Asta Settembre Antichi

Catalogo N° 40 - Sezione Antichi, attiva dal 17 settembre 2026 alle ore 12:00, con aggiudicazione dei lotti a partire dalle ore 20:00 del 24 settembre 2026.

Il catalogo propone una selezione di autografi, lettere, manoscritti e documenti storici di grande interesse, con un nucleo particolarmente importante legato all’età napoleonica. Tra i lotti principali spicca la lettera con firma autografa di Napoleone Bonaparte, datata 9 maggio 1796, nel vivo della prima campagna d’Italia. Di forte rilievo anche la lettera di Paolina Bonaparte da Portoferraio, scritta nelle ore successive alla partenza di Napoleone dall’Elba, e la lettera di Napoleone III relativa all’acquisizione della Collezione Campana, destinata al Louvre.

Completano il percorso firme e testimonianze di grande fascino come Émile Zola e Paul Verlaine, presente con un raro manoscritto poetico autografo con correzioni e disegni.

Tutti i lotti sono corredati da certificazione COA-R di Autografia, garanzia di autenticità, tracciabilità e tutela collezionistica nel tempo.


LOTTO 101

Autografo di Napoleone Bonaparte Generale Lettera Successi Prima Campagna d'Italia

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Stima: 4.500 - 5.500€

Descrizione:

Lettera con firma autografa di Napoleone Bonaparte, datata 20 fiorile anno IV della Repubblica Francese, corrispondente al 9 maggio 1796, redatta dal Quartier generale e indirizzata al cittadino barone Jacques Blondeau, aiutante generale presso il Palazzo del Lussemburgo a Parigi. La parte superiore del documento è stampata, con integrazioni manoscritte; vi compare la formula “Bonaparte, generale in capo dell’Esercito d’Italia”. Sul recto del foglio ripiegato sono presenti l’indirizzo del destinatario e il sigillo in ceralacca rossa.

Bonaparte informa Blondeau di aver ricevuto la sua lettera e lo ringrazia per l’attenzione avuta nell’informare la moglie dei successi dell’Esercito d’Italia. Aggiunge di non essere sorpreso da tale gentilezza, che ritiene naturale in virtù del rapporto di amicizia fra loro. La lettera si chiude con la firma “Bonaparte”.

Il riferimento ai “successi dell’Esercito d’Italia” conferisce al documento un particolare rilievo storico, poiché la lettera fu scritta nel vivo della prima campagna d’Italia, quando il giovane generale stava imponendosi con una rapidissima serie di vittorie. Nelle settimane precedenti Bonaparte aveva sconfitto le forze austro-piemontesi a Montenotte, Millesimo, Dego e Mondovì, costringendo il Regno di Sardegna all’armistizio di Cherasco. Proprio il 9 maggio 1796 firmò inoltre l’armistizio di Piacenza con Ferdinando di Borbone, duca di Parma e Piacenza, imponendo tributi, requisizioni e consegne di opere d’arte in cambio della neutralità. Il giorno successivo, 10 maggio, avrebbe ottenuto la celebre vittoria di Lodi contro la retroguardia austriaca, episodio destinato a consolidare ulteriormente la sua fama militare.

Napoleone Bonaparte (1769–1821), generale e politico francese, fu protagonista della campagna d’Italia del 1796-1797, che lo impose sulla scena europea. Divenne Primo Console dopo il colpo di Stato del 18 brumaio e imperatore dei Francesi nel 1804.

Termine asta:

35g 7o 0m 2s

Prezzo di partenza:

€ 1500,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 102

Autografo di Alexandre Berthier Generale Lettera Difficoltà Sussistenza Armata Riserva di Napoleone

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Stima: 350 - 450€

Descrizione:

Autografo di Louis-Alexandre Berthier su lettera manoscritta datata dal quartier generale di Ivrea il «9 Prairial an 8» della Repubblica francese, corrispondente al 29 maggio 1800, e indirizzata al generale Louis-Henri Loison. Il documento è redatto su un modulo ufficiale parzialmente prestampato, con integrazione manoscritte nelle parti relative al luogo, alla data, all’armata e al destinatario.

La parte superiore reca l’intestazione «République française», affiancata dai motti «Liberté» ed «Égalité», con al centro un emblema rivoluzionario composto da bandiere, armi e fascio littorio. Segue la qualifica «Alex. Berthier, Général en chef de l’Armée», integrata manoscrittamente con «de Réserve», e l’indirizzo «Au Général Loison». In calce il testo termina con «Je vous salue» e con la firma autografa di Berthier.

Nella missiva Berthier comunica al generale Loison il proprio dispiacere per le difficoltà incontrate dalla sua divisione, ma ne attribuisce la responsabilità al commissario delle guerre assegnato al reparto. Precisa che quest’ultimo avrebbe dovuto organizzarsi in modo da assicurare in ogni circostanza il servizio delle sussistenze, ossia l’approvvigionamento di viveri e materiali indispensabili alle truppe. Viene documentato così un problema logistico interno all’Armata di Riserva e il richiamo del comandante alla responsabilità degli ufficiali incaricati dei rifornimenti.

La missiva fu scritta durante la seconda campagna d’Italia, dopo il passaggio del Gran San Bernardo e l’ingresso dell’Armata di Riserva in Piemonte, poco più di due settimane prima della battaglia di Marengo del 14 giugno 1800. Loison comandava una divisione dell’armata posta nominalmente agli ordini di Berthier, mentre la direzione effettiva delle operazioni spettava al primo console Napoleone Bonaparte.

Louis-Alexandre Berthier (1753–1815), generale e maresciallo dell’Impero, fu il principale capo di stato maggiore di Napoleone, del quale organizzò campagne e movimenti d’armata. Nel 1800 ebbe il comando nominale dell’Armata di Riserva impegnata nella campagna culminata a Marengo.

Termine asta:

35g 7o 1m 2s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 103

Autografo Charles Augereau Duca di Castiglione Lettera Operazioni Militari Campagna di Francia 1814

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Stima: 600 - 800€

Descrizione:

Autografo di Charles-Pierre-François Augereau, duca di Castiglione e maresciallo dell’Impero, su lettera redatta in lingua francese a Valence il 3 aprile 1814 e indirizzata al prefetto del Dipartimento della Drôme. Reca in alto l’indicazione dell’Armée de Lyon e conclusa dalle qualifiche «Le Maréchal d’Empire» e «Duc de Castiglione», tra le quali compare l’ampia firma autografa «Augereau».

Nella missiva Augereau risponde al prefetto, che gli aveva rappresentato le difficili condizioni del Dipartimento e il peso delle requisizioni militari. Il maresciallo dichiara di comprendere le sofferenze della popolazione, ma afferma che la situazione non consente alternative. Qualora l’esercito francese abbandonasse il territorio, nel giro di poche ore il nemico, almeno due volte più numeroso delle sue forze, imporrebbe requisizioni ancora più gravose e sottoporrebbe gli abitanti ai peggiori trattamenti. Le esigenze delle operazioni militari, prosegue Augereau, non gli permettono di lasciare la posizione. Le necessità locali, per quanto rilevanti, devono cedere di fronte all’«imperio della necessità» e alla salvezza generale. Rivolge quindi al prefetto un’esortazione alla fermezza: «È giunto il momento in cui bisogna dimostrare una grande forza di carattere», confidando che il Dipartimento della Drôme, già distintosi per il proprio patriottismo, saprà affrontare i sacrifici imposti dalle circostanze.

Il documento risale alla fase conclusiva della campagna di Francia del 1814. Dopo la battaglia di Limonest e l’evacuazione di Lione, Augereau aveva ripiegato con le proprie truppe verso Valence. Il documento fu scritto tre giorni prima che Napoleone sottoscrivesse, il 6 aprile 1814, l’abdicazione incondizionata.

Charles-Pierre-François Augereau (1757–1816), generale francese, si distinse nelle guerre rivoluzionarie e nella campagna d’Italia, in particolare nella battaglia di Castiglione del 1796. Napoleone lo nominò maresciallo dell’Impero nel 1804 e duca di Castiglione nel 1808. 

Termine asta:

35g 7o 2m 2s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 104

Autografo di Paolina Bonaparte Lettera 100 Giorni Napoleone

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Stima: 1.200 - 1.600€

Descrizione:

Lettera interamente autografa e firmata «Pauline» di Paolina Bonaparte, redatta in lingua francese a Portoferraio il 27 febbraio 1815 e indirizzata al generale Lappi, governatore dell’isola d’Elba. Il testo, disposto su una facciata di un foglio ripiegato, reca in calce luogo, data e sottoscrizione autografa della principessa.

Paolina impartisce disposizioni relative ai vasi e alle piante conservati nei giardini dell’Imperatore, chiedendo che siano trasferiti a Napoli presso la sorella Carolina Bonaparte, già regina consorte di Napoli. Nella comunicazione è menzionato Poincelot, incaricato della gestione dei giardini imperiali, insieme a uno yacht da impiegare per il trasporto del materiale.

La data conferisce alla lettera un preciso rilievo storico. Napoleone aveva lasciato l’isola d’Elba la sera del 26 febbraio 1815 a bordo dell’Inconstant e, mentre Paolina scriveva da Portoferraio, si trovava in navigazione verso le coste francesi. Sarebbe sbarcato a Golfe-Juan il 1º marzo, dando avvio alla marcia che lo avrebbe ricondotto a Parigi e alla breve stagione dei Cento Giorni. La missiva documenta dunque le ore immediatamente successive alla partenza dell’Imperatore, quando il suo ritorno in Francia era già in corso e nell’isola si provvedeva alla destinazione dei beni e delle pertinenze legati alla residenza imperiale.

Paolina Bonaparte (1780–1825), sorella minore di Napoleone, sposò il generale Charles Leclerc e, rimasta vedova, il principe Camillo Borghese. Duchessa di Guastalla e principessa Borghese, fu particolarmente vicina al fratello durante l’esilio elbano.

Termine asta:

35g 7o 3m 2s

Prezzo di partenza:

€ 350,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 105

Autografo Federico Guglielmo III Re Prussia Frammento di Lettera Fratello Massone

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Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Autografo di Federico Guglielmo III di Hohenzollern, re di Prussia, su frammento conclusivo di lettera in lingua francese, datato «Berlin, ce 8 Mai 1837» e applicato su supporto in cartoncino. Il frammento, ricavato dalla parte finale di una lettera più ampia, presenta margini irregolari e una leggera brunitura della carta. 

La parte conservata reca la formula «Monsieur mon Frère», seguita dal congedo «de Votre Majesté le bon frère» e dall’ampia firma «Frédéric Guillaume». La data è disposta sulla metà sinistra, mentre la formula di congedo e la sottoscrizione reale occupano quella destra. La lettera originaria era dunque presumibilmente indirizzata a un «fratello», termine che ricorre nel linguaggio massonico per indicare gli appartenenti alla loggia.

Il riferimento assume interesse in relazione ai documentati rapporti istituzionali del re con la massoneria prussiana. Nel 1798 Federico Guglielmo III assunse infatti il protettorato sulle tre grandi logge massoniche riconosciute di Berlino, ponendole sotto la protezione della Corona. 

Federico Guglielmo III di Hohenzollern (1770–1840), re di Prussia dal 1797, governò durante le guerre napoleoniche e la successiva restaurazione europea. Promosse la riorganizzazione amministrativa e militare dello Stato e mantenne un rapporto ufficiale di protezione con le maggiori istituzioni massoniche berlinesi.

Termine asta:

35g 7o 4m 2s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 106

Autografo di Napoleone III Imperatore di Francia Lettera Collezione Campana Opere d'Arte

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Stima: 2.500 - 3.500€

Descrizione:

Autografo di Napoleone III su lettera manoscritta firmata, datata «Palais de Fontainebleau, le 8 Juin 1861» e indirizzata ad Alfred-Émilien de Nieuwerkerke, direttore dei Musei imperiali. Il documento, vergato su elegante carta avorio con taglio oro, presenta in alto il monogramma imperiale “N” sormontato dalla corona, impresso a secco. 

La lettera riguarda direttamente uno degli episodi più importanti della politica museale del Secondo Impero: l’acquisizione della celebre Collezione Campana. Napoleone III interviene personalmente per chiarire a Nieuwerkerke le circostanze dell’operazione, spiegando di aver inviato a Roma Sébastien Cornu e Léon Renier inizialmente con il compito di informarsi sul valore del «Musée Campana». La situazione evolve però rapidamente e, come scrive lo stesso Imperatore, «à cause de la concurrence et par la force des choses», i due vengono condotti a concludere il trattato per l’acquisto della raccolta. (viene menzionata la concorrenza in quanto una prima parte della collezione Campana era stata acquisita dalla Zar di Russia Alessandro II).

Il contenuto diventa particolarmente significativo quando Napoleone III affronta direttamente la «réception et du transport en France» del museo Campana. L’Imperatore ritiene naturale affidare a Cornu e Renier anche questa fase, affinché possano assumersi la responsabilità del trasferimento e della classificazione della raccolta sotto la direzione di Nieuwerkerke. Specifica inoltre che, una volta giunto il museo al Louvre e completato il riordino, l’intervento di Cornu sarebbe cessato. Si tratta quindi di una testimonianza contemporanea e diretta della macchina organizzativa predisposta per portare dalla Roma pontificia alla Francia una delle più straordinarie raccolte d’arte dell’Ottocento.

La portata dell’operazione emerge soprattutto osservando cosa comprendeva concretamente l’acquisto francese. Napoleone III acquisì oltre 10.000 oggetti della raccolta Campana, successivamente destinati al Louvre e a numerosi musei francesi. Fra i capolavori provenienti da quel nucleo figurava la celebre Battaglia di San Romano – La controffensiva di Micheletto Attendolo da Cotignola di Paolo Uccello, acquistata nel 1861 e oggi al Louvre. Vi era inoltre il monumentale Sarcofago degli Sposi, capolavoro dell’arte etrusca proveniente da Cerveteri e databile intorno al 520-510 a.C., anch’esso acquistato dalla Francia nel 1861 e oggi fra le opere simbolo del Louvre.

Il nucleo pittorico comprendeva opere di alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte italiana. Alla raccolta Campana apparteneva la Madonna col Bambino circondata da cinque angeli di Sandro Botticelli, Campana n. 202, acquistata nel 1861; una grande Croce dipinta attribuita alla bottega di Giotto, Campana n. 41, entrata al Louvre nel 1863; e Il Giudizio Universale. Cristo e gli Apostoli, Campana n. 157, oggi attribuito all’ambito di Fra Angelico e successivamente destinato al Petit Palais di Avignone. Alla straordinaria sezione archeologica apparteneva anche la cosiddetta Héra Campana, monumentale statua romana in marmo alta quasi due metri, acquistata nel 1861 e tuttora conservata al Louvre. La presenza di opere di Paolo Uccello, Botticelli e dell’ambito di Giotto e Fra Angelico, accanto a capolavori etruschi e romani, permette di comprendere quale fosse realmente il valore artistico del «Musée Campana» di cui Napoleone III discute in questa lettera.

Il documento assume pertanto un rilievo ben superiore a quello di una normale corrispondenza imperiale. È datato nel giugno 1861, nel momento stesso in cui la Francia sta organizzando la presa in consegna e il trasferimento della raccolta, e conserva nelle parole dell’Imperatore riferimenti espliciti a Roma, al Musée Campana, al trasporto in Francia, alla classificazione delle opere e al Louvre. La successiva storia delle collezioni permette oggi di dare un volto concreto a quelle parole: fra gli oggetti di cui si stava preparando il trasferimento figuravano opere destinate a diventare alcuni dei capolavori più conosciuti delle raccolte francesi.

Napoleone III, nato Charles-Louis-Napoléon Bonaparte nel 1808, fu Presidente della Repubblica francese dal 1848 e Imperatore dei Francesi dal 1852 al 1870. La sua politica culturale contribuì profondamente alla trasformazione e all’ampliamento delle collezioni nazionali. La lettera di Fontainebleau dell’8 giugno 1861 costituisce così una testimonianza di particolare interesse storico e collezionistico: al prestigio dell’autografo imperiale e del raffinato supporto con monogramma coronato e taglio oro si unisce un contenuto direttamente connesso all’acquisizione, al trasferimento e alla futura sistemazione di capolavori oggi appartenenti alla storia stessa del Louvre.


Termine asta:

35g 7o 5m 2s

Prezzo di partenza:

€ 550,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 107

Manoscritto redatto su Napoleone Bonaparte, su sua Malattia ed i suoi Ultimi Anni a Sant'Elena

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Stima: 1.200 - 1.800€

Descrizione:

Ampio manoscritto inedito ottocentesco sulla salute, la malattia e gli ultimi anni di Napoleone a Sant’Elena, con cronologia clinica, consulti medici, terapie, ultime parole, autopsia ed epicrisi. Redatto in lingua italiana, sec. XIX. 31 carte manoscritte recto e verso, per complessive 62 facciate, con testo disposto su circa metà dello specchio di scrittura.

Particolarmente interessante in quanto interamente dedicato alle condizioni fisiche e sanitarie di Napoleone Bonaparte e, soprattutto, al progressivo deterioramento della sua salute durante gli ultimi anni dell’esilio a Sant’Elena, sino alla morte e al successivo esame autoptico. Il testo prende avvio da una serie di notizie di carattere anamnestico e biografico relative alla salute dell’Imperatore sin dall’infanzia. Viene ricordata, tra l’altro, la sua predisposizione alla stipsi e la conseguente necessità di ricorrere periodicamente a preparati lassativi, fra i quali un curioso rimedio indicato come “brodo della Regina”. Seguono altri episodi relativi alle sue condizioni fisiche, anche in relazione ad avvenimenti occorsi durante le campagne militari.

A partire dall’11 giugno 1818 il manoscritto assume il carattere di una vera e propria cronaca sanitaria, seguendo con notevole precisione l’evoluzione delle condizioni di Napoleone a Sant’Elena, le cure praticate, i medicinali somministrati e le caratteristiche degli ambienti nei quali era costretto a vivere.

Particolare rilievo è riservato alla figura del medico irlandese Barry Edward O’Meara, medico personale di Napoleone durante l’esilio, e al suo allontanamento dall’incarico nel luglio 1818 per ordine del governatore Hudson Lowe.
Il manoscritto riferisce quindi dei pareri espressi sullo stato di salute dell’Imperatore da alcuni medici italiani, tra i quali Paolo Battista Mucchielli, indicato nel testo come medico di Sua Altezza, Giovanni Battista Bomba e Pietro Lupi. Le terapie da essi prescritte sono riportate fedelmente e in maniera analitica, punto per punto, offrendo un interessante quadro della pratica medica dell’epoca.

La cronologia prosegue nel 1819. In data 10 febbraio, indicata nel manoscritto come corrispondente al sesto mese di malattia, vengono riportate le considerazioni dei professori Domenico Morichini e Giuseppe Sisco dell’Università di Roma, chiamati a esaminare le relazioni redatte da medici londinesi sulle condizioni di Napoleone, con particolare riferimento al dottor Curry. Anche in questo caso le osservazioni e le conclusioni dei medici sono trascritte estesamente.

Il documento si configura pertanto non come una semplice narrazione biografica, ma come una vera e propria cronaca medico-storica, nella quale sintomi, diagnosi, consulti, rimedi e prescrizioni si alternano agli episodi della vita quotidiana dell’Imperatore.
Particolarmente minuziose sono le descrizioni dei successivi peggioramenti. Napoleone viene riferito come afflitto da forti e lancinanti dolori al fianco destro e alla spalla. Alla data del 10 gennaio 1819 vengono registrati, fra i trattamenti somministrati, bagni caldi e dosi di Sale di Cheltenham.
Il 13 settembre 1819 il manoscritto descrive Napoleone in condizioni estremamente critiche. A questa fase segue però una sorprendente ripresa: le condizioni generali migliorano progressivamente, l’Imperatore recupera l’ilarità, torna alle proprie occupazioni e riprende persino a lavorare in giardino.
Il miglioramento si rivela tuttavia soltanto temporaneo.

Di particolare suggestione è il passo datato 31 ottobre 1819, nel quale il medico suggerisce a Napoleone l’assunzione di alcuni calmanti. Il manoscritto attribuisce all’Imperatore questa significativa risposta:

“Grazie dottore ma io ho qualcosa di meglio che il vostro rimedio. Il momento si avvicina, lo sento, sento che la natura viene al soccorso.”

Il testo prosegue con la trascrizione delle successive parole di Napoleone, in un passaggio di grande intensità, nel quale l’Imperatore sembra manifestare una lucida e quasi profetica consapevolezza dell’avvicinarsi della propria fine.

Da questo momento la narrazione diviene progressivamente più serrata e drammatica. Il compilatore segue l’aggravarsi della malattia attraverso una successione di sintomi, sofferenze, terapie e temporanee variazioni dello stato generale, accompagnando Napoleone sino agli ultimi giorni della sua vita.

La cronaca raggiunge il suo culmine il 5 maggio 1821. Alle ore cinque e quarantanove della sera, secondo quanto riportato nel manoscritto, Napoleone “finalmente spirò”.

Il documento registra inoltre, nella forma frammentaria propria degli ultimi istanti, quelle che vengono presentate come le estreme parole dell’Imperatore:

“Testa?... Armata!... Povera Francia!!!”

La narrazione non si interrompe con la morte.

Il manoscritto prosegue infatti con il verbale dell’autopsia del corpo di Napoleone, eseguita dal dottor Francesco Antommarchi circa venti ore e mezza dopo il decesso. Sono elencati i presenti all’esame autoptico, tra i quali Henri-Gatien Bertrand, Charles-Tristan de Montholon e Louis Marchand, tutti nominati da Napoleone suoi esecutori testamentari, oltre ad altri medici e testimoni puntualmente indicati nel testo.

Segue la descrizione dell’esame del cadavere e delle risultanze anatomiche, che costituisce il naturale epilogo di quella lunga osservazione della malattia iniziata anni prima.

Il manoscritto si conclude significativamente con una sezione intitolata “Epicrisi sulla malattia dell’immenso Bonaparte”, attribuita nel documento a Lais: una considerazione conclusiva sul decorso della patologia, sulle sue cause e sulla morte dell’Imperatore, che conferisce all’intero manoscritto il carattere di un’organica trattazione medico-storica.

Documento di grande suggestione e di notevole ricchezza contenutistica, nel quale la dimensione pubblica e monumentale di Napoleone lascia progressivamente spazio a quella più privata e umana del malato: dai disturbi dell’infanzia alle prescrizioni mediche, dai consulti dei più autorevoli sanitari dell’epoca alle temporanee riprese, sino alla consapevolezza della fine, alle ultime parole, alla morte e all’esame autoptico.

Una testimonianza manoscritta ottocentesca particolarmente articolata per estensione, struttura e contenuto, di sicuro interesse per il collezionismo napoleonico, per la storia della medicina e per lo studio della fortuna postuma di Napoleone Bonaparte.

Termine asta:

35g 7o 6m 1s

Prezzo di partenza:

€ 250,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 108

Attestato di Congedo Assoluto Armata del Reno e della Mosella Repubblica Francese

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Attestato di congedo assoluto della Repubblica francese, compilato a Bischheim il 1º nevoso dell’anno V del calendario repubblicano, corrispondente al 21 dicembre 1796. Documento a stampa con completamenti manoscritti in francese, rilasciato dall’Armée de Rhin-et-Moselle, 5ª Divisione militare, per la 63ª Mezza Brigata di fanteria di linea, 2ª compagnia granatieri. In alto sono riportati il numero 1130 del registro generale e il numero di registrazione 90. Al centro campeggia una composizione incisa con l’iscrizione «République Françoise», circondata da bandiere, armi, fronde, trofei militari e pezzi d’artiglieria; ai lati figurano i principi repubblicani «Liberté» ed «Égalité».

Il Consiglio d’amministrazione della Mezza Brigata certifica di avere concesso il congedo assoluto al cittadino Louis Caillard, caporale della compagnia granatieri del 2º battaglione, indicato come originario di una località leggibile come Dongeon, nel cantone di Piney e nel dipartimento dell’Aube. Il militare, di ventisei anni, viene descritto secondo il formulario identificativo dell’epoca: statura di cinque piedi, sette pollici e quattro linee, capelli e sopracciglia castani, fronte larga, occhi grigi, naso regolare, bocca media, mento rotondo e viso pieno.

Il testo attesta che Caillard aveva prestato servizio dall’8 aprile 1793 fino al 1º nevoso dell’anno V. La motivazione manoscritta richiama la sua destinazione o scelta per un battaglione di granatieri addetto al servizio presso la Rappresentanza nazionale e la rinuncia volontaria al grado di caporale del quale era titolare nella Mezza Brigata. Il congedo non documenta quindi soltanto la cessazione dal reparto di appartenenza, ma anche un passaggio amministrativo connesso a un nuovo incarico militare.

Nella parte inferiore sono presenti numerose sottoscrizioni autografe dei componenti del Consiglio d’amministrazione e degli ufficiali del reparto, alcune accompagnate dall’indicazione della carica, tra cui capitano e sergente. Sui margini laterali compaiono inoltre il visto del commissario delle guerre e l’approvazione di un generale di divisione, entrambi sottoscritti. Completano la convalida un sigillo in ceralacca rossa, conservato nella parte superiore sinistra, e diversi timbri circolari a inchiostro.

Il foglio, di ampio formato, conserva le piegature originarie, diffuse tracce d’uso, leggere macchie e piccoli strappi lungo i margini e in corrispondenza delle pieghe. L’insieme delle formule prestampate, delle annotazioni individuali, dei contrassegni amministrativi, del sigillo e delle firme documenta le procedure di identificazione e congedo adottate dall’esercito rivoluzionario francese durante il Direttorio.

Termine asta:

35g 7o 7m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 109

Autografo di Giacomo Malatesta Condottiero Lettera Benevolenza

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Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettera manoscritta con firma di Giacomo Malatesta, datata Roma, 2 agosto 1591, indirizzata ad un condottiero e generale di Venezia. Il documento è redatto su foglio ripiegato, con testo autografo disposto nella parte centrale e sottoscrizione in calce; sul lato esterno sono presenti l’indirizzo del destinatario, e annotazioni di provenienza e identificazione relative a Giacomo Malatesta.

Nella missiva Malatesta si rivolge al destinatario con tono deferente e partecipe, esprimendo riconoscenza, benevolenza e consolazione per quanto appreso. 

Il documento si colloca nel quadro dei rapporti personali e professionali fra condottieri italiani attivi tra Roma, Venezia e gli ambienti militari della penisola. La presenza degli indirizzi esterni e delle piegature originali restituisce la forma materiale della lettera viaggiata, destinata a un interlocutore di pari rango inserito nel sistema delle relazioni militari e nobiliari dell’epoca.

Giacomo Malatesta (1530–1600), condottiero italiano della famiglia Malatesta, fu al servizio di diversi poteri italiani, in particolare della Repubblica di Venezia. Attivo in ambito militare e fortificatorio, prese parte a incarichi in Friuli e contribuì alla definizione difensiva di Palmanova; nel 1594 fu nominato capitano supremo dell’esercito veneziano.

Termine asta:

35g 7o 8m 1s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 110

Autografo Ginetta Centurione Doria Lettera Condanna al Remo su Galea

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Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Autografo di Ginetta Doria su lettera manoscritta, datata Genova, 14 novembre 1569. Priva dell’indicazione del destinatario, reca sul verso un’annotazione archivistica con il nome della firmataria, il luogo e la data. 

Ginetta Doria certifica che è stato consegnato in quello stesso giorno, sulla galea capitana di suo figlio l'ammiraglio Giovanni Andrea Doria, Giovanni Maria Cremona da Vescovato. L’uomo era stato condannato a «servire al remo su le galee» per dieci anni continuativi. La firmataria dichiara quindi di aver fatto redigere l’attestazione e di averla sottoscritta di propria mano affinché facesse fede dell’avvenuta consegna.

Il documento costituisce una ricevuta ufficiale relativa al trasferimento di un condannato destinato al servizio forzato ai remi. Offre una testimonianza diretta dell’impiego dei forzati nelle flotte di galee del Cinquecento e delle procedure con cui i condannati venivano affidati ai responsabili delle imbarcazioni. Il riferimento è a Giovanni Andrea, detto Gianandrea, Doria, figlio di Ginetta e ammiraglio genovese.

Ginetta Doria, nata Centurione, fu una nobildonna genovese, moglie di Giannettino Doria e madre dell’ammiraglio Giovanni Andrea Doria. Rimasta vedova dopo la morte del marito nella congiura dei Fieschi del 1547, fu legata a uno dei principali rami della famiglia Doria.

Termine asta:

35g 7o 9m 1s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 111

Autografo Ercole Tommaso Roero Marchese di Cortanze Provvedimento Leva Militare Città Alessandria

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Stima: 350 - 550€

Descrizione:

Autografo di Ercole Tommaso Roero, marchese di Cortanze, su documento manoscritto, datato «Alessandria, lì 12 aprile 1727». Reca in calce la firma autografa del marchese.

Il provvedimento è relativo al reclutamento di uomini nella città e nei Corpi Santi di Alessandria, ossia nel territorio suburbano posto fuori dalle mura. Viene stabilito che la città e i Corpi Santi debbano contribuire al regio servizio, secondo l’aliquota del quattro per cento fissata dall’autorità, fornendo 78 uomini di età compresa fra i diciotto e i quarant’anni. Poiché 34 risultano già arruolati, restano altri 44 uomini da sottoporre alle operazioni di assento, cioè alla verifica e registrazione ai fini del servizio. Il marchese ordina alla città di convocare mediante precetto gli uomini individuati, selezionandoli fra le famiglie più numerose registrate nella «consegna» del 1726, verosimilmente un censimento o elenco amministrativo della popolazione. Gli amministratori cittadini potranno designare propri rappresentanti affinché assistano alla scelta, prevista per martedì 15 aprile alle ore 14 presso la sede del Governo, e forniscano le informazioni necessarie ad assicurare una distribuzione ritenuta equa dell’obbligo.

Il documento testimonia le procedure di reclutamento e i rapporti fra l’autorità governativa e l’amministrazione municipale nell’Alessandrino del primo Settecento. La sottoscrizione del marchese di Cortanze conferisce carattere esecutivo alle disposizioni riguardanti il contingente, i criteri di scelta e la partecipazione dei rappresentanti cittadini.

Ercole Tommaso Roero (1661-1747), marchese di Cortanze, fu un esponente della nobiltà piemontese e svolse incarichi di governo al servizio della monarchia sabauda. Il presente documento lo attesta ad Alessandria nel 1727, impegnato nell’amministrazione del reclutamento destinato al regio servizio.

Termine asta:

35g 7o 10m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 112

Autografo di Philip Henry Sheridan Generale U.S. Ritratto Fotografico

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Stima: 800 - 1.200€

Descrizione:

Autografo di Philip Henry Sheridan su fotografia raffigurante il Generale in formato cabinet portrait, con indicazione del grado “Lt. General U.S. Army” apposte sotto l’immagine. Il cartoncino reca in basso l’intestazione dello studio fotografico “L. Powers, Photographe”, con indirizzo “103, Via dei Serragli, Florence”.

Il ritratto, in bianco e nero, mostra Sheridan a mezzo busto entro ovale fotografico, in abito civile scuro con camicia chiara e cravatta. Il volto è rivolto leggermente di tre quarti, con baffi marcati e posa composta, secondo il gusto del ritratto fotografico da studio della seconda metà dell’Ottocento. L’autografo è collocato nel margine inferiore del supporto, immediatamente sotto il ritratto: “P. H. Sheridan”, seguito dalla qualifica militare “Lt. General U.S. Army”. 

Philip Henry Sheridan (1831–1888), generale statunitense, fu uno dei principali comandanti dell’Unione durante la Guerra civile americana. Distintosi nelle campagne della Shenandoah e negli ultimi mesi del conflitto, divenne poi comandante generale dell’esercito degli Stati Uniti.

Termine asta:

35g 7o 11m 1s

Prezzo di partenza:

€ 300,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 113

Autografo di Giovanni Domenico de Cupis Cardinale Lettera Provvedimento Sfratto Occupazione Casa

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera manoscritta con sottoscrizione autografa di Giovanni Domenico De Cupis, cardinale, redatta a Macerata il 2 dicembre 1536. Al verso sono presenti il sigillo, l’indirizzo del destinatario e ulteriori annotazioni manoscritte. Il testo, prevalentemente in volgare italiano con formule giuridiche e abbreviazioni latine, è indirizzato a un’autorità qualificata come «Spectabilis vir», il cui nome è non identificabile.

Nella missiva De Cupis riferisce la supplica presentata da Giovanni Francesco di Giovanni di Costi, il quale dichiara di avere acquistato una casa «al banco della ragione» e di esserne stato immesso nel possesso effettivo, come attestato da un pubblico instrumento. Successivamente donna Vincenza di Giovanni Francesco di Costi e suo figlio Taddeo sarebbero entrati nell’immobile di propria autorità, privando del possesso il compratore o coloro che lo esercitavano in suo nome. Il cardinale ordina pertanto al destinatario di accertare sommariamente i fatti e, qualora risultino veri, di reintegrare Giovanni Francesco nel possesso della casa, allontanandone donna Vincenza e gli altri detentori illegittimi e procedendo contro di loro secondo gli statuti vigenti.

Il documento testimonia l’esercizio delle funzioni giudiziarie e amministrative di De Cupis nella Marca pontificia. 

Giovanni Domenico De Cupis (1493–1553), ecclesiastico romano, fu creato cardinale da Leone X nel 1517. Amministratore delle diocesi di Recanati e Macerata e legato pontificio nella Marca, divenne in seguito decano del Collegio cardinalizio e cardinale vescovo di Ostia e Velletri.

Termine asta:

35g 7o 12m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 114

Autografo di Francesco De Mayda Frate Diploma Ricompensa Benefici

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Stima: 350 - 450€

Descrizione:

Autografo di fra Francesco de Maida, indicato come «Franciscus de Mayda», Correttore Generale dell’Ordine dei Minimi di san Francesco di Paola. Diploma a stampa in lingua latina rilasciato a Roma, presso il convento della Santissima Trinità, il 5 ottobre 1619, è indirizzato a Francesco Gambarisco, alla moglie Leonora e al loro figlio Carlo Antonio, su richiesta di fra Giovanni Battista, delegato del medesimo istituto. Presente sottoscrizione in calce e sigillo dell’ufficio. La composizione tipografica è racchiusa entro un’ampia cornice ornamentale impressa con motivi ripetuti con al centro il motto «Charitas». Nella parte superiore compare una xilografia raffigurante san Francesco di Paola.

Il diploma concede ai destinatari la piena partecipazione ai beni spirituali dell’Ordine quale riconoscimento per i benefici da loro prestati. Francesco de Maida li rende partecipi delle preghiere, delle Messe, dei suffragi, delle meditazioni, delle letture, delle predicazioni, dei digiuni, delle pratiche penitenziali, dei pellegrinaggi e di tutte le altre opere compiute dai frati e dalle suore dei Minimi. La concessione è formulata in virtù dei privilegi accordati all’Ordine dai pontefici e si conclude con l’auspicio che i beneficiari possano conseguire i beni eterni e le glorie celesti.

Il documento testimonia la pratica con cui gli ordini religiosi estendevano a benefattori e famiglie laiche la partecipazione ai propri meriti spirituali. La solenne veste tipografica, la firma e il sigillo conferivano forma ufficiale alla concessione, destinata a essere conservata dai beneficiari.

Francesco de Maida, citato anche come de Mayda, fu un religioso e predicatore italiano dell’Ordine dei Minimi, attivo fra il XVI e il XVII secolo. Nel 1617 ricoprì la carica di Correttore Generale dell’Ordine fondato da san Francesco di Paola, autorità con competenze di governo e rappresentanza dell’istituto.

Termine asta:

35g 7o 13m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 115

Autografo di Nicolò Guidi di Bagno Arcivescovo di Atene Lettera Ringraziamenti Favori

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Nicolò Guidi di Bagno, arcivescovo titolare di Atene e nunzio apostolico in Francia, datata Parigi, 2 agosto 1651 ed indirizzata all'arcivescovo di Tebe Annibale Bentivoglio. Il documento conserva sul lato esterno l’indicazione del mittente.

Guidi di Bagno comunica di aver fatto consegnare “in mano propria del Padre Guido” la lettera inviata dall’illustrissimo arcivescovo. Lo ringrazia quindi per il favore dei suoi “comandamenti” e lo supplica di continuare a servirsi di lui con ogni autorità, dichiarandosi tra i più obbligati ai suoi servizi. La lettera si chiude con formula di ossequio, data “Parigi li 2 Agosto 1651” e firma.

Il documento appartiene alla corrispondenza diplomatica ed ecclesiastica di Guidi di Bagno durante la nunziatura francese, in un momento in cui il ruolo del nunzio apostolico implicava rapporti continui con prelati, autorità politiche e ambienti religiosi. 

Nicolò Guidi di Bagno (1583–1663), ecclesiastico e diplomatico pontificio, fu arcivescovo titolare di Atene e nunzio apostolico in Francia. Appartenente a una famiglia nobile mantovana, svolse importanti incarichi per la Santa Sede e fu creato cardinale nel 1657.

Termine asta:

35g 7o 14m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 116

Autografi di Onorato Honorati e Mario Alberizzi Cardinali Lettere Autografe Nomine Nunzio Apostolico

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Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettere interamente autografe di Mario Alberizzi e Onorato Honorati, redatte sul medesimo foglio ripiegato e datate rispettivamente Roma, 1° febbraio 1671, e 6 febbraio 1671. La prima missiva, indirizzata a monsignor Honorati a Jesi, occupa una facciata del foglio; la risposta è vergata sulle carte rimaste libere. Sul verso compare il pannello d’indirizzo con il nome del destinatario, insieme alle piegature postali, a tracce della chiusura e ad antiche annotazioni archivistiche, tra cui le segnature numeriche “137” e “138”. 

Nella missiva Alberizzi ringrazia Honorati per il cortese interessamento e per le espressioni benevole ricevute in occasione della propria nomina. La lettera, dal tono deferente e confidenziale, contiene anche riferimenti al viaggio che il prelato si apprestava a intraprendere, e si chiude con formule di riconoscenza e disponibilità personale. Honorati risponde direttamente sul medesimo documento pochi giorni più tardi, ricambiando le congratulazioni e sviluppando una comunicazione di carattere personale ed ecclesiastico. Le due scritture, chiaramente distinte per ductus e impostazione, documentano così l’intero scambio epistolare, conservando insieme la lettera originaria e la relativa risposta.

Il carteggio si colloca nel febbraio 1671, all’inizio della missione diplomatica di Mario Alberizzi presso la corte imperiale asburgica: nominato arcivescovo titolare di Neocesarea del Ponto il 19 gennaio, egli sarebbe stato inviato poco dopo a Vienna come nunzio apostolico. L’attribuzione a Honorati di una contemporanea nomina alla nunziatura di Colonia non trova invece conferma nei dati biografici disponibili: Onorato Honorati fu vescovo di Urbania e Sant’Angelo in Vado e non risulta creato cardinale. Il documento testimonia pertanto soprattutto i rapporti personali e curiali fra i due prelati e lo scambio di congratulazioni legato ai nuovi incarichi ecclesiastici di Alberizzi.

Mario Alberizzi (1609–1680), ecclesiastico e diplomatico pontificio, fu segretario della Congregazione di Propaganda Fide e nunzio apostolico presso la corte imperiale dal 1671 al 1675. Creato cardinale da Clemente X nel 1675, fu in seguito vescovo di Tivoli.

Onorato Honorati (1596–1683), prelato originario di Jesi, fu nominato nel 1636 primo vescovo delle diocesi unite di Urbania e Sant’Angelo in Vado. Promosse l’organizzazione delle nuove diocesi, istituendo seminari e celebrando il primo sinodo diocesano.

Termine asta:

35g 7o 15m 1s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 117

Autografo di Francesco Maria Casini Cardinale Lettera Arrivo di una Carrozza

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Interessante lettera del cardinale Francesco Maria Casini, datata 14 ottobre 1713, redatta a Roma e indirizzata al nipote Paolo Casini.

Nella missiva il Cardinale racconta il movimentato arrivo di una carrozza, avvenuto durante un violento acquazzone, riferendo delle difficoltà incontrate e rassicurando il destinatario circa la buona riuscita delle operazioni, essendo stato comunque possibile mettere in salvo la merce trasportata.

Nella parte conclusiva Casini informa inoltre il nipote di avere preso contatto con Ferdinando in relazione ad alcuni affari, precisando di essere ancora in attesa di una risposta.

Documento di piacevole contenuto, capace di restituire un vivido spaccato della quotidianità, dei rapporti familiari e degli affari nei primi anni del XVIII secolo.

Francesco Maria Casini (Arezzo, 11 novembre 1648 – Roma, 14 febbraio 1719) fu religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, teologo e apprezzato predicatore. La sua fama oratoria lo portò a predicare in numerose città italiane e francesi e, successivamente, presso la corte pontificia. Predicatore del Palazzo Apostolico sotto Clemente XI, fu creato cardinale nel concistoro del 18 maggio 1712 e ricevette il titolo cardinalizio di Santa Prisca. Fu autore di numerose prediche e opere di carattere religioso e teologico.

Lettera viaggiata, impreziosita da un bellissimo sigillo cardinalizio, perfettamente conservato e integro, elemento di particolare fascino e interesse collezionistico.

Termine asta:

35g 7o 16m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 118

Autografo di Troiano Acquaviva d’Aragona Futuro Cardinale Lettera Invito Incontro

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Troiano Acquaviva d’Aragona, futuro cardinale, datata Ancona, 5 giugno 1723 e indirizzata al signor Albergati. Conserva sul verso un’annotazione con il nome dell’autore, il luogo e la data. 

Nella missiva Acquaviva comunica di avere ricevuto la lettera del destinatario e si scusa per un episodio, del quale non precisa la natura, assicurando tuttavia che il ritardo o l’inconveniente non è dipeso da lui e che non è venuto meno ai propri doveri. Prosegue esprimendo la speranza che Albergati si rechi alla fiera di Senigallia, occasione nella quale avrebbe l’onore e la consolazione di incontrarlo. Qualora il destinatario non potesse partecipare alla fiera, Acquaviva dichiara che lo accoglierà a Loreto. Conclude con una formula di riguardo e con la firma autografa.

La provenienza anconetana è coerente con l’incarico ricoperto da Acquaviva, governatore pontificio di Ancona dal 1721 al 1725. I riferimenti alla fiera di Senigallia e a Loreto collocano la corrispondenza nella rete di relazioni personali e istituzionali intrattenute durante il suo governo delle Marche.

Troiano Acquaviva d’Aragona (Atri, 1694–Roma, 1747), ecclesiastico e diplomatico, fu creato cardinale nel 1732 con il titolo di Santa Cecilia e nominato arcivescovo di Monreale nel 1739. Rappresentò presso la Santa Sede gli interessi delle corti di Spagna e di Napoli

Termine asta:

35g 7o 17m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 119

Autografo di Giovanni Ottavio Bufalini Cardinale Lettera Ringraziamenti Regalo Vini

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera manoscritta con firma del cardinale Giovanni Ottavio Bufalini, redatta a Città di Castello il 1 ottobre 1771 e indirizzata a Giuseppe Venuti di Cortona, abate e antiquario. Presente sul verso l’indirizzo manoscritto del destinatario.

Nella missiva Bufalini ringrazia Venuti per il legato di vini giunto da Cortona in quello stesso giorno, insieme alla lettera del 21 settembre. Il cardinale riconosce nel dono un segno delle “gentili maniere” del destinatario, già apprezzate nelle poche ore trascorse in sua compagnia, e si dichiara sensibile alla cortese memoria e alle espressioni di stima ricevute. Prosegue manifestando il proprio rammarico per non essersi potuto trattenere più a lungo con Venuti e conclude con formule di saluto e distinta stima.

Giovanni Ottavio Bufalini (1709–1782), ecclesiastico italiano, fu nunzio apostolico in Svizzera e creato cardinale da Clemente XIII. Membro di una famiglia umbra di antica nobiltà, ricoprì incarichi diplomatici e curiali, mantenendo legami con ambienti religiosi e culturali del Settecento.

Termine asta:

35g 7o 18m 1s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 120

Autografo Federico Guglielmo III Re Prussia Frammento di Lettera Fratello Massone

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Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Autografo di Federico Guglielmo III di Hohenzollern, re di Prussia, su frammento conclusivo di lettera in lingua francese, datato «Berlin, ce 8 Mai 1837» e applicato su supporto in cartoncino. Il frammento, ricavato dalla parte finale di una lettera più ampia, presenta margini irregolari e una leggera brunitura della carta. 

La parte conservata reca la formula «Monsieur mon Frère», seguita dal congedo «de Votre Majesté le bon frère» e dall’ampia firma «Frédéric Guillaume». La data è disposta sulla metà sinistra, mentre la formula di congedo e la sottoscrizione reale occupano quella destra. La lettera originaria era dunque presumibilmente indirizzata a un «fratello», termine che ricorre nel linguaggio massonico per indicare gli appartenenti alla loggia.

Il riferimento assume interesse in relazione ai documentati rapporti istituzionali del re con la massoneria prussiana. Nel 1798 Federico Guglielmo III assunse infatti il protettorato sulle tre grandi logge massoniche riconosciute di Berlino, ponendole sotto la protezione della Corona. 

Federico Guglielmo III di Hohenzollern (1770–1840), re di Prussia dal 1797, governò durante le guerre napoleoniche e la successiva restaurazione europea. Promosse la riorganizzazione amministrativa e militare dello Stato e mantenne un rapporto ufficiale di protezione con le maggiori istituzioni massoniche berlinesi.

Termine asta:

35g 7o 19m 1s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 121

Autografo di Josef Radetzky Maresciallo su Ordine Militare circa Piano di Marcia

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Stima: 500 - 700€

Descrizione:

Autografo di Josef Radetzky su documento manoscritto in lingua tedesca, datato Monza 29 maggio 1853 e indirizzato all’Imperial Regio Comando Militare della città di Brescia (k.k. Militär Stadt-Commando zu Brescia).

Il documento, contraddistinto dal numero di protocollo “Präsid. Nr. 4376”, contiene precise disposizioni di carattere logistico-militare relative al trasferimento di un contingente destinato al 62° Reggimento di Fanteria di Linea. Al Comando di Brescia viene trasmesso il piano per la prosecuzione della marcia di un “Ergänzungs-Transport”, ossia un contingente di uomini destinato al completamento o rinforzo del reparto, impartendo l’ordine di provvedere direttamente a tutto quanto necessario per il suo alloggiamento e vettovagliamento.
Viene inoltre disposto che copia del piano di marcia sia comunicata al reparto interessato per opportuna conoscenza.
La firma, ampia e fortemente caratterizzata, è apposta nella parte inferiore del documento.

Documento rappresentativo dell’amministrazione militare austriaca nel Lombardo-Veneto e particolarmente significativo per la datazione, essendo stato redatto durante gli anni nei quali Radetzky esercitava il massimo potere militare e politico nei territori italiani dell’Impero asburgico. 

Josef Wenzel Radetzky von Radetz (1766-1858) fu uno dei più celebri comandanti militari dell’Impero austriaco. Partecipò alle guerre contro l’Impero ottomano e successivamente alle guerre napoleoniche, raggiungendo il grado di feldmaresciallo. La sua fama è soprattutto legata alle campagne italiane del 1848-1849, durante le quali sconfisse l’esercito piemontese nelle decisive battaglie di Custoza e Novara, assicurando temporaneamente il mantenimento del controllo austriaco sul Lombardo-Veneto. Dal 1849 al 1857 ricoprì l’incarico di governatore generale del Regno Lombardo-Veneto, divenendo una delle figure centrali della presenza asburgica nell’Italia settentrionale nella prima metà dell’Ottocento.

Termine asta:

35g 7o 20m 1s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 122

Autografo di Quirico Filopanti Politico Lettera Decifrazione Logogrifo

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Stima: 0

Descrizione:

Lettera interamente autografa con di Quirico Filopanti, datata Bologna, 21 Aprile 1889 e indirizzata a un «Caro Cavaliere», identificato come Pietro Neri, verosimilmente Pietro Neri-Baraldi. 

Nella missiva Filopanti riprende un gioco enigmistico condiviso con il destinatario, osservando che, dopo avere già impiegato del tempo nel «diciframento del logogrifo» costruito sulla lunga parola «Risurrezione», vale la pena perderne ancora un poco per completarne la spiegazione. La data coincide con la domenica di Pasqua del 1889, circostanza che rende particolarmente appropriata la parola scelta come base dell’enigma. Esaminando le combinazioni più difficili, Filopanti affronta anzitutto l’indizio relativo a una città della Sardegna, che identifica con Ozieri, descritta come una piccola città non lontana da Sassari. Passa quindi alla definizione di un «nominato Apostolo» composto da quattro lettere e constata che nessuno dei nomi degli apostoli corrisponde esattamente alla soluzione richiesta; elenca perciò i quattordici nomi da lui considerati. Filopanti propone allora di cercare un personaggio chiamato apostolo a titolo onorifico oppure attraverso un gioco di parole. La soluzione sarebbe stata vicinissima al destinatario: il suo cognome «Neri», con allusione a san Filippo Neri, fondatore dell’Oratorio e dell’Ospizio dei Pellegrini e tradizionalmente ricordato come apostolo di Roma. 

La lettera documenta un rapporto fondato sul comune interesse per i giochi di parole e per la soluzione di enigmi, sviluppati da Filopanti con riferimenti geografici, biblici e onomastici. Si conclude con l’augurio «State sempre sano ed allegro» seguito dalla firma autografa «Filopanti».

Quirico Filopanti, pseudonimo di Giuseppe Barilli (1812–1894), fu matematico, docente, patriota e uomo politico italiano. Partecipò alla Repubblica Romana del 1849, insegnò meccanica e idraulica all’Università di Bologna e fu deputato, affiancando all’attività politica numerosi studi scientifici e divulgativi.

Termine asta:

35g 7o 21m 1s

Prezzo di partenza:

€ 0,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 123

Autografo di Jessie Meriton White Lettera Emancipation of Italy Fund

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Stima: 0

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Jessie Meriton White, datata 1 gennaio 1857, scritta su carta intestata “Office of the Emancipation of Italy Fund Committee”, con sede al 22 di Sloane Street, Knightsbridge, London. Il documento presenta una significativa lacuna laterale, con margine irregolare e tracce compatibili con bruciatura, verosimilmente dovute a un tentativo di distruzione non completato; nonostante la perdita di una porzione del foglio, restano leggibili l’intestazione, buona parte del testo, la formula di chiusura e la firma.

Nella missiva Jessie Meriton White scrive che il signor Giuseppe Mazzini desidera che il ricavato o l’ammontare raccolto dal comitato venga devoluto secondo le indicazioni comunicate. Aggiunge che Mazzini sarà molto grato al destinatario e dichiara il proprio impegno a promuovere le sottoscrizioni per quanto possibile. La lettera si chiude con formula di saluti e con la firma “Jessie Meriton White”.

Il documento si lega direttamente all’attività dell’“Emancipation of Italy Fund Committee”, comitato britannico nato nel 1857 con lo scopo di raccogliere fondi a sostegno della causa italiana, dei patrioti in esilio e del movimento per l’indipendenza e l’unità nazionale. Il riferimento esplicito a Mazzini e alla distribuzione dei fondi colloca la lettera in un contesto operativo del Risorgimento internazionale, nel quale gli ambienti liberali britannici svolsero un ruolo di sostegno politico, economico e propagandistico alla causa italiana.

Jessie Meriton White Mario (1832–1906), patriota, giornalista e scrittrice inglese, fu una delle più attive sostenitrici del Risorgimento italiano. Collaborò con Mazzini e Garibaldi, partecipò come infermiera alle campagne garibaldine e dedicò numerosi scritti alla storia e ai protagonisti dell’unificazione italiana.

Termine asta:

35g 7o 22m 1s

Prezzo di partenza:

€ 0,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 124

Autografo di Renato Fucini Poeta Lettera Accettazione Invito

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Stima: 0

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Renato Fucini, datata «Firenze, lì 9 febbraio 1899» e indirizzata alla scrittrice Cesira Pozzolini Siciliani, indicata sulla busta come «Cesira Siciliani». Presente la relativa busta, applicata direttamente alla lettera. 

Nella missiva Fucini accetta «con vero piacere» il cortese invito della destinataria, ponendo tuttavia una condizione: verso le nove dovrà allontanarsi per un impegno al quale non può assolutamente mancare. Con tono garbatamente ironico, prevede quindi di doversi alzare «come un ospite da trattoria» e voltare le spalle al salotto della scrittrice. Chiede anticipatamente perdono per la scortesia e osserva che Cesira è «la più gentile delle signore», mentre lui è «il più sfacciato degli uomini». Conclude con cordiali saluti, anche da parte della moglie Emma, e firma.

La datazione fiorentina si accorda con il rapporto professionale di Fucini con la città, nella quale svolse parte della propria attività e prestò servizio anche presso la Biblioteca Riccardiana. La lettera documenta inoltre, attraverso il tono confidenziale e scherzoso, la frequentazione personale tra il poeta e Cesira Pozzolini Siciliani.

Renato Fucini (1843–1921), poeta e scrittore italiano, fu noto anche con lo pseudonimo di Neri Tanfucio. Autore dei Cento sonetti in vernacolo pisano e delle novelle raccolte nelle Veglie di Neri, affiancò all’attività letteraria diversi incarichi scolastici e bibliotecari.

Termine asta:

35g 7o 23m 1s

Prezzo di partenza:

€ 0,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 125

Autografo di Maria Gravina Cruyllas Lettera d'Amore a D'Annunzio 1898

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Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Maria Gravina Cruyllas, redatta su carta intestata e datata Francavilla al Mare, 19 gennaio 1898. Indirizzata a Gabriele d’Annunzio, è accompagnata dalla relativa busta viaggiata, recante il nome del poeta, con timbri postali di Francavilla al Mare e di Parigi. 

La missiva costituisce un’intensa dichiarazione d’amore. Maria affida a d’Annunzio la parte più bella della propria anima e tutta la sua tenerezza, ribadendo la profondità di un sentimento che considera interamente rivolto a lui. Afferma inoltre che il suo cuore non lo abbandonerà mai, esprimendo una dedizione affettiva assoluta e persistente.

La lettera documenta il legame personale tra Maria Gravina Cruyllas e Gabriele d’Annunzio in una fase successiva agli anni centrali della loro relazione. La data e il contenuto mostrano il permanere di un forte coinvolgimento sentimentale, mentre la busta viaggiata consente di ricostruire concretamente l’invio della corrispondenza da Francavilla al Mare a Parigi.

Maria Gravina Cruyllas di Ramacca, nobildonna siciliana sposata con il conte Ferdinando Anguissola di San Damiano, fu legata a Gabriele d’Annunzio negli anni Novanta dell’Ottocento. Dal loro rapporto nacque nel 1893 Renata, chiamata affettuosamente dal poeta «Cicciuzza» e «Sirenetta».

Termine asta:

35g 7o 24m 1s

Prezzo di partenza:

€ 30,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 126

Autografo di Luisa Baccara Pianista Fotografia su Cartoncino e Dedica

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Stima: 500 - 700€

Descrizione:

Fotografia in bianco e nero con dedica autografa e firma di Luisa Baccara, applicata su supporto cartonato decorato con inserti di carta a motivo di pizzo, datata Bologna, 23 febbraio 1916.

Il ritratto raffigura la pianista in posa morbida, con il volto leggermente inclinato e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo, secondo un gusto fotografico elegante e pittorialista. Il supporto presenta una composizione decorativa ricercata, con cartoncino e applicazioni bianche traforate agli angoli. In basso sono visibili le indicazioni dello studio fotografico, “F. Scattola” e “Venezia”. La dedica manoscritta, tracciata sul cartoncino sotto e a lato dell’immagine, è rivolta "con profonda amicizia" ad un professore; di seguito sono presenti la firma “Luisa Baccara” e la data “Bologna 23 II 916”, corrispondente al 23 febbraio 1916.

Il documento unisce il ritratto fotografico d’artista alla testimonianza autografa della pianista, in una veste materiale particolarmente curata. La datazione al 1916 colloca l’immagine negli anni della piena attività musicale di Baccara, prima del suo più noto legame con Gabriele d’Annunzio, con il quale avrebbe poi condiviso una lunga stagione al Vittoriale.

Luisa Baccara (1892–1985), pianista veneziana, fu interprete di formazione colta e figura legata agli ambienti artistici del primo Novecento. È ricordata anche per il lungo rapporto con Gabriele d’Annunzio, accanto al quale visse al Vittoriale degli Italiani.

Termine asta:

35g 7o 25m 1s

Prezzo di partenza:

€ 120,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 127

Autografo di Émile Zola Scrittore Frammento Frontespizio La Confession De Claude e Stampa Fotografica

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Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Autografo dello scrittore Émile Zola su frammento di frontespizio de La Confession de Claude, recante dedica autografa. Nella parte superiore del foglio, sopra il titolo stampato, Zola scrive: “à Monsieur l’aperceur/Hommage de l’auteur”, seguito dalla firma “Émile Zola”. Il supporto conserva la porzione del frontespizio con il titolo dell’opera, mentre i margini risultano irregolari, separati dal volume originario.

La dedica è apposta su un frammento relativo a La Confession de Claude, romanzo d’esordio di Zola, pubblicato nel 1865. La formula presenta il libro come omaggio dell’autore a un destinatario.
Al frammento autografo è unita una stampa con ritratto di Émile Zola, resa con effetto grafico a tratteggio, quasi da incisione o schizzo. Lo scrittore è raffigurato a mezzo busto, con occhialino, barba e giacca scura, entro un ovale ombreggiato; sotto l’immagine compare la firma a stampa “Émile Zola” e, in basso, l’indicazione tipografica “Printed by Chaudon & Sorrant, Paris”. La dicitura sotto il ritratto segnala che l’immagine è ricavata da una fotografia.

L’insieme accosta un raro riferimento al primo romanzo di Zola a un’immagine editoriale dello scrittore, offrendo una testimonianza legata agli esordi della sua produzione narrativa e alla successiva costruzione della sua riconoscibilità pubblica.

Émile Zola (1840–1902) fu scrittore, giornalista e saggista francese, tra i principali esponenti del naturalismo. Autore del ciclo dei Rougon-Macquart, intervenne con forza nel dibattito pubblico francese, soprattutto durante l’affaire Dreyfus con il celebre "J’accuse…!"

Termine asta:

35g 7o 26m 1s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


LOTTO 128

Autografo di Paul Verlaine Poeta Componimento Satirico Inedito con Disegno

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Stima: 12.000 - 15.000€

Descrizione:

Manoscritto poetico autografo firmato «P. Verlaine», non datato, redatto in francese a inchiostro nero su un foglio. Nell’angolo superiore del recto compare il titolo di lavoro «Fable ou histoire». Il testo presenta numerose cancellature, sovrascritture, caratteristiche di una prima stesura elaborativa. Il recto si conclude con il verso «Grand’Route» e con la firma contratta dell’autore; l’ultima strofa prosegue sul verso del foglio. 

La composizione può essere ricondotta al 1895 sulla base della redazione in pulito riprodotta l’anno seguente nella rivista La Plume. Il componimento appartiene dunque alla fase estrema dell’attività di Verlaine, a meno di un anno dalla morte, avvenuta l’8 gennaio 1896.

La prima pubblicazione conosciuta del testo in facsimile apparve nel numero doppio di La Plume, VIII anno, nn. 163-164, 15 febbraio 1896, fascicolo commemorativo pubblicato poche settimane dopo la morte del poeta. La stesura riprodotta dalla rivista, datata «le 10 Mars 1895», reca la dedica «à Léon Vanier» e la firma estesa «Paul Verlaine». Nell’agosto dello stesso anno il componimento venne incluso, con il titolo Anecdote, nella raccolta postuma Invectives, pubblicata a Parigi dall’editore Léon Vanier.

Il confronto con la redazione in pulito mostra che il presente foglio conserva una fase precedente e ancora mobile del componimento. Già nell’incipit la lezione «Selon l’incurable légende» viene successivamente sostituita da «Suivant l’immuable légende». Nei versi centrali si osservano ripensamenti relativi alla definizione degli editori e dei poeti, con parole cassate e riscritte, mentre la formulazione «sur quoi vivre» viene abbandonata a favore di «pour rompre ses diètes». Nella battuta attribuita all’editore si susseguono tentativi quali «martyrisez» e «pressez», prima dell’efficace verbo «volez», conservato nella versione definitiva.
Sul verso, la chiusa è ancora in corso di assestamento: «lui répliqua» verrà regolarizzato nel presente «lui réplique», mentre le ultime parole relative al «bien de la République» appaiono inizialmente abbreviate e solo parzialmente sviluppate. La distribuzione del testo sulle due facciate, l’abbondanza dei pentimenti e la firma apposta prima dell’ultima strofa confermano il carattere di stesura di lavoro del documento.

Il componimento propone una variazione sarcastica sulla figura convenzionale del poeta affamato. Il protagonista si reca presso un editore della propria cerchia per ottenere uno o due maravédis, somma minima necessaria a interrompere il digiuno. L’editore, lamentando le scarse vendite, lo accusa di derubarlo «come sulla strada maestra»; il poeta replica che, per il bene della Repubblica, non esistono abbastanza ladri come lui. Il gioco fonetico fra serein, «sereno», e serin, «canarino», accentua il registro burlesco.
Questo riflette concretamente la difficile condizione economica vissuta da Verlaine negli ultimi anni parigini e il suo rapporto ambivalente con Léon Vanier, editore delle sue opere e fonte di piccoli anticipi, ma anche bersaglio ricorrente delle sue invettive. Più che un vero «testamento», il componimento costituisce un episodio di satira autobiografica nel quale la miseria del poeta viene trasformata in argomento polemico e in gioco metrico.

I due schizzi sul verso appartengono all’apparato grafico della pagina di lavoro e non compaiono nella redazione destinata alla stampa. È plausibile riconoscere nel profilo più marcato una caricatura riferibile a Léon Vanier, direttamente coinvolto nel contenuto della poesia. L’identificazione del secondo volto con Arthur Rimbaud rimane suggestiva ma non dimostrabile sulla sola base dei tratti fisionomici visibili; è pertanto opportuno presentarla come ipotesi. La compresenza di versi, correzioni e disegni documenta il carattere privato e operativo del foglio.

Traduzione italiana:

Il poeta, morendo di fame,
secondo l’immutabile leggenda,
andò infine a bussare
da un editore della sua cricca.

La sua cricca, perché sono banditi
siffatti editori e poeti,
allo scopo di ottenere un maravedí
o due, per interrompere i suoi digiuni.

L’editore, che aveva appena
venduto... una sola edizione intera,
rispose in breve: «Vecchio mio, voi mi
derubate come sulla strada maestra».

Il poeta, sempre sereno,
e sempre “canarino”, gli replica:
«Di ladri come me, temo
che non ve ne siano abbastanza per il bene della Repubblica».

Paul Verlaine (1844–1896), poeta francese tra i principali esponenti del simbolismo, fu autore dei Poèmes saturniens, delle Fêtes galantes, delle Romances sans paroles e di Sagesse. La musicalità del verso e la ricerca di nuove cadenze esercitarono una profonda influenza sulla poesia europea.

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Inizio asta 17/09/2026 12:00:00


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