Asta Autografi Antichi


Il Catalogo 37 – Prima Sezione - Manoscritti e Autografi Antichi propone un’asta di straordinario interesse storico e collezionistico, costruita attorno a una selezione di autografi, manoscritti e testimonianze documentarie che attraversano secoli di storia europea, letteratura, musica, politica e devozione. La vendita, attiva dal 30 aprile al 7 maggio, riunisce figure di primo piano come Edoardo VI d’Inghilterra, protagonista di uno dei lotti più importanti del catalogo, accanto a nomi di grande fascino come Tommaso Francesco di Savoia, Principe Eugenio di Savoia, Ranuccio Farnese, Cesare d’Este, Maria Teresa d’Asburgo, Federico II di Hohenzollern, Cesare Beccaria, Vincenzo Monti, Camillo Benso Conte di Cavour e Giuseppe Sarto, futuro papa Pio X.

Tra i top lot spicca l’autografo di Giacomo Puccini, testimonianza diretta di uno dei massimi compositori italiani, il cui nome resta indissolubilmente legato alla grande tradizione operistica internazionale. Di grande rilievo anche la lettera di Guy de Maupassant, autore imprescindibile della letteratura francese dell’Ottocento, capace ancora oggi di attirare l’attenzione di studiosi e collezionisti per la forza della sua figura intellettuale e per la rarità del materiale autografo.

Sul piano storico emerge con particolare prestigio il documento di Edoardo VI d’Inghilterra, presenza di assoluto valore per rarità e importanza dinastica, mentre tra i manoscritti antichi si distingue il magnifico antifonario medievale miniato del XIV secolo su pergamena, lotto di eccezionale suggestione, capace di unire valore artistico, liturgico e testimoniale.

Il catalogo si segnala così per ampiezza e qualità, offrendo una panoramica che va dalle grandi corti europee alla cultura letteraria e musicale, fino alla manoscrittura religiosa medievale. Tutti i cimeli in asta sono certificati da Autografia, garanzia fondamentale di autenticità e affidabilità per collezionisti, studiosi e appassionati.


LOTTO 101

Autografo Edoardo VI d'Inghilterra Lettera Patente Nobile Fiorentino

Consulta la scheda completa

Stima: 8.000 - 10.000€

Descrizione:

Lettera patente manoscritta con autografo di Edoardo VI d’Inghilterra, redatta il 9 aprile 1548 su pergamena in latino cancelleresco, con sottoscrizione reale “Edward” e firme coeve del Duca di Somerset e di Petrus Vannes. Si tratta di un documento ufficiale integro, di grande formato,  e tracce del sigillo, rivolto al fiorentino Bartolomeo Compagni, qualificato nel testo come uomo di fiducia della Corona.

Nel contenuto la pergamena si configura come una raccomandazione sovrana a favore di Bartolomeo Compagni, inviato o fiduciario attivo presso le corti italiane. Il re invita le autorità destinatarie a prestargli favore, assistenza e protezione, riconoscendone implicitamente il ruolo ufficiale e la piena affidabilità. Non si tratta dunque di una semplice formula di passaggio, ma di un attestato di credito politico e personale, destinato a garantire al Compagni accoglienza e cooperazione nello svolgimento dei suoi incarichi.

Il documento si inserisce nel primo periodo del regno di Edoardo VI, in una fase delicata per la monarchia inglese, segnata dalla reggenza e dalla definizione dei nuovi equilibri religiosi e diplomatici dell’Inghilterra protestante. In tale contesto, i rapporti con il continente e con gli ambienti italiani avevano anche valore strategico, sia sul piano politico sia su quello finanziario e informativo. La figura di Bartolomeo Compagni, mercante o agente di area fiorentina legato agli interessi inglesi, riflette bene questa rete internazionale di intermediari attivi tra corti, finanza e diplomazia.

Edoardo VI Tudor (1537–1553), figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour, fu re d’Inghilterra e d’Irlanda dal 1547 fino alla morte prematura. Pur regnando solo pochi anni, il suo nome resta legato al consolidamento della Riforma protestante in Inghilterra, avviata sotto la guida dei reggenti, in particolare Edward Seymour, duca di Somerset. Morì a soli quindici anni, lasciando uno dei regni più brevi della dinastia Tudor; anche per questo i documenti con sua firma autografa risultano oggi delle vere e proprie chimere collezionistiche, tra le più rare e ricercate nel mercato antiquario.

Termine asta:

19g 17o 23m 58s

Prezzo di partenza:

€ 1800,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 102

Autografo Tommaso Francesco Savoia Minuta Operazioni Militari Piemonte Conflitto Spagna Francia Lettera Cifrata

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Importante minuta interamente autografa di Tommaso Francesco di Savoia, Principe di Carignano, redatta e conservata come copia di lavoro di una comunicazione indirizzata al fratello, il cardinale Maurizio di Savoia.

Il documento, di carattere riservato, tratta operazioni militari in Piemonte nel contesto del conflitto tra forze filospagnole e francesi nel Ducato di Savoia. Viene in particolare discusso il comportamento del generale spagnolo Diego Felipe de Guzmán, marchese di Leganés, e le sue iniziative contro le truppe francesi stanziate nel territorio.

Elemento di eccezionale interesse è la presenza di numerosi passaggi in scrittura cifrata, inseriti all’interno del testo autografo per proteggere le informazioni più sensibili. La cifratura, tipica della corrispondenza politico-militare del Seicento, testimonia il livello di segretezza delle comunicazioni tra i membri della casa sabauda in una fase di estrema tensione strategica.

Il documento si colloca nel quadro delle guerre interne al Ducato di Savoia tra i cosiddetti “principisti”, sostenuti dalla Spagna, e i “madamisti”, filofrancesi, durante la reggenza di Maria Cristina di Borbone. In tale contesto Tommaso Francesco, pretendente al titolo ducale, svolse un ruolo militare e politico di primo piano.

La natura di minuta autografa — quindi non copia di segreteria ma stesura diretta dell’autore — unita alla presenza della cifratura, conferisce al documento un valore storico e collezionistico di assoluto rilievo.

Tommaso Francesco di Savoia (Torino 1596 – 1656), Principe di Carignano, fu figura centrale nelle vicende politiche e militari del Ducato di Savoia nel XVII secolo. Figlio di Carlo Emanuele I e di Caterina Michela d’Asburgo, si schierò con la fazione filospagnola durante le guerre civili sabaude, contrapponendosi a Maria Cristina di Francia. Partecipò a importanti operazioni militari e rivestì un ruolo chiave negli equilibri dinastici e strategici dell’area piemontese.

Autografo di eccezionale interesse per collezionisti di documenti sabaudi, storia militare del Seicento, diplomatica segreta e manoscritti con scrittura cifrata.

Termine asta:

19g 17o 24m 58s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 103

Autografo Principe Eugenio di Savoia Documento Accoglimento Ricorso Richiesta Denaro

Consulta la scheda completa

Stima: 600 - 800€

Descrizione:

Manoscritto con autografo di Eugenio di Savoia, Principe di Savoia e comandante imperiale, redatto a Milano il 15 febbraio 1715.

Documento con ampia intestazione nobiliare manoscritta che elenca i titoli del Principe, tra cui governatore e capitano generale nello Stato di Milano.
Il testo, di natura amministrativo-finanziaria, riguarda l’accoglimento del ricorso di Don Manuel Ochoa Aperreghi a favore della moglie Manuella Ochoa y Baos, con disposizione di pagamento della somma complessiva di lire 4.100, suddivisa tra grano (lire 3.100) e denaro contante (lire 1.000).

Il documento presenta la firma autografa di Eugenio di Savoia in calce, accompagnata dalla controfirma del Ministro de Colla e timbri del Ducato di Milano. Al verso è presente annotazione coeva di registrazione e riferimento alla somma (“1715…  4100”), tipica della gestione contabile dell’epoca.

Eugenio di Savoia (1663–1736) fu tra i più importanti condottieri dell’Europa moderna, al servizio dell’Impero asburgico. Protagonista delle guerre contro l’Impero Ottomano e nella guerra di successione spagnola, fu anche abile statista e amministratore. In qualità di governatore del Ducato di Milano esercitò un ruolo diretto nella gestione politica ed economica dei territori italiani sotto dominio austriaco. 

Termine asta:

19g 17o 25m 58s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 104

Autografo di Giovanni da Sommaia Pagamento Alamanno de Medici

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 500€

Descrizione:

Ricevuta di pagamento interamente autografa di Giovanni da Sommaia, padre del celebre giurista Girolamo da Sommaia, redatta l’8 aprile 1565 dalla villa di Sommaia, presso Firenze. 

Nel testo Giovanni da Sommaia attesta di aver ricevuto da Alemanno de’ Medici una somma composta da 10 pezzi di moneta d’argento e una staggia di grano, destinata alle monache del monastero di Montedomini. La ricevuta certifica formalmente l’avvenuto pagamento a favore dell’istituzione religiosa, fungendo da prova dell’avvenuta consegna.

Il documento si colloca nella Firenze medicea della seconda metà del Cinquecento dove Il monastero di Montedomini, importante centro caritativo cittadino, era sostenuto anche attraverso versamenti in denaro e in natura, come nel caso presente. Il riferimento alla villa di Sommaia evidenzia inoltre il legame tra residenze rurali e gestione patrimoniale delle élite fiorentine.

Giovanni da Sommaia appartenne a una famiglia fiorentina di rilievo e fu padre di Girolamo da Sommaia (1573–1635), noto giurista e docente di diritto a Pisa, figura centrale della cultura giuridica toscana del primo Seicento. La presente ricevuta testimonia l’attività amministrativa e il ruolo della famiglia nei circuiti economici e religiosi della Firenze medicea.

Termine asta:

19g 17o 26m 58s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 105

Autografo Ferrante Gonzaga Marchese di Castiglioni Lettera Giovanile

Consulta la scheda completa

Stima: 350 - 450€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Ferrante Gonzaga, marchese di Castiglione, redatta a Toledo (Spagna) il 5 aprile 1560 e indirizzata al Conte Gambara.

Nella missiva il marchese esprime sentiti ringraziamenti per una recente visita ricevuta, manifestando riconoscenza e comunica inoltre che i suoi studi procedono positivamente, lasciando intravedere un contesto di formazione e crescita personale, probabilmente legato alla permanenza in ambiente spagnolo sotto l’influenza della corte asburgica.

Il documento si colloca nel quadro dei rapporti tra le grandi famiglie italiane e la monarchia spagnola nel pieno del XVI secolo, periodo in cui membri della nobiltà come i Gonzaga erano frequentemente presenti nei territori della Corona di Spagna per incarichi politici, militari o per motivi educativi. Toledo, allora capitale imperiale, rappresentava uno dei principali centri del potere europeo.

Ferrante Gonzaga, appartenente al ramo dei marchesi di Castiglione, fu parte di una delle più importanti dinastie italiane del Rinascimento, strettamente legata agli equilibri politici tra Impero, Spagna e Stati italiani. La lettera testimonia una fase giovanile della sua vita, offrendo uno spaccato diretto della sua attività e delle relazioni personali.

Documento di notevole interesse storico e collezionistico.

Termine asta:

19g 17o 27m 58s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 106

Autografo di Ranuccio Farnese Duca Parma e Piacenza Concessione Privilegi Ducali

Consulta la scheda completa

Stima: 500 - 700€

Descrizione:

Documento a stampa con integrazioni manoscritte e sottoscrizione autografa di Ranuccio I Farnese duca di Parma e Piacenza. L’atto presenta in apertura l’intestazione tipografica con titolatura completa del duca (“Ranuccius Farnesius Parmae et Placentiae Dux IV…”) sormontata dallo stemma araldico inciso.

Il testo, in latino, è disposto in caratteri tipografici fitti e regolari, secondo la prassi amministrativa del primo Seicento, e formalizza una concessione di privilegi ducali, con disposizioni di natura giuridico-amministrativa volte a regolare diritti, esenzioni o benefici a favore di soggetti o comunità. Nella parte inferiore è presente la sottoscrizione autografa del duca (“Ranuccius Dux”), accompagnata da sigillo impresso in ceralacca rossa, elemento di autenticazione e validazione dell’atto. In calce compaiono ulteriori sottoscrizioni di funzionari e cancellieri ducali.

Esemplare di grande interesse storico-documentario, rappresentativo dell’attività normativa e concessoria della corte farnesiana nel primo Seicento.

Ranuccio I Farnese (1569–1622) fu duca di Parma e Piacenza dal 1592, appartenente alla potente dinastia Farnese. Succeduto al padre Alessandro, consolidò il potere ducale rafforzando l’amministrazione e l’autorità centrale dello Stato. Il suo governo fu caratterizzato da rigore politico e giudiziario, celebre anche per il processo contro i nobili coinvolti nella congiura del 1612. Sotto il suo dominio Parma conobbe stabilità istituzionale e sviluppo amministrativo.

Termine asta:

19g 17o 28m 58s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 107

Autografo di Cesare D'Este Duca di Modena e Reggio Condizioni di Salute Granduca Cosimo II de' Medici

Consulta la scheda completa

Stima: 500 - 700 €

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Cesare d’Este, Duca di Modena e Reggio, redatta il 9 agosto 1617 e indirizzata al Marchese Fabrizio Colloredo a Firenze.

Nella missiva il Duca manifesta viva attenzione per le condizioni del “Serenissimo Gran Duca”, identificabile in Cosimo II de’ Medici, chiedendo aggiornamenti circa il suo stato di salute. Il riferimento alla malattia – con ogni probabilità la gotta, di cui Cosimo II soffriva – assume particolare rilievo storico, considerando che il granduca sarebbe scomparso pochi anni dopo (1621).

Il documento si inserisce nel quadro delle relazioni diplomatiche tra la corte estense e quella medicea, entrambe protagoniste degli equilibri politici dell’Italia preunitaria. Cesare d’Este (1562–1628), primo duca di Modena dopo la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio, mantenne una fitta rete di contatti con le principali dinastie italiane, come testimoniato da questa lettera.

Il destinatario, Fabrizio Colloredo, appartenente a una delle più importanti famiglie nobili dell’area friulana e imperiale, fu personaggio inserito nei circuiti diplomatici e militari dell’epoca, attivo nei rapporti tra le principali corti italiane ed europee.


Termine asta:

19g 17o 29m 58s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 108

Autografo di Camillo II Gonzaga Conte di Novellara Lettera Decesso Madre

Consulta la scheda completa

Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Camillo II Gonzaga, Conte di Novellara, redatta a Novellara il 1° giugno 1627 e indirizzata al Marchese Francesco Castiglioni, esponente di rilievo dell’aristocrazia italiana del tempo. 

Nella missiva Gonzaga esprime con tono profondamente personale il proprio dolore per la morte della madre, Vittoria di Capua, figura di alto rango della nobiltà meridionale. Nella missiva si spiega che il Conte e le sorelle sono rimasti veramente afflitti per la scomparsa della madre.

Il documento si inserisce nel contesto delle relazioni tra le famiglie aristocratiche italiane del XVII secolo, in cui i legami personali e dinastici erano accompagnati da una fitta rete di corrispondenza.

 Camillo II Gonzaga (1581–1644), appartenente al ramo di Novellara della celebre dinastia gonzaghesca, governò il piccolo stato emiliano mantenendo rapporti con le principali corti italiane.


Termine asta:

19g 17o 30m 58s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 109

Autografo Francesco Farnese Duca Parma e Piacenza Lettera Nozze Duca

Consulta la scheda completa

Stima: 350 - 450€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Francesco Farnese, Duca di Parma e Piacenza. Il documento datato Parma, 29 dicembre 1695 è steso su carta vergata di area toscana con filigrana medicea, elemento di particolare pregio e non comune per la cancelleria parmense.

La missiva è indirizzata a un destinatario non identificato e contiene espressioni di cortesia e riconoscenza per le attenzioni ricevute. Il duca fa riferimento al periodo delle festività natalizie, ricambiando gli auguri e manifestando sentimenti di benevolenza e disponibilità nei confronti dell’interlocutore.

Il documento si colloca nei primi anni di governo di Francesco Farnese, salito al potere nel 1694, e in una fase significativa della sua vita personale e politica, immediatamente successiva al matrimonio con Dorotea Sofia di Neuburg, già vedova del fratello. Tale unione ebbe rilievo dinastico e diplomatico, inserendosi nel più ampio quadro degli equilibri tra le corti europee di fine Seicento.

Francesco Farnese (1678–1727) fu duca di Parma e Piacenza dal 1694. Appartenente alla dinastia farnesiana, governò con prudenza in un contesto politico complesso, segnato dalle rivalità tra le grandi potenze europee. Si distinse per una gestione attenta delle finanze ducali e per una politica equilibrata, fino alla crisi dinastica che seguì la sua morte.

Termine asta:

19g 17o 31m 58s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 110

Autografo di Cristina Maria di Borbone-Francia Lettera Marchese Villa

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettera autografa di Cristina di Francia, Duchessa di Savoia, indirizzata al Marchese Villa, Maresciallo di Campo di S.M.,redatta il 16 luglio 1652, nella quale la sovrana risponde a una precedente missiva ricevuta.

Nel testo la Duchessa esprime gratitudine per le notizie comunicate, facendo riferimento alla loro novità e rilevanza, e prende atto del desiderio manifestato dal destinatario di fermarsi ad Ivrea. Accenna inoltre a un’offerta precedentemente segnalata, trasmettendo con la presente l’avviso di Sua Maestà in merito. La Duchessa manifesta infine rammarico per le condizioni di salute del Maresciallo, sottolineando le sofferenze che lo affliggono.

La lettera presenta una postilla autografa del Marchese Villa, apposta per ricevuta e redatta in lingua francese, contenente risposta al contenuto della missiva.

Cristina di Francia (1606–1663), figlia di Enrico IV di Francia e Maria de’ Medici, fu Duchessa di Savoia e figura centrale della politica piemontese del XVII secolo. Durante la reggenza per il figlio Carlo Emanuele II consolidò il potere ducale, affrontando conflitti interni e rafforzando i rapporti con la Francia.

Il Marchese Villa a cui si riferisce questa missiva potrebbe identificarsi con il marchese Ghiron Francesco Villa, nobile e militare attivo al servizio dei Savoia nel XVII secolo.

Cristina Maria di Borbone-Francia (1606–1663), figlia di Enrico IV di Francia e Maria de’ Medici, fu duchessa di Savoia per matrimonio con Vittorio Amedeo I. Alla morte del marito resse la reggenza per il figlio, distinguendosi per abilità politica e ruolo centrale nella storia sabauda del Seicento.


Termine asta:

19g 17o 32m 58s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 111

Autografo di Ranuccio II Farnese Duca di Parma e Piacenza Lettera Ringraziamenti

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Ranuccio II Farnese, Duca di Parma e Piacenza,  datata Parma, 16 marzo 1686.

La missiva, indirizzata con formule di cortesia a un destinatario di rango, si configura come una lettera di ringraziamento: il duca esprime riconoscenza per l’omaggio ricevuto, consistente in pesce, dichiarando di averlo particolarmente gradito. Il testo si chiude con formule augurali e di deferenza, confermando il legame di reciproca considerazione tra mittente e destinatario.

Ranuccio II Farnese (1630–1694), duca di Parma e Piacenza dal 1646, succedette al padre Odoardo I sotto la reggenza della madre Margherita de’ Medici. Il suo governo fu segnato da difficoltà finanziarie e politiche, dovute anche ai debiti accumulati dal ducato e alle tensioni con lo Stato Pontificio e le potenze europee. Cercò di risanare le finanze con politiche fiscali rigorose e alienazioni di beni, senza però riuscire a invertire completamente la crisi. Sotto il suo dominio la corte farnesiana mantenne comunque un certo prestigio culturale. Alla sua morte nel 1694 lasciò il ducato al figlio Francesco Farnese.

Termine asta:

19g 17o 33m 58s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 112

Autografo di Rinaldo I d'Este Duca e Cardinale Lettera Sicurezza Parma

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600 €

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Rinaldo I d’Este, all’epoca cardinale e futuro Duca di Modena e Reggio, redatta il 19 maggio 1690. Documento  relativo dell’attività politico-amministrativa del prelato estense in età precedente alla sua ascesa al ducato.

La missiva affronta tematiche di carattere giudiziario e di ordine pubblico, con riferimento alla situazione della giustizia e della sicurezza nel territorio di Parma. Nel testo vengono inoltre menzionate questioni debitorie, segno di una gestione concreta e operativa di affari economico-amministrativi. 

Il documento si inserisce nel contesto politico dell’Italia di fine Seicento, caratterizzato da complessi equilibri tra potere ecclesiastico e autorità dinastiche ,che testimoniano l’attività amministrativa e il profilo politico di una figura di primo piano tra Chiesa e Stato nell’Italia barocca.


Rinaldo d’Este (1655–1737), creato cardinale nel 1686, rinunciò alla dignità cardinalizia nel 1695 per succedere al nipote Francesco II come duca di Modena e Reggio, divenendo una figura centrale nella politica estense tra XVII e XVIII secolo.

Termine asta:

19g 17o 34m 58s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 113

Autografo di Antonio Farnese Futuro Duca Lettera Augurio Nuovo Anno

Consulta la scheda completa

Stima: 350 - 500 €

Descrizione:

Lettera autografa di Antonio Farnese, futuro Duca di Parma e Piacenza, redatta a Piacenza il 30 dicembre 1713 e indirizzata al conte Giacomo Malaspina di Licciana.

Il testo, di carattere formale, è composto da espressioni di cortesia e augurio in occasione del nuovo anno, secondo la prassi epistolare tra membri della nobiltà. Il contenuto riflette i rapporti gerarchici e diplomatici tra casate.

Molto particolare la presenza del perfettamente conservato sigillo in ceralacca, con l'armoriale del Marchese di Sala (titolo onorifico scelto dal futuro Duca nel 1697 in occasione di un grand tour nelle capitali europee).

Antonio Farnese (1679–1731), duca di Parma e Piacenza dal 1727, fu l’ultimo esponente maschile della dinastia Farnese. Il suo breve governo segnò la conclusione della casata, con il passaggio dei territori ai Borbone dopo la sua morte.

Termine asta:

19g 17o 35m 58s

Prezzo di partenza:

€ 70,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 114

Autografo di Federico II di Hohenzollern Re di Prussia Atto Promozione Maggiore Esercito Prussiano

Consulta la scheda completa

Stima: 700 - 900€

Descrizione:

Autografo di Federico II di Prussia su atto ufficiale in tedesco, emesso in nome di Sua Maestà Reale di Prussia, con il quale si dispone la promozione di George Ludwig Alexander von Bosse dal grado di tenente (Leutnant) a quello di maggiore (Majorem) all’interno di un reggimento dell’esercito prussiano.

Il documento manoscritto su carta filigranata, datato Berlino, 14 dicembre 1753 e redatto in tedesco con formule amministrative di ambito militare, presenta menzione esplicita dell’autorità regia (“Seine Königliche Majestät in Preußen”).

Federico II di Prussia, detto Federico il Grande (1712–1786), fu re di Prussia dal 1740 e uno dei principali protagonisti della politica europea del XVIII secolo. Sovrano illuminato, riformò profondamente lo Stato prussiano rafforzandone l’amministrazione, la giustizia e soprattutto l’esercito, che divenne uno dei più efficienti d’Europa. Fu protagonista delle guerre di successione austriaca e della Guerra dei Sette Anni, consolidando il ruolo della Prussia come grande potenza. Uomo di cultura, fu anche musicista, scrittore e corrispondente di Voltaire, incarnando il modello del sovrano illuminato.

Termine asta:

19g 17o 36m 58s

Prezzo di partenza:

€ 200,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 115

Autografo Maria Teresa d'Asburgo Lettera Auguri Feste Cardinale Priuli

Consulta la scheda completa

Stima: 500 - 700 €

Descrizione:

Lettera manoscritta, con autografo di “Maria Theresia”, Imperatrice del Sacro Romano Impero, regina di Germania, Ungheria e Boemia, Regina arciduchessa d’Austria, datata 16 gennaio 1762 e redatta in latino cancelleresco

Il documento è indirizzato al cardinale Antonio Priuli, qualificato con formula solenne “Reverendissimo in Christo Patri… amico nostro carissimo”, e si configura come lettera di cortesia istituzionale. Il contenuto, di tono formale e deferente, è legato alle festività: l’imperatrice esprime sentimenti di benevolenza, gratitudine e augurio in occasione del nuovo anno, richiamando la ricorrenza della nascita del Salvatore e formulando auspici di prosperità, salute e continuità dei favori divini per il destinatario e per la Chiesa.

Al verso è presente l’indirizzo manoscritto al cardinale Priuli, accompagnato da sigillo cartaceo impresso con aquila imperiale.

Maria Teresa d’Austria (1717–1780), unica donna a regnare sugli Stati asburgici, fu figura centrale dell’Europa del XVIII secolo. Promosse riforme amministrative, fiscali e militari, rafforzando lo Stato e mantenendo un ruolo di primo piano nei rapporti con la Chiesa e le principali potenze europee.

Termine asta:

19g 17o 37m 58s

Prezzo di partenza:

€ 140,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 116

Autografo di Vittorio Amedeo III di Savoia Decreto Causa Legale

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 500€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Vittorio Amedeo III di Savoia, Re di Sardegna, redatta a Moncalieri il 30 novembre 1787. Documento, con sottoscrizione “V. Amedeo” e presenza di grande sigillo in ceralacca, ben conservato, elemento di forte rilevanza diplomatica e formale.

Nella missiva il sovrano dispone in merito a una controversia legale tra la famiglia Boncompagni e il causidico Bossetti, autorizzando il Conte Botto a continuare a esercitare le funzioni di relatore nella causa. Il testo si inserisce nel linguaggio giuridico-amministrativo dell’epoca e riflette l’intervento diretto dell’autorità sovrana nelle dinamiche giudiziarie e nella gestione delle competenze.

Vittorio Amedeo III (1726–1796), re dal 1773, fu protagonista della fase finale dell’Antico Regime sabaudo, impegnato nel rafforzamento delle istituzioni e nel mantenimento dell’equilibrio politico in un periodo di crescenti tensioni europee alla vigilia della Rivoluzione francese.


Termine asta:

19g 17o 38m 58s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 117

Autografo di Luigi I Boncompagni Ludovisi Lettera Principe Piombino

Consulta la scheda completa

Stima: 220 - 280€

Descrizione:

Autografo di Luigi I Boncompagni Ludovisi, Principe di Piombino, su lettera manoscritta datata Roma, 20 luglio 1833.

La missiva è indirizzata al Sig. Giuseppe Mariani Corneto ed è relativa a questioni amministrative e fiscali connesse al pagamento della tassa stradale. Il testo evidenzia la richiesta di chiarimenti circa l’origine e la legittimità dell’imposizione, con riferimento a precedenti disposizioni e alla necessità di reperire documentazione giustificativa. Il mittente incarica il destinatario di verificare la situazione e regolarizzare il pagamento secondo le norme vigenti.

La lettera si inserisce nel contesto delle complesse vicende dinastiche legate al Principato di Piombino, passato nel periodo napoleonico alla famiglia Bonaparte (Elisa Bonaparte Baciocchi) e successivamente ai Boncompagni Ludovisi, che ne conservarono il titolo in forma onorifica, privo di effettivo potere sovrano.

Il documento firma autografa “Il Principe di Piombino”, oltre a indicazioni con dati di archivio e destinazione. 

Luigi I Boncompagni Ludovisi (1767–1841), principe romano appartenente a una delle più importanti famiglie aristocratiche pontificie, ereditò il titolo di Principe di Piombino in seguito alla Restaurazione. Figura di rilievo nella nobiltà dello Stato Pontificio, mantenne il titolo in forma puramente onorifica dopo la fine dell’esperienza napoleonica.

Termine asta:

19g 17o 39m 58s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 118

Autografo di Maria d'Aviz Principessa di Parma e Piacenza Lettera Risoluzione Debiti

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettera manoscritta in italiano con autografo di Maria d’Aviz, principessa di Parma, datata “Di Parma alle 24 aprile 1573”.

La missiva affronta una questione patrimoniale relativa alla contessa Lucrezia Confalonieri Canossa, vedova, gravata da debiti contratti dal suocero conte Teodoaldo. La scrivente interviene in suo favore con una raccomandazione diretta, sollecitando l’interlocutore a favorire una soluzione che consenta il pagamento dei debiti attraverso la gestione di beni dati in affitto, distinguendo tra proprietà libere e beni vincolati da fidecommesso, per i quali non è possibile disporre liberamente.

Particolarmente significativo il passaggio in cui si auspica di evitare il ricorso alla lite giudiziaria, proponendo in alternativa una composizione bonaria o, in subordine, la definizione della controversia tramite il parere di due dottori, con determinazione conforme a giustizia. Il contenuto evidenzia in modo diretto le dinamiche di gestione del patrimonio nobiliare e le pratiche di mediazione proprie dell’aristocrazia italiana del XVI secolo.

Maria d’Aviz (1538–1577), infanta del Portogallo, fu figlia del re Giovanni III e di Caterina d’Asburgo. Nel 1565 sposò Alessandro Farnese, futuro duca di Parma e Piacenza, entrando così nella corte farnesiana. Figura di alto rango nell’ambito della nobiltà europea, visse a Parma esercitando un ruolo significativo nella vita di corte e nelle relazioni aristocratiche, come documentato anche dalla presente lettera, espressione diretta della sua attività di mediazione e patronato.

Termine asta:

19g 17o 40m 57s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 119

Autografo di Cesare Beccaria Documento Regio Ducal Magistrato

Consulta la scheda completa

Stima: 800 - 1.000€

Descrizione:

Autografo di Cesare Beccaria su documento ufficiale del Regio Ducal Magistrato, redatto a Cremona il 14 aprile 1773 e indirizzato al Magistrato di Milano.

Il documento, con intestazione “Regio Ducal Magistrato”, ha carattere amministrativo e riguarda l’invio di alcune licenze per la città di Cremona, con riferimenti ai Prestinari, ai Molinari e ad altri operatori del distretto. Nel testo compaiono inoltre comunicazioni relative alle bollette della Macina Civica, tema centrale nella gestione annonaria e fiscale del territorio.

Nella parte superiore del foglio è presente l’autografo di Cesare Beccaria, mentre in calce compare la firma di un funzionario del Magistrato, Marco Paolo Odescalchi, della celebre famiglia nobiliare italiana.


Il documento conserva il tipico aspetto degli atti ufficiali lombardi del secondo Settecento, che saranno poi rivoluzionati dall'ascesa di Napoleone in territorio europeo.

Termine asta:

19g 17o 41m 57s

Prezzo di partenza:

€ 200,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 120

Autografi Gioacchino Pizzi (Nivildo Amarinzio) Atti Accademia Arcadia

Consulta la scheda completa

Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Autografi di Gioacchino Pizzi (Nivildo Amarinzio) su due documenti ufficiali dell’Accademia dell’Arcadia datati 7 dicembre 1781.

Coppia di documenti su carta, entrambi a stampa con integrazioni manoscritte coeve, intestati “C.U.C. Nivildo Amarinzio Custode Generale d’Arcadia”, completi di sottoscrizione autografa di Nivildo Amarinzio (Gioacchino Pizzi) e controfirma del Sotto-Custode. Entrambi gli esemplari presentano grande sigillo a secco ben impresso nella parte inferiore, con tracce di piegatura e naturali segni del tempo.

Il primo documento, di carattere più esteso e formale, sviluppa in forma articolata il riconoscimento accademico conferito a Giovanni Greppi, illustrandone i meriti e le virtù secondo il linguaggio cerimoniale dell’Arcadia, con riferimento alla piena ammissione tra i Pastori Arcadi e all’inserimento nel catalogo ufficiale dell’istituzione.

Il secondo documento, più sintetico e diretto, costituisce atto deliberativo del Saggio Collegio d’Arcadia, nel quale si sancisce formalmente il trasferimento simbolico delle campagne “Ermionèe” e si dichiara il destinatario “Pastore Arcade di numero”, con indicazione esplicita del nome pastorale “Florimondo Ermionèo”.

Entrambi i testi riflettono le consuetudini formali dell’Accademia dell’Arcadia, fondata a Roma nel 1690, caratterizzata da una struttura simbolica di matrice pastorale e dall’adozione di pseudonimi bucolici. Il riferimento alle “campagne” rappresenta una tipica attribuzione simbolica interna all’ordine accademico.

La presenza congiunta dei due documenti — uno descrittivo e uno deliberativo — costituisce un insieme organico di particolare interesse, attestante sia la fase cerimoniale sia quella ufficiale dell’investitura accademica.

Gioacchino Pizzi (1716–1790), noto con il nome arcadico di Nivildo Amarinzio, fu letterato e figura di primo piano nella cultura romana del XVIII secolo. Ricoprì la carica di Custode Generale dell’Accademia dell’Arcadia, massimo organo direttivo dell’istituzione, svolgendo un ruolo centrale nella gestione e nella vita letteraria dell’Accademia.

Esemplari di notevole rilevanza storica e collezionistica, rari nella loro conservazione congiunta e completi di sigilli originali.

Termine asta:

19g 17o 42m 57s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 121

Autografo Vincenzo Monti e Luigi Braschi Onesti Lettera Notizie Matrimonio Monti e Regalo al Re di Napoli

Consulta la scheda completa

Stima: 600 - 800€

Descrizione:

Lettera autografa di Luigi Braschi Onesti, redatta a Roma il 23 aprile 1791 e indirizzata ad Antonio Massani di Comacchio.

Il testo comunica il ringraziamento per un dono ricevuto, prontamente presentato al Re di Napoli (Ferdinando IV di Borbone), che lo ha accolto con vivo gradimento. La missiva riflette le dinamiche di rappresentanza e i rapporti tra ambienti aristocratici e corti italiane nella fase finale del XVIII secolo, un periodo che di lì a poco vedrà il coinvolgimento diretto della Rivoluzione Francese che porterà in Italia numerosi cambiamenti, sia di carattere politico che sociale.

In calce è presente la firma autografa di Luigi Braschi Onesti, futuro Sindaco di Roma durante il periodo Napoleonico.

Di particolare rilievo la presenza di una postilla autografa di Vincenzo Monti, non casuale ma riconducibile al ruolo che il celebre letterato ricopriva in quegli anni come segretario del duca. La nota assume ulteriore interesse per il contenuto personale, nel quale Monti fa riferimento al proprio recente matrimonio con Teresa Pichler, figlia del celebre incisore Giovanni Pichler.

Documento di notevole interesse storico e letterario, che unisce in un unico supporto una figura centrale dell’aristocrazia pontificia e uno dei maggiori intellettuali italiani tra XVIII e XIX secolo.

Vincenzo Monti (1754–1828) fu poeta, traduttore e intellettuale italiano, figura centrale tra Neoclassicismo e primo Romanticismo. Celebre per la traduzione dell’Iliade, operò presso diverse corti, adattando la sua produzione ai cambiamenti politici e culturali del suo tempo.

Termine asta:

19g 17o 43m 57s

Prezzo di partenza:

€ 180,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 122

Autografo Jedidiah Morse Geografo Lettera Incontro Andover

Consulta la scheda completa

Stima: 1.000 - 1.200 €

Descrizione:

Lettera manoscritta in lingua inglese con autografo di Jedidiah Morse, inviata al sig. Samuel Farrar e datata Charlestown, 12 gennaio 1816.

Nella missiva Morse informa il destinatario dell’intenzione di far giungere ad Andover alcuni partecipanti a un imminente incontro, subordinando il viaggio alle condizioni favorevoli della Provvidenza e dell’organizzazione pratica. Chiede quindi a Farrar, già presente sul posto, di predisporre quanto necessario affinché la riunione possa svolgersi in modo completo ed efficace, così da permettere il disbrigo di diverse questioni.

Il testo si chiude con formule di cortesia e con l’invio di saluti al destinatario, alla moglie e alla famiglia, conferendo al documento anche un tono personale e confidenziale.

Jedidiah Morse (1761–1826) fu un geografo, storico e ministro congregazionalista statunitense. È ricordato soprattutto come uno dei pionieri della geografia americana, autore di manuali scolastici e opere descrittive sugli Stati Uniti che ebbero larga diffusione tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Padre dell’inventore Samuel Morse, unì all’attività religiosa un forte interesse per l’educazione, la divulgazione e l’organizzazione culturale del giovane Stato americano.

Termine asta:

19g 17o 44m 57s

Prezzo di partenza:

€ 280,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 123

Autografo Alphonse de Lamartine lettera manoscritta indirizzata a Pio Molajoni, minutante di Pio IX

Consulta la scheda completa

Stima: 600 - 800€

Descrizione:

Lettera autografa di Alphonse de Lamartine, ex Ministro degli Affari Esteri della Seconda Repubblica francese, indirizzata a Pio Molajoni, minutante di Pio IX.

Nel testo, redatto in lingua francese, Lamartine afferma una netta distanza ideale da Roma, evocata come “Roma di Scipione”, e sviluppa un discorso di tono politico e retorico, in cui emergono motivi patriottici e una visione autonoma rispetto alla tradizione e al ruolo storico della città papale. Di particolare interesse il passo in cui invita il destinatario a rifugiarsi presso di lui in caso di esilio forzato dovuto agli eventi rivoluzionari.

La lettera si inserisce nel contesto delle tensioni tra cultura liberale francese, ambiente pontificio e difesa del potere temporale della Chiesa, poi rafforzata dall’alleanza tra la Santa Sede e la monarchia di Napoleone III a sostegno di Roma.

Si aggiunge biglietto da visita con busta di Adrien Isopy, coiffeur di Lamartine dal 1849 fino alla morte dello scrittore, nonché proprietario dei suoi medaglioni-ricordo.

Alphonse de Lamartine (1790–1869) fu poeta, scrittore e uomo politico francese, tra i maggiori esponenti del Romanticismo europeo e protagonista della vita pubblica francese tra Monarchia di Luglio e Seconda Repubblica.

Termine asta:

19g 17o 45m 57s

Prezzo di partenza:

€ 180,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 124

Autografo di Giovanni Battista Bartolini Conte Lettera Raccomandazione

Consulta la scheda completa

Stima: 600 - 800€

Descrizione:

Lettera manoscritta in italiano, datata “4 di luglio 1516”, indirizzata a “Magnifico messer Lorenzo Bartolini”, protonotario apostolico in Vico Nucum (Nocera Umbra), e sottoscritta da Battista Bartolini, qualificato “in collegio”, indicativo di appartenenza ad ambiente accademico o ecclesiastico.

La missiva presenta contenuto morale e riflessivo, con considerazioni sulla condizione umana e sulla necessità di mantenere fermezza e virtù in un mondo descritto come incerto e fallace. L’autore manifesta il proprio pensiero con tono rispettoso e argomentato, tipico della comunicazione tra ambienti colti del primo Cinquecento.

Nella lettera sono inoltre presenti elementi di raccomandazione personale, verosimilmente legati a dinamiche di protezione e inserimento all’interno di reti accademiche o ecclesiastiche, in linea con le pratiche dell’epoca.

Il documento testimonia in modo diretto i rapporti epistolari tra ambienti collegiali e funzionari della Curia, evidenziando le modalità di relazione tra formazione culturale e strutture ecclesiastiche nel primo XVI secolo.


Termine asta:

19g 17o 46m 57s

Prezzo di partenza:

€ 200,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 125

Autografo di Giosuè Carducci Poeta Lettera Mancato Invio "Odi Barbare"

Consulta la scheda completa

Stima: 500 - 700€

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Giosuè Carducci, datata Bologna 4 gennaio 1890, indirizzata ad una “Gentiliss. signora Contessa”.

Nella missiva Carducci affronta una questione legata all’invio delle “Terze Odi barbare”, dichiarando di essere stato convinto di aver già provveduto a spedirle alla destinataria, come fatto per altri conoscenti.
Accortosi dell’omissione, si reca personalmente presso l’editore Zanichelli, manifestando il proprio disappunto. Riferisce quindi che l’editore avrebbe giustificato l’accaduto sostenendo l’assenza del nome della contessa nell’elenco di spedizione; nondimeno, Carducci assume su di sé la responsabilità della dimenticanza, attribuendola a un proprio errore di memoria.

La lettera prosegue con espressioni di rammarico e con il desiderio di rimediare prontamente all’inconveniente, accompagnate da un tono rispettoso e quasi autoironico. 

Giosuè Carducci (Valdicastello, 1835 – Bologna, 1907) fu uno dei maggiori poeti e intellettuali italiani dell’Ottocento. Professore di letteratura italiana all’Università di Bologna, ebbe un ruolo centrale nella cultura postunitaria, distinguendosi per il rigore filologico e per l’impegno civile.
Fu voce autorevole del Risorgimento e della nuova Italia, evolvendo negli anni verso posizioni più istituzionali. La sua poesia, ispirata ai modelli classici, si caratterizza per l’uso metrico innovativo e per il recupero della tradizione latina e greca, come nelle celebri Odi barbare.

Nel 1906 fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura, primo italiano a riceverlo, a riconoscimento della sua produzione poetica e del suo contributo alla cultura europea.


Termine asta:

19g 17o 47m 57s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 126

Autografo Guy de Maupassant Lettera a Léon Fontaine sul fratello Hervé

Consulta la scheda completa

Stima: 1.500 - 2.000 €

Descrizione:

Lettera manoscritta autografa dello scrittore Guy de Maupassant, redatta in francese, datata in apertura “à Dinard 23” ed indirizzata a Léon Fontaine, indicato da Maupassant come interlocutore di piena fiducia.

Nella missiva, lo scrittore descrive con tono allarmato la drammatica situazione del fratello Hervé. Si starebbe indebitando senza possibilità di rimborso, compromettendo il proprio onore, la propria posizione lavorativa e l’equilibrio familiare. Maupassant chiede con insistenza all’amico di intervenire ancora una volta, di parlargli, di convincerlo a rientrare “au plus vite au bureau”, scongiurando una rovina morale e materiale imminente.

Léon Fontaine non è un destinatario occasionale, bensì una figura affettivamente centrale nella biografia di Maupassant: fu uno degli amici più cari della sua giovinezza, legato a lui sin dagli anni di Étretat, tanto che la madre dello scrittore lo definì il suo “fratello in canotaggio”. Proprio questa prossimità spiega il tono della missiva e la fiducia quasi disperata riposta nella sua capacità di mediazione.

La menzione di Hervé de Maupassant, fratello minore di Guy, rende la lettera ancora più significativa. Hervé occupò un posto delicatissimo nella vita dello scrittore: la sua fragilità psichica e i suoi ricoveri segnarono profondamente gli ultimi anni di Maupassant, che ne fu colpito sul piano umano ed emotivo. Questa lettera documenta dunque una fase in cui Guy cerca ancora, con lucidità e dolore, di evitare al fratello il tracollo definitivo, affidando a un amico fraterno un estremo tentativo di salvezza. Per questo il manoscritto assume un valore biografico eccezionale: intreccia amicizia, famiglia, responsabilità morale e sofferenza personale in una testimonianza diretta di rara intensità.

Guy de Maupassant (1850–1893) fu uno dei massimi scrittori francesi dell’Ottocento, protagonista del realismo e del naturalismo europeo. Protetto di Gustave Flaubert, raggiunse notorietà internazionale soprattutto per le sue novelle e per romanzi come Une vie e Bel-Ami. La sua produzione, caratterizzata da precisione psicologica, tensione narrativa e disincanto morale, lo rese una figura capitale della letteratura moderna.

Termine asta:

19g 17o 48m 57s

Prezzo di partenza:

€ 400,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 127

Autografo Louis Antoine Pille Generale Comunicazione Rifiuto Militare

Consulta la scheda completa

Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Documento interamente manoscritto in lingua francese, firmato dal generale Louis Antoine Pille, figura incaricata della trasmissione degli ordini del Comitato alle diverse armate della Repubblica, recante in apertura l’intestazione “Note rendant compte au Comité de Salut public”.  

Il manoscritto è approvato e controfirmato da importanti membri del Comitato di Salute Pubblica, tra cui Dubois (de Crancé), Barras, A. Dumont, Guyton-Morveau, Chazal e Carnot, nomi di primo piano dell’apparato politico-militare della Rivoluzione francese.

Il contenuto riguarda una comunicazione amministrativa relativa al rifiuto di impiego militare per un ex aggiunto (ci-devant adjoint) all’aiutante generale Wandeling, già in servizio presso l’Armata delle coste di Cherbourg, il quale richiedeva di essere reintegrato in una delle armate della Repubblica.

La Commissione comunica che tutti gli incarichi risultano già occupati, rendendo impossibile accogliere la richiesta. Viene precisato che il richiedente, in quanto rifugiato liégeois (di Liegi) e non appartenente ad alcun corpo militare attivo, è autorizzato a rientrare al proprio domicilio.
Gli viene inoltre concesso di presentarsi alla Commissione dei soccorsi pubblici per ottenere un sussidio di 15 soldi al giorno, beneficio previsto per belgi e liégeois rifugiati che intendano fare ritorno alle proprie case.

Louis Antoine Pille (1744–1828), generale francese durante la Rivoluzione, fu impiegato in funzioni amministrative e organizzative piuttosto che sul campo. Operò come intermediario tra il Comitato di Salute Pubblica e le armate, con il compito di trasmettere ordini e coordinare comunicazioni ufficiali. La sua attività lo colloca nel cuore della struttura burocratico-militare rivoluzionaria, contribuendo al funzionamento centralizzato dell’esercito repubblicano negli anni più critici del Terrore.

Termine asta:

19g 17o 49m 57s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 128

Autografo di Jean-Baptiste Faure Baritono Fotografia "L'Africana"

Consulta la scheda completa

Stima: 300 - 400€

Descrizione:

Fotografia con autografo e dedica di Jean-Baptiste Faure, raffigurante il grande cantante lirico francese in costume di scena dell'opera "L'Africana" di Giacomo Meyerbeer.  Il ritratto a figura intera mostra l’artista con ricco abito teatrale e mantello decorato, secondo la tradizione delle fotografie promozionali dei cantanti d’opera del periodo.

L’immagine reca la dedica autografa di Jean-Baptiste Faure. Sul bordo inferiore compare l’indicazione dello studio fotografico “Numa Blanc & Cie”, prestigioso atelier parigino attivo nella ritrattistica artistica dell’epoca. Sul retro è presente il timbro dello studio con l’indirizzo 29 Boulevard des Italiens, Paris.

Jean-Baptiste Faure (Moulins, 1830 – Parigi, 1914) fu uno dei più celebri baritoni francesi del XIX secolo, protagonista dell’Opéra di Parigi e interprete di numerose prime esecuzioni. Tra i ruoli più importanti da lui creati figurano Pilastri nel Don Carlos di Verdi (versione francese) e Hamlet nell’opera di Ambroise Thomas. 

Esemplare di notevole interesse per collezionisti di autografi musicali e storia dell’opera ottocentesca, impreziosito da dedica autografa di uno dei più importanti baritoni europei della sua epoca.

Termine asta:

19g 17o 50m 57s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 129

Autografo di Antonio Cotogni Baritono Lettera Partecipazione Opera del Maestro Mugnone

Consulta la scheda completa

Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera interamente manoscritta con autografo del baritono Antonio Cotogni, redatta a Madrid il 18 gennaio 1892 (Plaza de Oriente 6) e indirizzata al Maestro Leopoldo Mugnone, accompagnata dalla busta originale recante indirizzo manoscritto al destinatario.

Nel testo, Cotogni si rivolge a Mugnone dichiarando il proprio interesse a interpretare una sua opera e mettendosi a disposizione per i mesi di giugno e luglio. Segnala di essere impegnato fino al 18 aprile a Madrid e successivamente a Siviglia per alcune recite, elemento che conferma la dimensione internazionale della sua carriera.

Cita il Signor Sonzogno, figura centrale nell’editoria musicale dell’epoca, lasciando intendere dinamiche produttive e decisionali legate alla messa in scena dell’opera. Cotogni ribadisce la propria piena disponibilità qualora il progetto venga confermato nei tempi indicati, sottolineando il desiderio di collaborare. In chiusura, l'autore interrompe la scrittura per recarsi alla prova del “Vascello Fantasma” e porge saluti cordiali al Maestro e alla moglie.
La lettera presenta una nota finale in cui raccomanda la fotografia di Mascagni con dedica al sig. Platon de Waocel

Antonio Cotogni (1831–1918) fu uno dei più celebri baritoni italiani dell’Ottocento, protagonista nei maggiori teatri europei e apprezzato interprete del repertorio verdiano. Dopo il ritiro si dedicò con successo all’insegnamento, influenzando generazioni di cantanti. Leopoldo Mugnone (1858–1941), direttore e compositore, fu figura chiave del verismo italiano e primo direttore della Cavalleria rusticana di Mascagni.

Termine asta:

19g 17o 51m 57s

Prezzo di partenza:

€ 40,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 130

Autografo Giacomo Puccini Compositore Lettera Hotel Previtali Londra

Consulta la scheda completa

Stima: 1.000 - 1.200 €

Descrizione:

Lettera interamente manoscritta dl compositore giacomo Puccini, redatta su carta intestata dell'Hotel Previtali, Piccadilly Circus a Londra, senza data.

Nella missiva Puccini informa infatti che partirà l’indomani mattina, aggiungendo che porterà con sé il ricordo della gentilezza ricevuta, per la quale esprime un sentito ringraziamento. La comunicazione si chiude con un pensiero rivolto anche alla moglie del destinatario, Nenez, cui invia i propri saluti.

Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924) fu uno dei maggiori compositori d’opera italiani tra Otto e Novecento. Autore di capolavori come Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot, seppe rinnovare la tradizione melodrammatica italiana con una scrittura teatrale intensamente emotiva e una straordinaria sensibilità melodica. Figura centrale della storia della musica, è ancora oggi tra gli operisti più eseguiti al mondo.

Termine asta:

19g 17o 52m 57s

Prezzo di partenza:

€ 400,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 131

Autografo di Giacomo Puccini Compositore Biglietto di Saluti

Consulta la scheda completa

Stima: 500 - 700€

Descrizione:

Biglietto autografo di Giacomo Puccini redatto su piccolo cartoncino con intestazione tipografica “Giacomo Puccini”, contenente un breve messaggio manoscritto.
Il biglietto reca alcune righe di saluto e si conclude con la firma autografa “Giacomo Puccini”.

Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924) fu uno dei più grandi compositori d’opera della storia della musica. Autore di capolavori come La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot, contribuì in modo decisivo allo sviluppo del melodramma tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Le sue opere, caratterizzate da grande forza drammatica e straordinaria sensibilità melodica, sono tuttora tra le più rappresentate nei teatri lirici di tutto il mondo.

Interessante testimonianza autografa della corrispondenza privata del grande compositore lucchese, di notevole interesse per collezionisti di autografi musicali e memorabilia operistica.

Termine asta:

19g 17o 53m 57s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 132

Autografo di Marco Praga Libretto Teatrale "L'Amico" Teatro Manzoni

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Autografo con dedica del commediografo Marco Praga su edizione originale del dramma in un atto “L’amico” di Marco Praga, stampata nel 1886. L’opera fu rappresentata al Teatro Manzoni di Milano il 25 ottobre 1886.

Esemplare in brossura editoriale, all'interno è presente una dedica autografa dell’autore, datata 16 dicembre 1890 con affettuosa formula (“con affetto”) e firma Marco Praga.

Marco Praga (Milano, 1862 – Varese, 1929), commediografo e critico teatrale, fu tra i principali esponenti del teatro borghese italiano tra Otto e Novecento, autore di numerose opere di successo e attivo nella vita culturale milanese.

Esemplare di notevole interesse collezionistico, unendo il valore della prima edizione teatrale alla presenza della dedica autografa dell’autore.

Termine asta:

19g 17o 54m 57s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 133

Autografo di Leonid Sobinov Tenore Russo Fotografia Mosca

Consulta la scheda completa

Stima: 500 - 700€

Descrizione:

 Fotografia d’epoca con autografo di Leonid Sobinov, raffigurante il grande tenore russo in elegante ritratto a mezzo busto, vestito secondo lo stile tipico della ritrattistica dei primi anni del Novecento.

L’esemplare è montato su cartoncino originale da studio fotografico con decorazione impressa e iscrizioni in lingua russa; sul margine inferiore compare l’indicazione “Fotografia artistica", mentre a destra è presente il timbro “Mockba” (Mosca) con riferimento allo studio fotografico.

Leonid Sobinov (Jaroslavl’, 1872 – Riga, 1934) fu uno dei più importanti tenori russi del primo Novecento. Artista di fama internazionale, fu tra i protagonisti del Teatro Bol’šoj di Mosca, dove interpretò i principali ruoli del repertorio lirico russo e occidentale. Si distinse in ruoli come Lensky nell’Evgenij Onegin di Cajkovskij e in numerose opere del repertorio francese e italiano.

Esemplare di grande interesse per collezionisti di autografi musicali e storia dell’opera, impreziosito dalla dedica autografa di uno dei più importanti tenori della scuola lirica russa.

Termine asta:

19g 17o 55m 57s

Prezzo di partenza:

€ 180,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 134

Autografo Pietro Zappata de Cardenas Governatore Modena Atto Giudiziario

Consulta la scheda completa

Stima: 450 - 600 €

Descrizione:

Autografo di Pietro Zappata de Cardenas, Governatore di Modena, redatto il 1 luglio 1531 e relativo a procedimento in ambito giudiziario, verosimilmente riconducibile a contesto ecclesiastico o a foro connesso all’amministrazione imperiale. Il testo tratta una causa in fase di appello, con riferimenti a giudice, parti in causa e valutazione dello stato del procedimento.

La controversia vede coinvolti Albertus Tassonus, identificabile come debitore, e Albertus Castaldi, in qualità di creditore, in una procedura che contempla la revisione o prosecuzione del giudizio in sede d’appello.

Nella parte finale, secondo la formula tipica degli atti decisori, si dispone la prosecuzione del giudizio con espressione conclusiva assimilabile a un ordine di amministrazione della giustizia (“ut iustitiam faciat”, ovvero “che giustizia sia fatta”).

Il documento conserva inoltre un sigillo in ceralacca applicato su linguetta cartacea, ancora leggibile e sostanzialmente integro, elemento che ne rafforza autenticità e valore collezionistico.

Per caratteristiche paleografiche, contenuto e qualifica del sottoscrittore, il documento si inserisce nel contesto delle dinamiche giurisdizionali tra potere imperiale, autorità locali e istituzioni ecclesiastiche nell’Italia settentrionale del primo Cinquecento, in particolare nell’area modenese.

Pietro Zappata de Cardenas, nobile e funzionario di area ispano-italiana, fu governatore di Modena. Attivo in ambito politico-amministrativo, operò nel contesto della corte estense, distinguendosi per incarichi di governo e rappresentanza nel ducato.


Termine asta:

19g 17o 56m 57s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 135

Autografi di Camillo Benso Conte di Cavour Progetto Strada Piacenza

Consulta la scheda completa

Stima: 800 - 1.000 €

Descrizione:

Autografi di Camillo Benso Conte di Cavour su documento manoscritto di carattere tecnico-amministrativo relativo alla valutazione peritale concernente le demolizioni e le sistemazioni urbanistiche nel Borgo di Stradella, nell’ambito dei lavori per la realizzazione e rettifica della Regia Strada diretta a Piacenza, nel tratto da Broni al torrente Versa.

Il giudizio peritale, datato 27 gennaio 1853, descrive nel dettaglio le operazioni effettuate: demolizione di edifici preesistenti, acquisizione degli immobili da parte del Regio Erario, ridefinizione degli spazi e delle aree risultanti, nonché le implicazioni amministrative e patrimoniali conseguenti. Viene inoltre analizzata la posizione dei proprietari coinvolti (tra cui i Gavina), con riferimento alle porzioni di terreno residuali e alle richieste di edificazione, sottoposte al vaglio delle autorità competenti e del Consiglio comunale.

Il corpo documentario è arricchito dalla presenza di un elaborato grafico (pianta), raffigurante la “Pubblica Piazza di Stradella”, con indicazione delle proprietà limitrofe, delle aree espropriate e delle nuove sistemazioni viarie, corredato da scala metrica e annotazioni manoscritte esplicative.

Particolarmente rilevante la presenza di due autografi di Camillo Benso, Conte di Cavour, apposti in qualità di funzionario nell’ambito dell’amministrazione finanziaria e tecnica del Regno di Sardegna.

Camillo Benso, Conte di Cavour (1810–1861) fu statista, economista e protagonista fondamentale dell’Unità d’Italia. Prima di diventare Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, ricoprì incarichi nell’amministrazione pubblica, occupandosi anche di questioni economiche, infrastrutturali e finanziarie, come testimoniato da documenti di questo genere.

Termine asta:

19g 17o 57m 57s

Prezzo di partenza:

€ 180,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 136

Autografo del Cardinale Odoardo Farnese Lettera Causa Roma

Consulta la scheda completa

Stima: 300 - 400€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo del Cardinale Odoardo Farnese, redatta a Roma il 1° giugno 1603 e indirizzata al Sig. Mario Mattei. 

Nel testo della missiva Odoardo Farnese comunica al destinatario che Monsignor Massa si adopererà per assisterlo nella questione in oggetto, lasciando intendere un intervento volto a favorire una soluzione positiva. La lettera assume quindi un carattere di raccomandazione e sostegno. Nella parte finale il cardinale aggiunge un passaggio più personale, ricordando con piacere il tempo trascorso in campagna e l’incontro avuto con il destinatario, esprimendo un tono cordiale e benevolo.

Odoardo Farnese (1573–1626), figlio del duca Alessandro Farnese, fu uno dei più importanti cardinali della sua epoca. Creato cardinale nel 1591, esercitò un ruolo di primo piano nella Curia romana e fu grande mecenate delle arti, promotore tra l’altro della decorazione della celebre Galleria Farnese a Roma. Figura centrale della potente famiglia Farnese, contribuì a consolidarne il prestigio politico e culturale nel contesto della Roma controriformata.

Termine asta:

19g 17o 58m 57s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 137

Autografo del Cardinale Virginio Orsini Risoluzione Dinamiche di Governo Stato della Chiesa

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo del Cardinale Virginio Orsini, redatta a Roma il 5 maggio 1663 e indirizzata al Governatore di Cingoli, Ascanio Silvestri. Al verso è presente un sigillo in ceralacca perfettamente conservato.

La missiva ha carattere amministrativo: Orsini informa il governatore circa l’allontanamento di un certo Bianchi dall’incarico governativo, decisione presa dai deputati locali. Il tono è quello tipico della corrispondenza ufficiale, volto a comunicare disposizioni inerenti alla gestione del territorio e agli equilibri istituzionali.

Il documento si inserisce nel contesto dello Stato Pontificio del XVII secolo, in cui i cardinali, membri di importanti famiglie aristocratiche, esercitavano un ruolo diretto nel governo dei territori e nella supervisione delle cariche locali. Le dinamiche amministrative, come la rimozione di funzionari, riflettono i delicati equilibri politici e le reti di potere tra Roma e le realtà periferiche.

Virginio Orsini (1615–1676), appartenente alla potente famiglia romana degli Orsini, fu nominato cardinale nel 1641. Ricoprì diversi incarichi di rilievo nella Curia e nello Stato Pontificio, distinguendosi per la sua attività politica e amministrativa oltre che ecclesiastica. Figura rappresentativa dell’aristocrazia cardinalizia del Seicento, fu coinvolto nella gestione diretta di numerose questioni territoriali e istituzionali.

Termine asta:

19g 17o 59m 57s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 138

Autografo del Cardinale Filippo Acciaiuoli Risoluzione Controversia

Consulta la scheda completa

Stima: 350 - 450€

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo del futuro Cardinale Filippo Acciaiuoli, allora vice legato pontificio a Ravenna, redatta a Ravenna il 5 luglio 1727.

La missiva riguarda una questione amministrativa ed ecclesiastica relativa alla famiglia Albergati di Bologna: il cardinale comunica di aver preso contatti con il Vescovo di Rimini per chiarire la situazione e riferisce gli sviluppi della pratica. Nella postilla autografa conclusiva, Acciaiuoli aggiunge di aver raggiunto un accordo anche con il Cardinale Bentivoglio, indicando così una linea condivisa per la risoluzione della controversia.

Il documento si inserisce nel contesto della gestione delle relazioni tra autorità ecclesiastiche e famiglie aristocratiche nell’Italia del primo Settecento, dove figure come i cardinali svolgevano un ruolo centrale di mediazione politica e amministrativa tra territori, diocesi e interessi nobiliari.

Filippo Acciaiuoli (1637–1700 ca.) fu ecclesiastico e cardinale appartenente alla nobile famiglia fiorentina degli Acciaiuoli. Ricoprì incarichi di rilievo nella Curia romana e fu attivo nella diplomazia ecclesiastica, distinguendosi per il ruolo di mediazione in questioni amministrative e nei rapporti tra autorità religiose e aristocrazia italiana.

Termine asta:

19g 18o 0m 57s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 139

Autografo Cardinale Nicolò Antonelli Pergamena Concessione Cappella Privata Munarini Parma

Consulta la scheda completa

Stima: 280 - 350 €

Descrizione:

Pergamena manoscritta con autografi del Cardinale Niccolò Maria Antonelli e del vescovo di Modena Giuseppe Maria Fogliani, redatta a Roma il 1° marzo 1765, con intestazione pontificia “CLEMENS PP. XIII”, indirizzata alla nobile famiglia Munarini di Modena.

Il documento, di carattere ufficiale e redatto in latino secondo la prassi curiale settecentesca, costituisce un atto di concessione ecclesiastica: con esso si autorizza la famiglia Munarini a erigere e utilizzare una cappella privata all’interno della propria dimora, con facoltà di celebrazione liturgica. Viene inoltre indicato il sacerdote Giovanni Maria Mutini quale officiate autorizzato.

La pergamena presenta un impianto formale solenne, con intestazione pontificia riferita al pontificato di Clemente XIII (1758–1769).
Presente sigillo in ceralacca applicato lateralmente, elemento che ne attesta la piena autenticità giuridica e amministrativa.

Il documento si inserisce nel contesto delle concessioni ecclesiastiche riservate a famiglie di rango, che permettevano l’uso di oratori privati, pratica regolata dalla Santa Sede. La doppia sottoscrizione di Antonelli e Fogliani conferisce ulteriore rilevanza storica all’atto.

Niccolò Maria Antonelli (1698–1767) fu cardinale, giurista e teologo italiano. Ricoprì importanti incarichi nella Curia romana sotto diversi pontefici, distinguendosi per competenza diplomatica e dottrinale. Figura influente nella Chiesa del Settecento, partecipò attivamente alla vita politica ed ecclesiastica dello Stato pontificio.


Termine asta:

19g 18o 1m 57s

Prezzo di partenza:

€ 50,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 140

Autografo Giovanni Soglia Ceroni Cardinale Arcivescovo Efeso Lettera Ringraziamento Giornale Agrario Bologna

Consulta la scheda completa

Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Giovanni Soglia Ceroni, Arcivescovo di Efeso, redatta a Roma il 9 dicembre 1828 e indirizzata a Giuseppe Astolfi di Bologna. 

Nella missiva l’Arcivescovo comunica che “la Santità di Nostro Signore” Papa Leone XII ha ricevuto la lettera e il secondo quaderno del “Giornale Agrario di Bologna”, precedentemente inviati dal destinatario.Papa Leone XII esprime il “sovrano gradimento” per il contenuto dell’opera, con particolare apprezzamento per le esperienze agrarie illustrate e per la loro utilità nelle comunità dello Stato.

La mediazione di Soglia Ceroni testimonia il funzionamento della comunicazione ufficiale tra studiosi e autorità ecclesiastiche, nonché l’attenzione della Santa Sede verso la divulgazione di pratiche agricole innovative.

Giovanni Soglia Ceroni (1779–1856) fu eminente prelato della Curia romana, arcivescovo titolare di Efeso e successivamente cardinale, nonché stretto collaboratore di cinque pontefici: Pio VII, Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI e Pio IX, ricoprendo ruoli di rilievo nella diplomazia e nell’amministrazione ecclesiastica della prima metà dell’Ottocento.

Termine asta:

19g 18o 2m 57s

Prezzo di partenza:

€ 40,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 141

Autografo di Giuseppe Sarto Futuro Papa Pio X Lettera Condoglianze

Consulta la scheda completa

Stima: 800 - 1.000 €

Descrizione:

Lettera manoscritta con autografo di Giuseppe Sarto, Vescovo di Mantova e futuro Papa Pio X, redatta a Mantova il 6 luglio 1892, indirizzata a una contessa. Documento interamente autografo, su carta intestata “Vescovo di Mantova”.

La missiva si configura come lettera di condoglianze, nella quale il Vescovo esprime alla destinataria le più vive e partecipate espressioni di cordoglio per il suo lutto. Il vescovo invita la contessa a trovare conforto nella fede, augurandole “i più soavi conforti” e ricordando come Dio non lasci senza ricompensa nemmeno la più piccola opera compiuta per amor Suo. Sottolinea inoltre la dignità della sofferenza cristiana, riconoscendo nella destinataria una donna che ha saputo sopportare a lungo sacrifici e dolori, e la esorta a confidare nella speranza di "vivere felice in luogo di pace".

Il testo riflette pienamente la sensibilità religiosa e la visione pastorale di Sarto, improntata a semplicità, empatia e forte radicamento nella dottrina cattolica, elementi che caratterizzeranno anche il suo futuro pontificato.

La lettera si inserisce nel periodo mantovano di Giuseppe Sarto (1884–1893), fase cruciale della sua carriera ecclesiastica, durante la quale si distinse per l’intensa attività pastorale e l’attenzione diretta ai fedeli.

Giuseppe Sarto (1835–1914), divenuto Papa con il nome di Pio X nel 1903, è ricordato per la riforma della Chiesa, la promozione della comunione frequente e la lotta al modernismo. Canonizzato nel 1954, è una delle figure più rilevanti della Chiesa tra XIX e XX secolo.

Documento di notevole interesse storico e devozionale, testimonianza diretta della spiritualità e dell’azione pastorale del futuro pontefice.

Termine asta:

19g 18o 3m 57s

Prezzo di partenza:

€ 180,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 142

Autografo di Francesco di Nicola Lettera sul terremoto di Ischia

Consulta la scheda completa

Stima: 250 - 350€

Descrizione:

Lettera con autografo di Francesco Di Nicola, vescovo di Ischia, redatta su carta intestata della “Commissione Diocesana di Carità per i danneggiati del tremuoto”, istituita a seguito del devastante terremoto che colpì l’isola di Ischia nell’agosto del 1883.

La missiva è datata Ischia, 29 agosto 1883, pochi giorni dopo il disastro sismico che distrusse gran parte di Casamicciola e causò migliaia di vittime.

Nel testo il vescovo esprime sentimenti di gratitudine verso il vescovo di Pontremoli per le offerte e il sostegno inviato in favore dei fedeli e delle popolazioni colpite. La lettera costituisce dunque una testimonianza diretta delle iniziative di soccorso e solidarietà promosse dalla Chiesa locale immediatamente dopo la tragedia, documentando il ruolo centrale della diocesi nell’organizzazione degli aiuti ai sopravvissuti.

Il terremoto del 28 luglio 1883, uno dei più gravi eventi sismici della storia italiana dell’Ottocento, devastò in particolare Casamicciola Terme, causando oltre duemila vittime e ingenti distruzioni. In tale contesto vennero create commissioni ecclesiastiche e civili per coordinare le opere di assistenza e raccolta fondi. La presente lettera, con la significativa intestazione tipografica dedicata ai danneggiati del terremoto, rappresenta un documento storico di grande interesse relativo alla gestione dell’emergenza e alla mobilitazione caritativa della Chiesa.

Termine asta:

19g 18o 4m 57s

Prezzo di partenza:

€ 40,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 143

Reliquia Croce Beata Maria degli Angeli Carmelitana Scalza 1891

Consulta la scheda completa

Stima: 350 - 450€

Descrizione:

Reliquia della Beata Maria degli Angeli costituita da una piccola croce metallica applicata e sigillo in ceralacca rossa che ne garantiva l’integrità e l’autenticità. Il tutto è corredato da documento cartaceo originale della Parrocchia di S. Teresa in Torino, recante intestazione e timbro, con certificazione ufficiale.

Nell'attestazione si afferma che la croce e il piombo furono uniti alla cassa mortuaria contenente la salma della Beata Maria degli Angeli Carmelitana Scalza, conservata per 148 anni nel monastero torinese. Viene inoltre indicata la data della morte, 16 dicembre 1717, e la successiva attestazione ecclesiastica redatta in fede a Torino il 22 aprile 1947, con firma autografa del parroco.

Il recto del documento riporta la dicitura manoscritta “Reliquia Sta Maria degli Angeli”, confermando la destinazione devozionale dell’oggetto.

La reliquia si inserisce nella tradizione carmelitana e nella pratica, tipica dell’età moderna e contemporanea, di conservare e distribuire frammenti o elementi connessi alla sepoltura dei religiosi venerati. La Beata Maria degli Angeli, monaca carmelitana scalza, è figura legata alla spiritualità riformata dell’ordine, caratterizzata da rigore ascetico e intensa vita contemplativa.

Oggetto di rilevante interesse devozionale e collezionistico, completo di attestazione originale e sigillo, elementi fondamentali per la validazione e la conservazione delle reliquie ecclesiastiche.

Termine asta:

19g 18o 5m 57s

Prezzo di partenza:

€ 100,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 144

Crocifisso Devozionale con Indulgenze Plenarie e Corpus Documentale Monastico

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600 €

Descrizione:

Crocifisso devozionale in bronzo, di piccole dimensioni, con Cristo crocifisso a rilievo su entrambe le facce e anello apicale per sospensione. La modellazione e le caratteristiche di fusione rimandano a produzione seriale di ambito religioso del XVII secolo. Patina scura coerente con l’antichità e con uso devozionale prolungato.

L’oggetto è accompagnato da un nucleo organico di documenti manoscritti di carattere spirituale, tra cui una lettera datata 7 ottobre 1825 (“Dal nostro Monastero”), indirizzata a Modena, e ulteriori fogli contenenti istruzioni dettagliate circa l’acquisizione e l’applicazione delle indulgenze. La corrispondenza è sottoscritta da Suor Celeste Maria Verratti, religiosa attiva in area modenese nella prima metà dell’Ottocento, elemento che consente di collocare con precisione il contesto in ambito monastico femminile di clausura.

Nei testi si esplicita chiaramente la funzione del crocifisso quale oggetto devozionale associato alla concessione di indulgenze plenarie, con indicazioni pratiche relative alle condizioni richieste (confessione, comunione o, in mancanza, invocazione contrita del Nome di Gesù), nonché alla possibilità di applicazione in suffragio delle anime del Purgatorio. È inoltre presente un esplicito riferimento all’esercizio della Via Crucis, pratica alla quale risultano annesse le indulgenze descritte.

Il corpus documentale riconduce l’oggetto a un uso concreto e personale in ambito religioso, verosimilmente all’interno di una comunità monastica dell’area modenese, probabilmente di osservanza francescana (clarisse o cappuccine), dove tali strumenti devozionali erano impiegati nella meditazione quotidiana e nella preparazione spirituale. La presenza della firma di Suor Celeste Maria Verratti conferisce al nucleo documentale un preciso ancoraggio personale e territoriale, raro in oggetti devozionali di questo tipo generalmente anonimi.

Insieme di particolare interesse per la coerenza tra oggetto e documentazione, che ne attesta in modo diretto funzione, contesto e modalità d’uso.

Tra XVII e XIX secolo la pratica delle indulgenze costituiva un elemento centrale della devozione cattolica, regolamentata dopo il Concilio di Trento e diffusa attraverso oggetti quali crocifissi, rosari e medaglie ai quali venivano associate specifiche concessioni spirituali. La Via Crucis rappresentava uno dei principali strumenti di meditazione sulla Passione di Cristo e di ottenimento di indulgenze. In ambito monastico femminile, tali pratiche assumevano un carattere quotidiano e personale, spesso trasmesso anche attraverso corrispondenza privata tra religiose e familiari, come nel presente caso documentato.

Termine asta:

19g 18o 6m 57s

Prezzo di partenza:

€ 80,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 145

Autografo di Adolphe Quetelet Astronomo Lettera Invio Opera Storia di Dalhem

Consulta la scheda completa

Stima: 400 - 600€

Descrizione:

Lettera interamente autografa di Adolphe Quetelet, celebre astronomo francese, indirizzata a Monsieur Charles Rhalenbeck, redatta a Bruxelles il 29 marzo 1852.

Nel testo Quetelet ringrazia il destinatario per l’invio di un’opera dedicata alla storia della città e contea di Dalhem, esprimendo sorpresa e vivo apprezzamento per il dono ricevuto nel proprio studio. La lettera si configura come una comunicazione di ringraziamento elegante e formale, tipica degli scambi tra uomini di scienza e studiosi nella metà dell’Ottocento.

Il destinatario, Charles Rhalenbeck, è con ogni probabilità autore o erudito locale legato allo studio storico del territorio di Dalhem, inserito nel contesto della produzione storiografica regionale belga.

La cronologia colloca l’autografo in una fase matura dell’attività scientifica di Quetelet, quando, alla guida dell’Osservatorio Reale di Bruxelles, aveva già consolidato il proprio ruolo di riferimento nella statistica e nella scienza europea.

Adolphe Quetelet (1796–1874), astronomo, matematico e statistico belga, fu una delle figure più influenti della scienza europea del XIX secolo. Direttore dell’Osservatorio Reale di Bruxelles, è considerato il fondatore della statistica sociale e ideatore del concetto di “uomo medio”. I suoi studi ebbero un impatto duraturo in ambiti quali demografia, sociologia e criminologia.

Autografo di notevole interesse per collezionisti di storia della scienza, statistica, astronomia e documenti autografi di scienziati del XIX secolo.

Termine asta:

19g 18o 7m 57s

Prezzo di partenza:

€ 150,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 146

Manoscritto Storia di Siena dal IV al XV secolo Politica e Sociale

Consulta la scheda completa

Stima: 800 - 1.200€

Descrizione:

Importante manoscritto di 49 pagine interamente manoscritte, non datato ma databile intorno alla metà del XVI secolo, contenente una narrazione della storia della città di Siena dall’anno 381 al 1482.

Il testo raccoglie notizie di grande interesse relative ai principali avvenimenti civili, architettonici e diplomatici della storia senese. Vi si ricordano, tra gli altri, l’edificazione della Porta Camollia, la posa dei mattoni del Duomo di Siena e la costruzione della celebre Torre del Mangia. Ampio spazio è inoltre riservato alle vicende politiche della Repubblica di Siena, comprese delicate fasi diplomatiche come la pace seguita alla Lega Italica del 1454.

Nelle ultime carte il manoscritto si apre anche a eventi di più ampia rilevanza politica italiana, con riferimenti alla morte del duca Galeazzo Maria Sforza e alla presa di Otranto da parte del re di Napoli Alfonso, in relazione alla morte di Maometto II.

Magnifica testimonianza della tradizione storiografica senese, il volume è conservato in piena pergamena coeva e costituisce un documento di notevole interesse storico e collezionistico.

Termine asta:

19g 18o 8m 57s

Prezzo di partenza:

€ 200,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


LOTTO 147

Antifonario medievale miniato XIV secolo manoscritto su pergamena

Consulta la scheda completa

Stima: 8.000 - 11.000€

Descrizione:

Manoscritto liturgico di eccezionale importanza, redatto interamente a mano su pergamena vellum in grande formato (cm 52,5 × 35 ca.), riconducibile all’area italiana e databile alla prima metà del XIV secolo (1300–1350).

Il codice presenta una scrittura gotica minuscola identificabile come littera bononiensis, con notazione musicale in neumi quadrati inscritti su tetragramma tracciato in rosso. L’impianto grafico è di grande chiarezza e rigore, tipico dei grandi libri corali destinati alla lettura comunitaria.

L’apparato decorativo risulta di notevole qualità: numerose iniziali miniate in blu, rosso, verde e rosa scandiscono l’apertura dei canti, mentre i capilettera secondari sono finemente ornati in cobalto e cinabro. Le miniature, eleganti e ben calibrate nello spazio della pagina, conferiscono al manoscritto un forte impatto visivo e testimoniano una produzione di ambito colto e strutturato.

Il testo si apre con l’“Asperges me, Domine”, canto previsto per la liturgia domenicale (eccetto tempo pasquale e Domenica delle Palme), con rubriche esplicative in rosso cinabro che guidano l’esecuzione liturgica. Seguono i principali canti gregoriani della Messa, accompagnati da annotazioni marginali e interlineari di carattere celebrativo e pratico, redatte dall’amanuense o in epoca coeva.

Le carte, complete e numerate da I a CCIX (219), presentano numerazione romana in rosso con uso delle forme additive (IIII e VIIII), elemento coerente con la prassi precedente alla diffusione sistematica della notazione sottrattiva, confermando la cronologia proposta.

Sono documentati interventi di restauro stratificati nel tempo: un primo intervento antico (probabilmente XVII secolo) e un restauro più recente, volti a reintegrare lacune mediante inserzioni in pergamena, mantenendo la leggibilità e la funzionalità liturgica del codice.

La legatura, restaurata con attenzione filologica, conserva i piatti lignei originali – verosimilmente in quercia – rivestiti in cuoio e arricchiti da ferramenta metallica coeva (borchie angolari, elementi centrali decorativi e fermagli), databile tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Tali elementi, recuperati da una legatura precedente, testimoniano la lunga storia conservativa del volume.

È importante sottolineare come gli antifonari di questa epoca fossero originariamente privi di legatura rigida strutturata, spesso conservati in forme più semplici: la configurazione attuale riflette quindi una fase successiva della vita dell’oggetto.

La rarità del manoscritto è assoluta: gli antifonari del XIV secolo giunti integri fino a noi sono estremamente pochi, a causa di dispersioni, smembramenti e distruzioni nel corso dei secoli. Questo esemplare si distingue non solo per completezza e stato di conservazione, ma anche per qualità esecutiva e dimensioni.

Un documento di straordinaria rilevanza storica, liturgica e collezionistica, destinato a istituzioni e raccolte di alto profilo.

Termine asta:

19g 18o 9m 57s

Prezzo di partenza:

€ 1500,00

Inizio asta 30/04/2026 12:00:00


Pagina 1 di 1