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Manifesto a stampa del R. Esercito Italiano, Ispettorato Generale del Movimento di Sgombro, datato a mano 13/11/1917 e recante sottoscrizione autografa del generale Andrea Graziani. Il documento, si presenta in stato frammentario ma ancora ampiamente leggibile, con pieghe, bruniture, macchie e significative mancanze marginali, dove la carta risulta lacunosa in prossimità della qualifica e della firma. Proprio la natura d’uso del manifesto, destinato all’affissione o alla comunicazione pubblica in un momento di emergenza militare, rende comprensibile la sua conservazione irregolare e ne accresce il carattere documentario.
Il testo, emanato “in virtù dei poteri conferitimi dal Comando Supremo”, ordina la fucilazione alla schiena di diversi militari indicati nominativamente. Sono menzionati, tra gli altri, i caporali Trigliano Salvatore, Pieralli Ugo e Benzi Lidio, e i soldati Gigli Adolfo, Bigi Oreste, Pintapoli Giuseppe, Scudella Vincenzo, Varacalli Bruno, Monghi Battista, Cremaschi Felice, Giavotto Carlo, Pastorino Pietro e Paveri Carlo. Le imputazioni riportate riguardano violenze entro case abitate, saccheggio, ribellione e minaccia a mano armata ai RR. CC.; la formula conclusiva, “le esecuzioni capitali sono state compiute questa mattina”, restituisce con immediatezza il carattere perentorio e irreversibile del provvedimento.
Il manifesto costituisce una rara testimonianza materiale della giustizia militare sommaria esercitata nei giorni successivi alla rotta di Caporetto, durante le operazioni di ripiegamento, sgombero e riorganizzazione dell’esercito italiano. Documenti di questa natura, nati per una funzione contingente e spesso destinati a rapida dispersione o distruzione, risultano oggi di difficile reperibilità, soprattutto quando conservano una sottoscrizione autografa riconducibile al responsabile dell’ordine. La firma di Andrea Graziani, figura direttamente associata alla repressione disciplinare di quel frangente, conferisce al pezzo un rilievo storico-documentario particolarmente netto.
Andrea Graziani (1864–1931) fu generale italiano. Durante la Prima guerra mondiale ricoprì incarichi di comando e, dopo Caporetto, fu ispettore generale del movimento di sgombero; la durezza dei provvedimenti disciplinari da lui ordinati gli valse il soprannome di “boia di Caporetto”.
Codice articolo: GAZAST0726
Data articolo: 13/11/1917
Pagine: 2
Pagine manoscritte: 1
Condizioni: Sufficienti
Dimensioni: 42x35