Commissioni d'asta del 17.5%
Questo cimelio è certificato da Associazione Autografia Periti Calligrafici Certificatori e garantisce al 100% l'autenticità. Il certificato non ha limiti di tempo ed è valido in tutto il mondo.
Lettera interamente autografa e firmata di Giovanni Benedetto Bonsevero, datata in chiusura «Rome XXI februarij 1512». Manoscritto su carta vergata, disposto sul recto e proseguito al verso, indirizzato a Giovanni Matteo Sartori, arcivescovo di Santa Severina e qualificato nell’indirizzo come camerario segreto pontificio. La sottoscrizione reca la formula deferente «Servulus Jo. Benedictus Bonseuerus».
Nella missiva Bonsevero riferisce diffusamente intorno a una complessa controversia giudiziaria seguita presso la Curia romana. Richiama la Rota, le procure presentate dalle parti, il giudice, il notaio della causa e la condotta della parte avversa. Esamina inoltre la possibilità di ottenere un provvedimento di inibizione e sollecita il proprio interlocutore a intervenire con la necessaria cautela. La vertenza è definita «causa grave et de summa importanza» e coinvolge un interesse economico indicato nell’ordine di diecimila ducati.
La lettera costituisce una testimonianza diretta della prassi giuridica e amministrativa della Curia pontificia durante il pontificato di Giulio II. Il linguaggio, nel quale si alternano italiano e formule latine, restituisce la fitta rete di rapporti personali e professionali che accompagnava lo svolgimento delle cause presso i tribunali romani del primo Cinquecento.
Giovanni Benedetto Bonsevero, documentato anche nelle forme latine Iohannes Benedictus Bonseverus e de Bonsaveris, fu un funzionario della Curia romana. Tra il 1514 e il 1518 è attestato quale scriptor brevium, incaricato della redazione dei brevi pontifici.
Codice articolo: GGAST1126
Data articolo: 21/02/1512
Pagine: 2
Pagine manoscritte: 2
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 28.8x21.5