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Pregevole lettera interamente autografa e firmata “Marie”, composta su quattro facciate di raffinata carta vergata intestata con il monogramma coronato.
Il documento è datato 5 dicembre 1877 e redatto sull’Isola del Garda, luogo appartato e suggestivo dove la principessa Maria Clotilde di Savoia, figlia primogenita del re Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide, si era ritirata per condurre una vita di raccoglimento spirituale dopo la separazione dal marito Napoleone Giuseppe Bonaparte (detto Plon-Plon). La missiva è indirizzata a un alto prelato della Curia romana, di cui la principessa riconosce con devozione il sostegno e la guida, ringraziandolo apertamente per l’intercessione ricevuta presso il Santo Padre.
Il contenuto è di altissimo valore storico e spirituale. Maria Clotilde esprime angoscia per le precarie condizioni di salute di Papa Pio IX, giunto ormai agli ultimi mesi di vita, e manifesta gratitudine profonda per quella che definisce una “grande grazia” ricevuta dal Sovrano Pontefice, chiaramente allusiva a un privilegio ecclesiastico straordinario. Il passo più significativo recita: “après la grande grâce que j’ai reçue et que j’ai eue du Souverain Pontife, dois-je dire, Monseigneur, il eût été bien autrement si vous ne m’aviez soutenue, guidée. Dieu vous récompense au centuple!” Il riferimento è molto probabilmente alla concessione papale, riservata e non pubblica, che le consentì di vivere separata dal marito in uno stato di consacrazione privata, pur nel rispetto del vincolo matrimoniale.
La lettera, percorsa da un tono di intensa sofferenza e fede, alterna riflessioni sulla Croce e sulla preghiera a richieste di intercessione e di nuove benedizioni. La principessa rivolge parole accorate anche per i propri figli e per la propria famiglia, chiedendo al destinatario di ottenere per lei un nuovo gesto di conforto spirituale da parte del Pontefice.
Il documento rappresenta una fonte preziosa per lo studio dei rapporti tra la Casa Savoia e la Santa Sede nel difficile periodo postunitario, e testimonia la dimensione privata e religiosa della figura di Maria Clotilde, ben lontana dal ruolo pubblico ricoperto in gioventù alla corte imperiale francese. Esemplare di altissimo interesse collezionistico, di grande raffinatezza grafica e carico di pathos personale, custodisce al suo interno una delle rare tracce documentarie della spiritualità nascosta di una principessa che scelse consapevolmente la via del sacrificio e della rinuncia.
Maria Clotilde di Savoia è stata dichiarata Serva di Dio nell'ambito della sua causa di beatificazione, introdotta nel 1942 da Papa Pio XII. La sua causa è tuttora aperta.
Codice articolo: GAZAST0925
Data articolo: 5/12/1877
Pagine: 4
Pagine manoscritte: 4
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 16.5x10.7