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Lettera manoscritta in italiano con autografo di Maria d’Aviz, principessa di Parma, datata “Di Parma alle 24 aprile 1573”.
La missiva affronta una questione patrimoniale relativa alla contessa Lucrezia Confalonieri Canossa, vedova, gravata da debiti contratti dal suocero conte Teodoaldo. La scrivente interviene in suo favore con una raccomandazione diretta, sollecitando l’interlocutore a favorire una soluzione che consenta il pagamento dei debiti attraverso la gestione di beni dati in affitto, distinguendo tra proprietà libere e beni vincolati da fidecommesso, per i quali non è possibile disporre liberamente.
Particolarmente significativo il passaggio in cui si auspica di evitare il ricorso alla lite giudiziaria, proponendo in alternativa una composizione bonaria o, in subordine, la definizione della controversia tramite il parere di due dottori, con determinazione conforme a giustizia. Il contenuto evidenzia in modo diretto le dinamiche di gestione del patrimonio nobiliare e le pratiche di mediazione proprie dell’aristocrazia italiana del XVI secolo.
Maria d’Aviz (1538–1577), infanta del Portogallo, fu figlia del re Giovanni III e di Caterina d’Asburgo. Nel 1565 sposò Alessandro Farnese, futuro duca di Parma e Piacenza, entrando così nella corte farnesiana. Figura di alto rango nell’ambito della nobiltà europea, visse a Parma esercitando un ruolo significativo nella vita di corte e nelle relazioni aristocratiche, come documentato anche dalla presente lettera, espressione diretta della sua attività di mediazione e patronato.
Codice articolo: AST0426
Data articolo: 24/04/1573
Pagine: 4
Pagine manoscritte: 2
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 31.3x21.1