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Lettera interamente autografa di Felice Cavallotti, redatta a Milano il 14 settembre 1878, su carta con timbro a secco della “Direzione e Amministrazione La Ragione, Milano” ed indirizzata a un destinatario non indicato.
Nella missiva Cavallotti risponde a una precedente comunicazione del destinatario, spiegando di aver ricevuto la copia da lui inviata e di essere intervenuto, o di aver fatto intervenire, sul testo per renderlo pubblicabile. Il punto centrale della lettera è la necessità di abbreviare scritti troppo lunghi: Cavallotti chiarisce che, per le esigenze materiali del giornale, non sempre è possibile conservare integralmente le lettere ricevute, anche quando il contenuto sia valido. Fa riferimento a lettere già pubblicate o da pubblicare e osserva che certe corrispondenze devono essere ridotte, perché il giornale è talvolta obbligato a tagliare anche gli articoli, pur cercando di mantenerne l’efficacia. Cavallotti si scusa per il ritardo della risposta, ringrazia il destinatario per il materiale inviato e chiude con una formula cordiale, dichiarandosi affezionato e firmando per esteso.
La lettera offre una testimonianza concreta del lavoro quotidiano di redazione de La Ragione, fondato e diretto da Cavallotti a Milano: scelta dei testi, correzione, riduzione degli scritti dei collaboratori e adattamento degli articoli agli spazi disponibili
Felice Cavallotti (1842–1898), poeta, giornalista e uomo politico italiano, fu una delle figure più note della democrazia radicale postunitaria. Deputato e polemista combattivo, fondò e diresse La Ragione a Milano; morì in duello il 6 marzo 1898.
Codice articolo: BCAST0726
Data articolo: 14/09/1898
Pagine: 4
Pagine manoscritte: 4
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 18.3x11.5