Governo dal 1922 al 1943. Nel 1937 ricopriva anche l’incarico di ministro dell’Interno, veste nella quale propose e controfirmò il decreto.
Il provvedimento stabilisce che la cittadinanza venga concessa nel rispetto delle condizioni e delle formalità previste dalla legge 13 giugno 1912, n. 555, e dal relativo regolamento. Precisa inoltre che la concessione è esente dal pagamento della tassa governativa prevista per tali atti.
Una clausola specifica dispone che, fino a quando Elena Zupancich non avrà ottenuto lo svincolo dalla cittadinanza iugoslava, la nuova cittadinanza non le conferirà il diritto di invocare la protezione delle autorità italiane nei confronti di quelle del Paese d’origine. Il ministro proponente viene infine incaricato dell’esecuzione del decreto e della sua presentazione alla Corte dei conti per la registrazione.
Al verso compaiono l’ampia firma autografa «Vittorio Emanuele» e, più in basso, la caratteristica sottoscrizione «Mussolini». La registrazione presso la Corte dei conti risulta effettuata nel luglio 1937.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:50
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Galeazzo Ciano, all’epoca ministro degli Affari esteri su lettera dattiloscritta, datata Roma, 16 dicembre 1936, anno XV dell’era fascista. Redatta su un foglio con intestazione «Il Ministro degli Affari Esteri» e stemma del Regno d’Italia, è indirizzata al nobile dottor Mario Sertoli, residente in via Vincenzo Bellini 14 a Roma. In risposta a una precedente lettera di Sertoli, Ciano lo informa di aver rivolto le proprie premure a «S.E. Alfieri», affinché il suo nome venga tenuto presente in occasione della nomina degli addetti stampa presso le Regie rappresentanze italiane all’estero. La comunicazione si conclude con l’augurio di un esito favorevole e con la formula «saluti fascisti», seguita dalla caratteristica firma autografa del ministro. Il riferimento è verosimilmente a Dino Alfieri, ministro per la Stampa e la Propaganda dal giugno 1936. La lettera documenta le segnalazioni personali che accompagnavano la selezione degli addetti stampa destinati alle sedi diplomatiche, figure inserite nell’organizzazione dell’informazione e della propaganda italiana all’estero. Galeazzo Ciano (1903–1944), diplomatico e politico italiano, fu ministro degli Affari esteri dal 1936 al 1943 e genero di Benito Mussolini. Dopo aver votato l’ordine del giorno Grandi del 25 luglio 1943, venne processato dalla Repubblica Sociale Italiana e fucilato a Verona.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:51
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Stima: 80 - 120€
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Biglietto da visita interamente autografo, intestato «Alessandro Pavolini», accompagnato dalla relativa busta postale intestata, sulla linguetta di chiusura, «Il Ministro della Cultura Popolare» e ornata dallo stemma del Regno d’Italia. Il cartoncino reca la breve annotazione «Vivamente ringrazio e ricambio», vergata a inchiostro nero, accompagnato da busta, regolarmente viaggiata ed indirizzata al professor Vito Russo, in via Chiaia 205 a Napoli. Presenta un francobollo da 20 centesimi e il timbro postale di Roma Ministeri con data 31 ottobre, anno XVIII dell’era fascista, corrispondente al 31 ottobre 1939. La data assume un preciso rilievo documentario, poiché coincide con il giorno della nomina di Pavolini a ministro della Cultura Popolare. Il tono del messaggio e la formula di ringraziamento permettono di ritenere che il biglietto costituisse verosimilmente una risposta agli auguri o alle congratulazioni ricevute per il nuovo incarico. Il Ministero della Cultura Popolare, noto come Minculpop, controllava la stampa, la radio, il cinema, il teatro e gli altri strumenti della propaganda del regime fascista. Alessandro Pavolini (1903–1945), giornalista e dirigente fascista, fu ministro della Cultura Popolare dal 1939 al 1943. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale Italiana, divenendo segretario del Partito Fascista Repubblicano e promotore delle Brigate Nere. Catturato insieme a Mussolini, fu fucilato a Dongo il 28 aprile 1945.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:52
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Alessandro Lessona, sottosegretario di Stato, su supporto in cartoncino con fotografia di grandi dimensioni (22,2x16,1 cm) in bianco e nero con dedica datata giugno 1934, XII anno dell’era fascista. La stampa fotografica reca, nell’angolo inferiore destro, la dicitura «Roma 1933». Lessona è ritratto seduto, a mezza figura, frontalmente e con lo sguardo rivolto verso l’obiettivo. Indossa un abito scuro con camicia, cravatta, fazzoletto nel taschino e distintivo appuntato al bavero. La dedica è tracciata sul cartoncino sotto l’immagine e si conclude con un’espressione di «memore amicizia». Sempre sul supporto compaiono la data «giugno 1934 – XII» e, sulla destra, la firma autografa «Alessandro Lessona». L’autografo appartiene al periodo in cui Lessona ricopriva la carica di sottosegretario al Ministero delle Colonie, assunta nel settembre 1929 e mantenuta sino al 1936. La dedica al «camerata» e l’indicazione dell’anno secondo il calendario fascista collocano il ritratto nella prassi celebrativa e relazionale degli ambienti politico-istituzionali del regime. Alessandro Lessona (1891–1991), politico e dirigente sportivo italiano, fu sottosegretario e successivamente ministro delle Colonie durante il regime fascista. Partecipò alla politica coloniale italiana degli anni Trenta e ricoprì anche incarichi di rilievo nell’organizzazione sportiva nazionale.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
Termine asta:
06/11/2026 20:53
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di Roberto Farinacci, nella qualità di presidente dell’istituto, su certificato scolastico di licenza rilasciato dalla Regia Scuola Industriale «Ala Ponzone Cimino» di Cremona, datato 9 settembre 1932, X anno dell’era fascista. Il documento, dattiloscritto su carta intestata della scuola e contrassegnato dal numero di protocollo 1018/310, reca in calce anche le firme del direttore, ingegner A. Ferrara, e del segretario, oltre al timbro circolare della Regia Scuola Industriale di Cremona. Il certificato attesta che Costante Lazzarini, figlio di Abele, nato a San Martino Beliseto, in provincia di Cremona, il 30 ottobre 1909, frequentò i corsi preparatori e i quattro corsi regolari della sezione Meccanici. A seguito degli esami sostenuti nella sessione autunnale dell’anno scolastico 1928–1929, l’allievo conseguì la regolare licenza. Il documento venne rilasciato alcuni anni più tardi, su richiesta dell’interessato e per gli usi consentiti. La presenza della firma di Farinacci documenta il ruolo istituzionale ricoperto dal gerarca come presidente della scuola, nel contesto del forte controllo politico esercitato sugli enti educativi e professionali. La datazione espressa anche secondo l’era fascista e l’intestazione regia riflettono la prassi amministrativa dell’Italia dei primi anni Trenta. Il certificato testimonia inoltre l’attività della scuola cremonese nella formazione tecnica di operai specializzati e meccanici. Roberto Farinacci (1892–1945), politico e gerarca fascista, fu segretario del Partito Nazionale Fascista dal 1925 al 1926 e uno dei principali esponenti dell’ala più intransigente del regime. Deputato e membro del Gran Consiglio del Fascismo, esercitò una profonda influenza politica e istituzionale a Cremona.
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Termine asta:
06/11/2026 20:54
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Renato Ricci, Ministro delle Corporazioni del Regno d'Italia, su fotocartolina in bianco e nero con dedica, datata «Roma 1939». Il ritratto mostra il gerarca a mezzo busto, frontalmente, in uniforme con mostrine, distintivo e nastrini delle decorazioni applicati al petto. In basso sono stampati il nome «Renato Ricci» e il numero editoriale 1396. Sulla parte inferiore dell’immagine Ricci ha tracciato la dedica «Al camerata Italo», seguita dalla firma autografa e dall’indicazione «Roma 1939». Al verso, compare la dicitura della «Casa Editrice Ballerini & Fratini – Firenze (125)», insieme a un’ulteriore annotazione manoscritta con il nome di Renato Ricci, il luogo e l’anno. La fotocartolina si colloca nell’anno in cui Ricci, già presidente dell’Opera Nazionale Balilla e sottosegretario alle Corporazioni, venne nominato ministro delle Corporazioni. La formula «Al camerata» e il ritratto ufficiale in uniforme riconducono l’esemplare alle consuetudini celebrative e personali degli ambienti del regime fascista. Renato Ricci (1896–1956), politico e gerarca fascista, fondò e presiedette l’Opera Nazionale Balilla, principale organizzazione del regime per l’inquadramento della gioventù. Ministro delle Corporazioni dal 1939 al 1943, dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale Italiana e comandò la Guardia Nazionale Repubblicana.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:55
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Stima: 700 - 1.000€
Descrizione:
Autografo di Francisco Franco su fotografia in bianco e nero, accompagnata dalla relativa lettera dattiloscritta di trasmissione, redatta su carta intestata del colonnello segretario di «S. E. el Jefe del Estado, Generalísimo de los Ejércitos Nacionales». La lettera è datata «Burgos, 10 de Octubre de 1938 (Tercer Año Triunfal)» e indirizzata a un destinatario il cui nome risulta oscurato, appartenente alla 3ª Compagnia Artieri del Genio del C.T.V., con recapito presso la Posta Speciale 500. In calce compare la firma manoscritta della segreteria di Franco. La fotografia ritrae Franco in piedi, a figura intera, con uniforme militare, berretto con visiera e fascia alla vita. Regge orizzontalmente davanti a sé un frustino o bastone da comando. La firma autografa «Francisco Franco» è tracciata trasversalmente nella parte inferiore dell’immagine. Al margine basso compaiono l’indicazione «Foto: A. Benitez» e il marchio a rilievo «A. Benitez, Tenerife». Nella lettera la Segreteria particolare comunica di aver ricevuto la missiva inviata dal destinatario il 27 agosto, nella quale questi manifestava la propria ammirazione per il Caudillo e il desiderio di collaborare sino al definitivo successo delle armi nazionaliste. A nome di Franco vengono espressi ringraziamenti per tale attenzione e viene trasmessa, come richiesto, la fotografia autografata. La nota conclusiva conferma esplicitamente l’allegato: «Fotografía, autografiada, de Su Excelencia». Il complesso documenta i rapporti intrattenuti nel 1938 dalla Segreteria del capo dello Stato nazionalista con un militare italiano del Corpo Truppe Volontarie, impegnato in Spagna durante la guerra civile, e conserva insieme la fotografia firmata e la comunicazione ufficiale che ne attesta l’invio. Francisco Franco (1892–1975), generale e dittatore spagnolo, guidò le forze nazionaliste durante la guerra civile del 1936–1939. Capo dello Stato dalla vittoria militare fino alla morte, instaurò in Spagna un regime autoritario rimasto al potere per quasi quarant’anni.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 20:56
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo del generale Francisco Martín-Moreno su supporto in cartoncino con fotografia (15,5x22 cm) in bianco e nero e dedica, datata 20 giugno 1939. Il ritratto, applicato su un ampio supporto in cartoncino, raffigura il militare seduto a mezza figura, rivolto verso l’obiettivo e ritratto in uniforme. Sul cartoncino, a destra della fotografia, compare la firma a matita del fotografo Jalón Ángel. Francisco Martín-Moreno (1880–1941), generale spagnolo, fu capo di Stato Maggiore del quartier generale di Franco durante la guerra civile. Nel 1940 assunse la guida dell’Alto Stato Maggiore delle Forze Armate, incarico mantenuto sino alla morte.
Sotto la fotografia è tracciata a penna la dedica seguita dalla firma «Francisco Martín Moreno» e dall’indicazione: «Burgos, 20 de Junio de 1939 – Año de la Victoria». La formula conclusiva richiama direttamente la terminologia ufficiale adottata dal regime franchista al termine della guerra civile spagnola. Il supporto presenta diffuse fioriture, ingiallimenti e tracce del tempo; il complesso è conservato entro cornice di grandi dimensioni (39,2x30,2 cm).
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06/11/2026 20:57
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di Gonzalo Queipo de Llano su fotografia in bianco e nero di grandi dimensioni con dedica, datata «Roma, 5-3-1941». Il generale è ritratto a mezza figura in alta uniforme, con fascia trasversale, decorazioni e bastone del comando; il volto è rivolto lateralmente, mentre lo sguardo si dirige fuori campo. L’immagine è conservata entro cornice (39,2 x 30,2 cm). Il carattere confidenziale della dedica può avere suggerito un collegamento con la presunta amante del generale, indicata come una donna legata alla gestione di un bordello sivigliano. La data romana coincide con il periodo trascorso da Queipo de Llano in Italia, dove fu posto a capo di una missione militare spagnola tra il 1939 e il 1942.
Gonzalo Queipo de Llano (1875–1951), generale spagnolo, fu uno dei principali protagonisti della sollevazione militare del 1936 e guidò le forze nazionaliste nell’Andalusia occidentale. Allontanato da Franco dagli incarichi operativi, trascorse parte del dopoguerra in Italia prima di rientrare in Spagna.
La dedica, vergata direttamente sulla parte inferiore della fotografia, è indirizzata a una donna ed il tono è personale e ricercato. Queipo de Llano descrive la destinataria come «appassionata come una spagnola» e «artistica come un’italiana del Rinascimento», esprimendo gratitudine e ammirazione verso una donna definita buona e bella. Seguono la firma autografa e l’indicazione di luogo e data.
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06/11/2026 20:58
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Stima: 350 - 450€
Descrizione:
Autografo di Raimundo Fernández-Cuesta su supporto in cartoncino con fotografia in bianco e nero (23,8x17,8 cm) con dedica autografa, datata luglio 1939. Il politico spagnolo è ritratto frontalmente, con camicia scura e cravatta. Al margine inferiore dell’immagine compaiono le diciture a stampa «Registrado» e «Foto Jalón Ángel». Raimundo Fernández-Cuesta (1896–1992), giurista, politico e diplomatico spagnolo, fu tra i principali esponenti della Falange e dal 1934 segretario generale della Falange Española de las JONS. Durante il regime franchista ricoprì incarichi ministeriali, politici e diplomatici, tra cui quello di ambasciatore in Brasile.
La dedica è indirizzata a una donna, definita «gran defensora de la causa de España». Seguono la firma abbreviata «R. Fdez. Cuesta» e l’indicazione «Julio 1939 – Año de la Victoria», formula riferita alla conclusione della guerra civile spagnola.
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06/11/2026 20:59
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Stima: 400 - 600€
Descrizione:
Autografo di Pier Ruggero Piccio, presidente dei Pionieri dell’Aeronautica, su lettera dattiloscritta, datata «Roma, 27 maggio 1927 – Anno V». Il foglio reca l’intestazione illustrata dell’associazione, riconosciuta ente morale con Regio Decreto del 22 novembre 1925 e avente sede a Roma, presso il Palazzo del Viminale. La comunicazione è indirizzata alla medaglia d’oro d’Aeronautica Giuseppe Castruccio, presso Piazza Brignole n. 1, Genova. In calce, sotto la qualifica dattiloscritta «Il Presidente», compare l’ampia firma autografa di Piccio. La missiva informa Castruccio che l’Assemblea generale dei Pionieri dell’Aeronautica Italiana, riunitasi il precedente 23 maggio, lo ha nominato all’unanimità e «con plauso» Pioniere d’Onore. Il conferimento intende esprimergli i sentimenti di «fraterna ammirazione» dei membri dell’associazione; Piccio dichiara quindi di essere lieto di farsi interprete della deliberazione. La nomina richiama il ruolo di Giuseppe Castruccio tra i protagonisti dell’aviazione italiana della Grande Guerra. Ufficiale sui dirigibili da bombardamento, ricevette la medaglia d’oro al valor militare per l’azione del 22 settembre 1917, quando contribuì con grave rischio personale a riequilibrare l’aeronave M.10 colpita dal fuoco nemico, rendendone possibile il rientro. Pier Ruggero Piccio (1880–1965), generale e aviatore italiano, fu uno dei maggiori assi della Prima guerra mondiale. Primo comandante generale e primo capo di Stato maggiore della Regia Aeronautica, venne decorato con la medaglia d’oro al valor militare e nel 1933 fu nominato senatore del Regno.
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06/11/2026 21:00
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Stima: 280 - 350€
Descrizione:
Autografo di Umberto Nobile su fotografia in bianco e nero raffigurante il generale a mezza figura in uniforme militare. Il generale posa frontalmente, con espressione composta, indossando una giubba con mostrine, spalline, cintura e galloni ai polsi. L’autografo «Umberto Nobile» è apposto a penna, in diagonale, nella parte destra dell’immagine e si estende dal busto verso il fondo. Umberto Nobile (1885–1978), generale, ingegnere aeronautico ed esploratore italiano, progettò e comandò dirigibili destinati alle spedizioni polari. Partecipò alla trasvolata del Polo Nord con il Norge nel 1926 e guidò nel 1928 la spedizione del dirigibile Italia, conclusasi con il noto naufragio sul pack artico.
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06/11/2026 21:01
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo del grande ammiraglio Paolo Thaon di Revel su fotografia in bianco e nero con dedica. L’ufficiale è ritratto di profilo, a mezzo busto, con barba e baffi bianchi, mentre indossa l’alta uniforme ornata da spalline, cordoni, fascia, collari, placche, croci e numerose medaglie. Il 1859 indica l’anno di nascita, mentre il 1947 si riferisce all’anno in cui vennero apposte la dedica e la firma. La sottoscrizione risale pertanto all’ultimo periodo della sua vita, circa un anno prima della morte, avvenuta a Roma il 24 marzo 1948. Paolo Thaon di Revel (1859–1948), ammiraglio e uomo politico italiano, fu capo di Stato maggiore della Regia Marina e comandante delle forze navali durante la Prima guerra mondiale. Ministro della Marina dal 1922 al 1925, ricevette i titoli di duca del Mare e grande ammiraglio.
Nella parte superiore dell’immagine è apposta a penna un’estesa dedica rivolta a due nipoti di un vecchio amico di Thaon di Revel. L’ammiraglio augura loro «fortuna e prosperità» e ricorda il nonno come proprio compagno di nave, sottolineando così il legame personale nato durante il servizio nella Regia Marina. Seguono l’ampia firma «Paolo Thaon di Revel» e le indicazioni «1859» e «1947».
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06/11/2026 21:02
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo e dedica di Ferdinando di Savoia-Genova, ammiraglio, su cartoncino con fotografia in bianco e nero, datato 1927. Il supporto presenta due fori nella parte superiore e diffuse tracce d’uso. L’immagine documenta una scena di pesca a bordo del regio peschereccio Triglia, imbarcazione appartenente alla Regia Marina: alcuni uomini sono intenti a manovrare una grande rete colma di pescato, mentre sullo sfondo è chiaramente visibile il nome della nave. La fotografia si colloca nel contesto dell’attività navale del principe, che nel 1927 portava ancora il titolo di principe di Udine e nello stesso anno raggiunse il grado di contrammiraglio. Ferdinando di Savoia-Genova (1884–1963), principe di Udine e dal 1931 terzo duca di Genova, fu ufficiale della Regia Marina. Contrammiraglio dal 1927 e in seguito ammiraglio di squadra, ricoprì anche il comando del Dipartimento marittimo dell’Alto Adriatico.
Nella parte inferiore destra del supporto è vergata la dedica: «Ai soci del Nuovo Circolo auguri per il 1927», seguita dalla firma «Ferdinando di Savoia». Dedica e autografo sono apposti interamente sul cartoncino.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 21:03
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Cartoncino grigio recante due distinti interventi autografi. Nella parte superiore compare una lunga riflessione interamente autografa e firmata dal medico Augusto Murri, datata «11.VII.21»; più in basso sono apposte la firma del generale Luigi Cadorna e l’indicazione «Rapallo, 28/7 1921». Murri apre con le parole «Se io osassi dare un consiglio alle donne, raccomanderei loro di smettere l’uso d’imitare gli uomini». Contrappone quindi al «culto della forza», che attribuisce al mondo maschile, le qualità proprie delle donne, invitandole a insegnare «la dolcezza, la rassegnazione, l’amore, la soavità, la pazienza» e la commiserazione. Conclude affermando che esse dovrebbero smettere di aspirare all’uguaglianza intesa come imitazione degli uomini e riconoscere invece di possedere virtù a questi mancanti, contribuendo così al «regno della vera fratellanza umana». In basso è presente la firma autografa del generale Luigi Cadorna, apposta successivamente alla porzione manoscritta già presente sul supporto. La sottoscrizione è accompagnata dall’indicazione autografa «Generale L. Cadorna» e dalla data, anch’essa di sua mano, «28/7 1921». La firma appartiene agli anni successivi alla Prima guerra mondiale, quando Cadorna aveva già lasciato la guida dello Stato maggiore del Regio Esercito e precede di tre anni la sua nomina a maresciallo d’Italia. Augusto Murri (1841–1932), medico e clinico italiano, fu professore di Clinica medica all’Università di Bologna e senatore del Regno. Figura centrale della medicina italiana tra Otto e Novecento, sostenne un metodo diagnostico fondato sull’osservazione rigorosa e sul ragionamento critico. Luigi Cadorna (1850–1928), generale italiano, fu capo di Stato maggiore del Regio Esercito dal 1914 al 1917 e diresse le operazioni militari italiane durante gran parte della Prima guerra mondiale. Sostituito dopo la disfatta di Caporetto, venne nominato maresciallo d’Italia nel 1924.
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06/11/2026 21:04
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Stima: 80 - 120€
Descrizione:
Autografo del al generale Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni su ritratto giovanile in uniforme militare, montato sul cartoncino originale dello studio fotografico A. Orlandini & Candeli di Modena. Sul margine inferiore della fotografia compare la dedica autografa: «Al caro fratello Camillo, lì 11-10-1909, Maurizio». Al verso il cartoncino reca il marchio figurato dello studio, con l’indirizzo di via Emilia 40 e l’indicazione «Specialità al Platino». La stampa presenta diffuse tracce superficiali e segni del tempo, mentre il supporto conserva la decorazione e le iscrizioni originarie. Accompagna il ritratto una seconda fotografia in bianco e nero, di epoca successiva, nella quale Castiglioni, ormai generale, è raffigurato al centro di un gruppo di ufficiali, con il basco e un binocolo tra le mani. Alla sua destra nell’immagine si riconosce il feldmaresciallo britannico Bernard Law Montgomery, anch’egli con basco e binocolo. In assenza di indicazioni scritte, luogo e data non sono determinabili; lo scatto può tuttavia riferirsi al periodo 1951–1952, quando Castiglioni fu il primo comandante delle Forze terrestri alleate del Sud Europa della NATO e Montgomery era vicecomandante supremo alleato in Europa. Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni (1888–1962), generale italiano, partecipò alla guerra italo-turca e alla Prima guerra mondiale, nella quale rimase gravemente mutilato. Durante il secondo conflitto comandò la Divisione alpina «Pusteria» e intervenne a tutela degli ebrei perseguitati nella Francia sudorientale occupata. Nel dopoguerra ricoprì alti incarichi militari in ambito NATO.
La collocazione modenese e la data rendono plausibile riferire l’immagine al periodo di formazione di Castiglioni presso l’Accademia Militare.
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06/11/2026 21:05
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Biglietto da visita interamente autografo del conte Camillo Mercalli, recante a stampa il nome, il grado di sottotenente e l’indicazione del 16° Reggimento di fanteria, sormontati da una piccola corona nobiliare. Nella parte inferiore è presente un breve testo autografo, privo di data e redatto secondo la consueta formula di cortesia in terza persona. Mercalli ringrazia Giuseppe Ascari per gli auguri ricevuti e, a sua volta, gli porge «molti augurii». Al biglietto è unita la busta originale viaggiata, indirizzata all’«Egregio Sig. Giuseppe Ascari», in via XI Settembre 36 a Firenze. La busta conserva un francobollo italiano da 20 centesimi con effigie di Vittorio Emanuele III e il relativo annullo postale; al verso compare l’indicazione manoscritta «Mercalli». Il cartoncino presenta diffuse bruniture e tracce d’uso. Camillo Mercalli (1882 - 1974), conte e ufficiale del Regio Esercito, in servizio con il grado di sottotenente nel 16° Reggimento di fanteria.
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06/11/2026 21:06
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Stima: 400 - 600€
Descrizione:
Autografo di Papa Pio XI su supporto in cartoncino con applicata fotografia originale in bianco e nero raffigurante papa Pio XI; al margine inferiore è presente la firma autografa «Pius PP. XI» Il pontefice è ritratto di profilo, seduto al tavolo da lavoro nell’atto di scrivere, in abito talare bianco e zucchetto; sullo sfondo sono visibili un crocifisso e un seggio dall’elaborato coronamento. Sul cartoncino figurano il timbro a secco circolare «Pius XI Pont. Max.» e l’impressione dello studio fotografico Francesco Reale di Roma. L’inquadratura restituisce un’immagine ufficiale ma raccolta, legata all’esercizio quotidiano delle funzioni pontificie. La fotografia appartiene alla tipologia dei ritratti pontifici destinati alla rappresentanza e alla circolazione in ambito istituzionale o privato. Pio XI, nato Achille Ratti (1857–1939), fu pontefice dal 1922 alla morte. Già prefetto della Biblioteca Ambrosiana e nunzio apostolico in Polonia, durante il suo pontificato sottoscrisse i Patti Lateranensi del 1929, che definirono i rapporti tra la Santa Sede e il Regno d’Italia.
Al verso sono presenti un’annotazione manoscritta non autografa, aggiunta posteriormente, e un timbro.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 21:07
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Stima: 400 - 600€
Descrizione:
Lettera interamente autografa firmata di Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, redatta a Roma il 21 maggio 1924 e indirizzata a un destinatario chiamato Giorgio. La missiva è vergata sulle due facciate di un foglio intestato della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, con la dicitura «L’Assistente ecclesiastico» e l’indirizzo romano di piazza Sant’Agostino 20-a. Montini riferisce di aver parlato all’inizio del mese con padre Agostino Gemelli, il quale gli aveva consigliato di attendere, promettendo di inviargli i lavori. Aggiunge di avere incontrato quella stessa mattina monsignor D’Angelo, che aveva invece già esaminato gli elaborati e dichiarato di aver fornito una relazione favorevole sul lavoro del destinatario. Non disponendo di ulteriori informazioni, Montini assicura Giorgio che lo informerà appena riceverà nuove notizie. Nel 1924 Montini era assistente ecclesiastico del circolo romano della FUCI; sarebbe stato nominato assistente ecclesiastico nazionale della Federazione nell’ottobre 1925, mantenendo l’incarico fino al 1933. Il documento appartiene quindi alla fase iniziale del suo impegno pastorale e formativo tra gli universitari cattolici. Giovanni Battista Montini (1897–1978), sacerdote e diplomatico pontificio, fu assistente nazionale della FUCI, arcivescovo di Milano e cardinale. Eletto papa nel 1963 con il nome di Paolo VI, guidò la conclusione del Concilio Vaticano II e il primo periodo della sua attuazione.
La lettera si chiude con il ringraziamento «Grazie del ricordo» e con la significativa raccomandazione «Ti raccomando la FUCI, e il povero e sincero amico», seguita dall’ampia firma autografa «G.B. Montini».
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06/11/2026 21:08
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Stima: 120 - 180€
Descrizione:
Lettera interamente autografa e firmata di Francesco Marchetti Selvaggiani, redatta a Roma il 22 febbraio 1924 su carta intestata «S. C. di Propaganda – Segreteria». La missiva è indirizzata con la sola formula «Eccellenza Rev.ma» a un alto prelato. Si conclude con una formula di ossequio e con la firma episcopale «+ F. Marchetti Selvaggiani». La comunicazione, di tono confidenziale, riguarda alcune questioni ecclesiastiche e missionarie per le quali il mittente considera l’intervento di altri religiosi. Marchetti Selvaggiani riferisce le informazioni ricevute, espone le possibili modalità con cui affrontare la vicenda e manifesta la propria disponibilità a interessarsene ulteriormente. Nel 1924 Marchetti Selvaggiani era arcivescovo titolare di Seleucia di Isauria e segretario della Sacra Congregazione de Propaganda Fide, incarico assunto nel 1922. Il documento appartiene quindi direttamente al periodo della sua attività alla guida della segreteria dell’organismo curiale preposto al coordinamento delle missioni cattoliche. Il carattere interamente autografo e il contenuto riservato distinguono la lettera dalla corrispondenza ordinaria redatta dagli uffici della Congregazione. Francesco Marchetti Selvaggiani (1871–1951), prelato e diplomatico pontificio, fu nunzio apostolico in Austria e segretario di Propaganda Fide dal 1922 al 1930. Creato cardinale da Pio XI, divenne vicario generale di Roma, segretario del Sant’Uffizio e decano del Sacro Collegio.
Nel testo compare il riferimento al reverendo padre Martz della Società del Verbo Divino, accompagnato dal recapito «Paris, VI, rue Vaugirard 74». La menzione documenta la rete internazionale di rapporti attraverso la quale Propaganda Fide manteneva i contatti con gli istituti missionari e con i loro rappresentanti. La lettera prosegue con osservazioni personali e con notizie sulle condizioni di salute di un religioso, prima del rispettoso commiato.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
Termine asta:
06/11/2026 21:09
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Stima: 120 - 180€
Descrizione:
Autografo di Pierre-Marie Gerlier, cardinale e arcivescovo di Lione, su lettera dattiloscritta in lingua francese e datata 21 giugno 1941. La missiva reca in testa, stampati in rosso, lo stemma cardinalizio e l’indirizzo della sede arcivescovile in place de Fourvière 1, a Lione. Il destinatario è indicato con la formula «Excellence Révérendissime». Nella missiva Gerlier riferisce di aver trovato, al ritorno da un viaggio in Spagna, la lettera inviatagli il 6 giugno insieme a un assegno di 275.000 franchi, somma che il pontefice aveva destinato ai profughi polacchi. Ringrazia il destinatario per la generosità dimostrata e lo prega di farsi interprete presso il «Souverain Pontife» della commossa gratitudine dei beneficiari e delle persone incaricate di far giungere loro l’aiuto. La presenza di numerosi profughi polacchi in Francia era conseguenza dell’invasione e della spartizione della Polonia da parte della Germania nazista e dell’Unione Sovietica nel settembre 1939. Il documento testimonia l’attività assistenziale svolta attraverso la rete ecclesiastica in favore dei rifugiati polacchi durante la Seconda guerra mondiale. Pierre-Marie Gerlier (1880–1965), cardinale francese, fu vescovo di Tarbes e Lourdes dal 1929 e arcivescovo di Lione dal 1937 fino alla morte. Creato cardinale da Pio XI nel 1937, ricoprì anche il titolo tradizionale di primate delle Gallie.
La lettera precisa inoltre che monsignor Rouche avrebbe trasmesso al canonico Rogaczewski le indicazioni contenute nella precedente comunicazione circa le modalità di distribuzione della somma. La missiva si conclude con una formula di affettuoso rispetto e la firma autografa.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
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06/11/2026 21:10
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Lettera interamente autografa e firmata del cardinale Alfredo Ottaviani, datata 2 ottobre 1953. La missiva è vergata sulle due facciate di un foglio di carta personale, ornato in alto dallo stemma cardinalizio impresso in rosso e dal motto «Semper idem». Il destinatario, al quale Ottaviani si rivolge con tono familiare, non è identificato nelle pagine conservate. La lettera si apre con l’esortazione evangelica «Non turbetur cor vestrum!», ossia «Non sia turbato il vostro cuore». Ottaviani intende rassicurare l’interlocutore in merito a una situazione delicata, richiamando alcuni suggerimenti già impartiti e invitandolo esplicitamente a mantenere la calma: «Dunque, stai tranquillo». Affronta quindi le possibili conseguenze della vicenda e la maggiore visibilità assunta dalla questione. Alfredo Ottaviani (1890–1979), cardinale e giurista della Curia romana, fu pro-segretario e poi segretario del Sant’Uffizio. Partecipò al Concilio Vaticano II come figura di primo piano dell’orientamento conservatore e, dal 1966 al 1968, fu pro-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Compare un riferimento all’«episodio di Chantilly», ricordato come circostanza che avrebbe contribuito a rendere il problema più evidente. Ottaviani accenna inoltre all’attenzione riservata alla vicenda dalla stampa, suggerendo al destinatario di non lasciarsene eccessivamente impressionare.
La seconda parte contiene indicazioni più propriamente operative. Il cardinale richiama precedenti istruzioni, valuta l’opportunità di coinvolgere altre persone e comunica che esaminerà personalmente la documentazione ricevuta: «Leggerò subito il lungo rapporto e farò come dici per mettere al corrente quelli che debbono esser informati». La lettera termina con la formula «Saluti affettuosi» e con la grande firma autografa «A. Ottaviani».
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
Termine asta:
06/11/2026 21:11
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Stima: 180 - 250€
Descrizione:
Autografo di Patrick Aloysius O’Boyle, arcivescovo di Washington, su lettera dattiloscritta datata 11 luglio 1967. Redatta su carta intestata verde della Cancelleria dell’Arcidiocesi di Washington, con stemma episcopale e indicazione dell’ufficio dell’arcivescovo, è indirizzata a monsignor Gianfranco Piantoni presso la Nunziatura apostolica in Camerun, a Yaoundé. La firma è apposta in calce sopra il nome e la qualifica dattiloscritti. Nella missiva O’Boyle ringrazia il destinatario per il cortese messaggio di congratulazioni ricevuto in occasione della propria elevazione al Collegio cardinalizio, esprimendo apprezzamento per le parole rivoltegli. La breve comunicazione si conclude con saluti personali e auguri, seguiti dalla formula «Faithfully yours in Christ». La lettera fu scritta poche settimane dopo il concistoro del 26 giugno 1967, nel quale papa Paolo VI creò cardinale l’arcivescovo O’Boyle. Documenta la corrispondenza di circostanza intercorsa tra il nuovo porporato e un membro della rappresentanza pontificia in Camerun. Patrick Aloysius O’Boyle (1896–1987), cardinale e prelato statunitense, fu arcivescovo di Washington dal 1948 al 1973 e primo residente a ricoprire tale incarico. Attivo nell’assistenza sociale cattolica, sostenne l’integrazione razziale delle scuole e delle istituzioni ecclesiastiche della propria arcidiocesi.
Inizio asta: 29/10/2026 12:00
Termine asta:
06/11/2026 21:12
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