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Lunga lettera interamente autografa e firmata di Francesco Crispi, redatta a Torino il 27 agosto 1852 e indirizzata al padre Tommaso, al quale si rivolge con l’appellativo «Carissimo mio Padre». Alla lettera è annessa una cartolina illustrata viaggiata, di epoca successiva, recante un ritratto fotografico di Crispi, francobollo e timbri postali.
La missiva è dedicata prevalentemente a una complessa controversia siciliana di carattere giudiziario e patrimoniale. Crispi esamina questioni relative a debiti, beni mobili, creditori e debitori, deposito giudiziario e pignoramento, valutando le possibili azioni da intraprendere. Il tono assume più volte quello di un articolato parere legale, con richiami agli articoli 696 e 703 della procedura civile e a un atto datato 6 settembre 1851.
Nel ricostruire la vicenda, Crispi affronta anche temi riguardanti i beni e l’amministrazione dei comuni, utilizzando il termine «Università» nell’antico significato di comunità municipale. Richiama precedenti documentari del 1845 e del 1850, opposizioni al pignoramento e diverse località siciliane, tra le quali Mistretta, Biancavilla e Alcara li Fusi. Fa inoltre riferimento all’opera storico-economica di Lodovico Bianchini, impiegata come supporto alla propria argomentazione.
Una parte della lettera contiene indicazioni pratiche per il reperimento in Sicilia di atti, copie e testimonianze necessarie a sostenere la posizione esaminata. Crispi ricorda inoltre di avere già inviato al padre, con una precedente lettera del 19 agosto, una procura: la missiva appartiene quindi a una più ampia corrispondenza familiare e giuridica. Dopo la lunga trattazione tecnica, chiede la benedizione paterna e si congeda affettuosamente come «Suo figlio aff.mo Francesco».
Nel 1852 Crispi si trovava in esilio a Torino dopo la repressione della rivoluzione siciliana del 1848-1849. Il documento mostra il futuro uomo di governo ancora nella veste di avvocato e studioso delle istituzioni, impegnato nell’interpretazione della legislazione vigente nel Regno delle Due Sicilie e nelle questioni relative all’amministrazione municipale. La cartolina con il suo ritratto, necessariamente posteriore alla lettera, costituisce un complemento iconografico aggiunto alla documentazione.
Francesco Crispi (1818–1901), avvocato, patriota e uomo politico italiano, partecipò alla rivoluzione siciliana del 1848 e all’organizzazione della spedizione dei Mille. Deputato dal 1861, fu ministro dell’Interno e presidente del Consiglio nei periodi 1887-1891 e 1893-1896.
Codice articolo: GSAST1126
Data articolo: 27/08/1852
Pagine: 6
Pagine manoscritte: 5
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 25.1x19.4